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Ieri la discesa, oggi il SuperG

due ori a Bormio per Paris

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Dominik Paris, Bormio, oro, SuperG

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Un risultato così non s’era mai vista nella storia dell’alta velocità azzurra sugli sci. E si capisce che Dominik Paris esulti: «Due vittorie di fila in due giorni. È davvero un sogno incredibile che si realizza, soprattutto su una pista come la Stelvio».

Il sudtirolese di 100 chili di muscoli, tecnica, coraggio ed intelligenza agonistica, ha infatti portato a termine una nuova storica impresa vincendo dopo la discesa anche il superG di Bormio sulla micidiale Stelvio. Fuori invece per un paio di errori è finito l’altro grande sudtirolese sugli sci Christof Innerhofer che in discesa era stato ieri secondo alle spalle di Domme - come gli amici chiamano Dominik -, ma che oggi è stato tradito dal pettorale 1 che non da punti di rifermento sui passaggi piu« ostici in una gara che non prevede prove in pista.

«Non è stata davvero una gara semplice» ha confermato Paris su questo suo magico SuperG su una pista dal fondo perfetto, indurito ulteriormente dal freddo della notte. Il tutto con un sole forte che, soprattutto per i primi al via, ha creato non pochi problemi per rapidissimi passaggi dalle zone illuminate a quelle in ombra. Paris - vittoria numero undici in carriera e 26/o podio - racconta ancora di aver «sbagliato all’attacco della diagonale della Carcentina» dove infatti ha come incassato la testa per lunghissimi metri prima di ritrovare l’equilibrio.

Ma ha «tenuto duro» andando «avanti sino a quando le cose, dopo il salto del muro di San Pietro, hanno cominciato a girare»: e da lì non ce n’è più stata per nessuno fino a recuperare i 33 centesimi di ritardo che aveva e vincere battendo così lo stupefatto austriaco Matthias Mayer - due titoli olimpici bastano a spiegare di chi si tratta - per un solo misero ma quanto mai prezioso centesimo di secondo: 1.29.95 contro 1.29.96. Il tutto pari ad un distacco di 24 centimetri. Più indietro, terzo in 1.30.41, è finito il norvegese Aleksander Kilde.
«La Stelvio è una pista durissima, difficile, che richiede tutte le caratteristiche di un velocista. Servono - ha spiegato ancora Domme guardando già ai prossimi impegni - coraggio, tecnica ma anche molta testa per sapere dove si può e si deve spingere di più. Ma adesso penso già alle prossime gare». E tra queste c’è la leggendaria Streif di Kitzbuehel dove Paris ha vinto già tre volte come a Bormio e ci sono poi le gare mondiali di febbraio ad Aare.

Ma le buone notizie per l’Italia in questo sabato di sci sono in una certa misura arrivate anche dallo slalom donne di Semmering, disciplina sinora ‘ingratà con le azzurre. Ha vinto, al solito, la fuoriclasse statunitense Mikaela Shiffrin in 1.42.99: 51/o successo e 36/o in speciale che fanno della 23enne americana la migliore della storia avendo battuto il record di 35 vittorie che deteneva con l’austriaca Marlies Schild e con Alberto Tomba. Secondo posto per la slovacca Petra Vlhova in 1.43.28 e terza la svizzera Wendy Holdener in 1.43.37.

Ma l’Italia ha finalmente messo in mostra confrontati segnali di recupero con quattro atlete in classifica. La più brava è stata Irene Curtoni, settima in 1,45.28 . Ma bravissima pure Federica Brignone, 12/a in 1.46.50 con il pettorale 31. E poi, bellissima sorpresa, la giovane Lara Della Mea, 19 anni e pettorale 40, che ha chiuso 15/a in 1.46.85 come Chiara Costazza. La prossima tappa di Coppa per uomini e donne è l’1 gennaio ad Oslo con lo slalom parallelo.

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