Salta al contenuto principale

Europei di pattinaggio

Argento per Giovannini

Chiudi
Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
2 minuti 3 secondi

Un lieto fine più bello proprio non si poteva immaginare per l'Italghiaccio a poco più di un mese dal via delle Olimpiadi invernali in Sud Corea. L'Italia fa ancora festa e guarda un'altra volta tutti dall'alto: dopo l'oro di Nicola Tumolero nei 5000, nell'ultima giornata degli Europei di Kolomna, in Russia, gli azzurri raccolgono altre tre medaglie, tutte nella Mass Start, la specialità che vede gli azzurri sempre più protagonisti a livello internazionale. Al femminile arriva la doppietta con Francesca Lollobrigida e Francesca Bettrone rispettivamente oro e argento, mentre Andrea Giovannini completa lo show con l'argento al maschile. Grande giornata anche nel biathlon dove l'Italia fa la storia con il secondo posto della staffetta a Oberhof. Il quartetto composto da Thomas Bormolini/Lukas Hofer/Dominik Windisch/Thierry Chenal) si è piazzato alle spalle della Svezia.

Un exploit quello degli azzurri nel pattinaggio di velocità nella gara più attesa che tanto fa sperare in ottica olimpica. "Abbiamo passato tutto il giorno a studiare le possibilità tattiche e in gara ci siamo parlate tantissimo - spiegano le due azzurre - Siamo felicissime per il risultato perché la tensione era tanta ma per fortuna in due si supera meglio e per noi che siamo compagne anche di stanza vincere insieme ha un altro sapore". "A un certo punto, a metà gara, sono andata in difficoltà ma poi sono risalita fino all'argento: ogni nuovo traguardo è una sorpresa bellissima", rivela Francesca Bettrone, mentre Lollobrigida si gode la festa: "Per me è fondamentale avere la testa libera da pressioni: qui avevo paura di dover fare tutto io, ricucire sulle fughe e gestire l'intero andamento della prova, però alla fine ne è valsa la pena".

Nel biathlon, invece, erano sei anni che l'Italia non saliva sul podio in questa specialità, e proprio a Oberhof nel gennaio 2012, quando si imposero Christian De Lorenzi, i fratelli Dominik e Markus Windisch e Lukas Hofer. E sono lacrime di gioia al traguardo per gli azzurri: grandi meriti vanno ai "vecchi" del gruppo, ma anche al venticinquenne Thierry Chenal che, salito da poche settimane in Coppa del mondo, ha mostrato buona freddezza nonostante la scarsa esperienza internazionale. "Non riesco ancora a realizzare bene quello che abbiamo fatto, mi tremano le gambe, appena tagliato il traguardo sono andato ad abbracciare i compagni perchè sono stati grandi" racconta Chenal. A chiudere la super giornata azzurra nelle discipline invernali ci pensa la staffetta di slittino su pista artificiale con il trionfo nel team relay a Koenigssee in Germania. 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy