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La Polonia schianta la Serbia

Per l'Italia ora è durissima

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Una vittoria schiacciante della Polonia contro la Serbia (3-0) condanna quasi certamente all'eliminazione gli azzurri.

Il primo set aveva visto la Serbia partire con slancio, trascinata dai soliti Uros Kovacevic e Srecko Lisinac, oltre che dalle bordate di Aleksandar Atanasijevic. Poi però la Polonia ha preso le misure, è cresciuta molto in attacco e a muro e, soprattutto, ha assistito al calo di rendimento di Atanasijevic. Così, nel momento topico, del parziale, dopo che la Serbia ha vanificato alcuni set point, i polacchi ai vantaggi hanno trovato la zampata per chiudere 28-26.
Stessa musica nel secondo. Con la Serbia che non riuscita ad arginare la potenza di Kurek e i suoi per prendere il largo. Così, allo stesso modo, proprio nelle battute finali, la Polonia ha dato il colpo di grazia e ha ottenuto un altro 28-26. Nel terzo, invece, Kurek e compagni si sono subito avvantaggiati e, nonostante la Serbia si sia tenuta in scia, nel finale la Polonia ha chiuso facile: 25-22. E il punteggio condanna quasi definitivamente l'Italia all'eliminazione: per passare lìItalia deve vincere oggi con la Polonia 3-0 e con punteggio molto largo (con 16 punti in più della Polonia): solo così alle semifinali ci andranno gli azzurri.

Azzurri che comunque riflettono sulla schiacciante sconfitta subita ieri sera: «Abbiamo perso partita contro squadre che giocato meglio di noi, ci spiace tantissimo - dice Simone Giannelli, palleggiatore azzurro in ombra nel ko con i serbi -. Ci abbiamo provato e abbiamo fatto degli errori mentre loro hanno giocato una grande partita. Purtroppo per come è andata mercoledì è stato giusto così».

Nessun calo mentale - assicura il palleggiatore dell'Italia -, solo una grande prestazione serba coincisa con una prova al di sotto delle aspettative da parte dell'Italia: «Abbiamo provato di tutto, ma quando l'avversario gioca meglio di te non riesci a entrare in partita, anche se a livello mentale ci provi». Normale quindi dormire poco la notte, ripensando alle giocate sbagliate, e caricarsi in vista della decisiva partita di oggi: «Non sono deluso, forse sono più triste perché siamo una squadra molto forte e non siamo riusciti a mettere in campo le nostre qualità. Siamo anche un po' arrabbiati, ma dobbiamo resettare e vedere cosa non è andato».

Di sicuro l'obiettivo è vedere un'altra Italia contro la Polonia: «Dobbiamo reagire, non vediamo l'ora di rientrare in campo per mangiare il pallone, gli avversari e il campo. Nel corso del torneo abbiamo avuto poche difficoltà, abbiamo giocato bene ma perso con la Russia quando eravamo già qualificati. Dobbiamo mettere in campo tutto quello che ci rimane».
Perdere 3-0 all'esordio ha complicato notevolmente la strada ma non ancora in modo irreparabile. L'Italia ci spera.

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