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Itas, prenditi la Coppa Cev

Oggi alle 18 la finalissima

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A due anni di distanza dalla finale di Coppa Cev persa a Tours (e a quattro da quella di Mosca), oggi a Istanbul alle 18 italiane (diretta Dazn e Radio Dolomiti) contro il Galatasaray la Trentino Itas ha l’opportunità di rifarsi. Un’opportunità concreta e per certi versi più ghiotta ancora di quella del 2017. Concreta, come lo era stata allora, visto il vantaggio di cui si è impossessata l’Itas martedì scorso, nella gara di andata giocata a Trento: un netto 3-0 che offre alla squadra di Angelo Lorenzetti la chance di portare a casa il titolo conquistando “solo” due set. Ghiotta, perché la formazione che quest’anno può schierare il tecnico è di qualità superiore rispetto a quella che allora non riuscì nel compito.

Gli unici reduci dall’esperienza francese sono coach Lorenzetti, il capitano Simone Giannelli e Gabriele Nelli. Ma attorno a loro la squadra è cresciuta in tasso tecnico e in esperienza: tutti i giocatori oggi sono di caratura internazionale di primissimo piano e lo stesso Giannelli ha due anni in più. Due anni che significano esperienza, maggior sangue freddo, migliore capacità interpretativa dei match. Insomma, due anni che lo hanno portato a vestire la maglia di capitano. Doti culminate a dicembre col trionfo nel Campionato del mondo per club. Un’altra squadra, dunque. Con più consapevolezza dei propri mezzi.

GLI OSTACOLI

Tuttavia le insidie non mancano. Ci sono quelle sportive, le stesse che rovesciarono il risultato due anni fa, a Tours. E cioè una finale d’andata vinta con facilità disarmante che ha ingannato sulle reali potenzialità degli avversari. Come nel 2017, anche martedì scorso Giannelli e compagni hanno stravinto: 25-15, 25-15, 25-20 è un punteggio che non lascia spazio alle interpretazioni. Solo che stavolta, rispetto ad allora, i rivali sono giunti a Trento in condizioni oggettivamente non ideali, reduci com’erano dal tour de force imposto loro dalla Coppa di Turchia. Addirittura, visto l’affaticamento, il tecnico del Galatasaray all’andata si è privato per gran parte della gara dell’ex “trentino” Oleg Antonov e dell’apporto al centro della rete del canadese Justin Duff, un giocatore capace di realizzare 12 punti e tre muri nella decisiva rimonta in semifinale contro i russi del Kemerovo.

I PRECEDENTI

Ecco, appunto, l’altro pericolo: la rimonta al Kemerovo. Il Galatasaray - e Lorenzetti e compagnia lo sanno bene - è squadra capace di rimonte inaudite e quella portata a termine con successo in semifinale ne è l’esempio più lampante. Tra le minacce più evidenti si deve annoverare poi l’efficacia dell’opposto Oliver Venno. L’estone - un armadio da 2 metri e dieci centimetri per cento e rotti chili - anche a Trento ha dimostrato il suo valore. Nonostante la sua squadra si sia fatta schiacciare fin dalle prime battute dalla potenza dell’Itas, Venno ha dato un saggio delle sue doti. Sui cinquanta complessivi della sua squadra (errori Itas compresi), 14 punti portano la sua firma con un 52% in attacco, un muro e un ace. E, considerando che nella battaglia vinta al golden set col Kemerovo in semifinale ha dato dimostrazione di saper fare 32 punti, l’osservato speciale della difesa dell’Itas dovrà essere senz’altro lui.

IL PALAZZETTO

L’altra pericolosa miccia che l’Itas dovrà spegnere, o almeno raffreddare, è il fattore campo. Già a Trento i tifosi del Galatasaray, pur non essendo moltissimi (una settantina di persone), hanno dato un saggio del loro calore inneggiando ai loro beniamini per tutto il corso della partita senza un attimo di tregua. Se hanno saputo farlo lontani dalla loro Costantinopoli e al cospetto di una prestazione così deludente, c’è da giurare che oggi sapranno fare il diavolo a quattro. A fronteggiarli, sul piano dei cori e del sostegno ai team, ieri sono sbarcati a Istanbul una cinquantina di supporter con vessilli e magliette gialloblù: uno spicchio di Trentino in mezzo al Bosforo che cercherà di non far sentir soli Giannelli e compagni.

NO VIDEOCHECK

Sempre in relazione all’ambiente, l’altra anomalia di cui i giocatori (e gli arbitri) dovranno tenere conto è la quasi certa mancanza dell’impianto di videocheck. In anni in cui ormai tutte le competizioni sono supportate dal sistema di controllo elettronico, in Coppa Cev l’obbligatorietà non è ancora sancita. Con tutto quanto può comportare nella risoluzione delle controversie sportive affidate esclusivamente al fattore umano.

LISINAC C’È

Sotto il profilo tecnico, detto del Galatasaray che senz’altro rimetterà in campo tutti i suoi migliori elementi, Lorenzetti può a sua volta giovarsi di tutto l’organico. Compreso Srecko Lisinac. Dopo la convalescenza dovuta a un risentimento al polpaccio sinistro, il centrale serbo è rientrato in gruppo. Sabato sera, nell’ultima uscita di regular season contro Monza, Lisinac è tornato a vestire la maglia e sedersi in panchina. Non è escluso, dunque, che possa anche essere utilizzato, magari a gara in corso.

LA SCARAMANZIA

Pur consapevole delle trappole insite in una finale come quella di oggi, il gruppo dirigenziale trentino non manca di fiducia. Gli stati maggiori dell’Itas – dal presidente Diego Mosna allo staff – sono atterrati a Istanbul ieri pomeriggio con tutti gli indumenti scaramantici del caso: pullover portafortuna, braccialetti scacciaguai, cornetti e amuleti a far da talismano in qualche tasca. Dopo due tentativi andati a vuoto, non si vuole lasciare alcunché di intentato per portare nella sede di via Trener l’unico trofeo internazionale di prestigio che ancora manca. E sarebbe il diciottesimo assoluto nella storia del club.

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