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Un altro Schumacher in Ferrari

Mick firma per l'Academy

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Tredici anni dopo uno Schumacher torna a vestire i colori Ferrari. Mick, 20 anni il prossimo 22 marzo, è entrato con il grado di «allievo» nella Driver Academy, il vivaio della scuderia di Maranello riservato ai giovani piloti da far crescere per diventare i campioni di domani.
Insieme a Schumi jr. fa il suo ingresso nella Academy Giuliano Alesi, figlio di un altro grande ex delle Rosse, Jean.

Mick, che nel 2019 correrà nel campionato di Formula 2, dalla settimana prossima sarà impegnato con i compagni della Ferrari Driver Academy nelle attività di preparazione pre-stagione.

Entrano nel vivaio delle Rosse anche Callum Ilott, impegnato come Alesi in Formula 2, Marcus Armstrong e Robert Shwartzman, che gareggeranno nel campionato FIA Formula 3, Enzo Fittipaldi, che sarà impegnato nel FIA Formula Regional (Europe), e Gianluca Petecof in gara nella FIA Formula 4 (in Italia e Germania).

Il primo saluto al promettente pilota l’ha dato il nuovo team principal della scuderia, Mattia Binotto: «Per chi come me lo ha visto nascere ha sicuramente un significato emotivo particolare accogliere Mick in Ferrari, ma lo abbiamo scelto per il suo talento e per le qualità umane e professionali che ha messo già in mostra malgrado la sua giovane età».

«Sono felicissimo che il mio prossimo futuro nelle competizioni automobilistiche sia in rosso - ha commentato Schumi jr. - entrando a far parte della Ferrari Driver Accademy e così anche della famiglia della Scuderia Ferrari. Questo è un altro passo nella giusta direzione e potrò solo beneficiare dell’immensa competenza che c’è lì. Sicuramente farò di tutto per poter apprendere tutto ciò che mi può aiutare a raggiungere il mio sogno: correre in Formula 1».

E, se le promesse saranno mantenute, non con una scuderia qualsiasi: «È più che ovvio che Ferrari abbia un posto enorme nel mio cuore, fin da quando sono nato, e in quello della nostra famiglia - ha detto ancora Mick - sono felice anche a livello personale per questa opportunità.
Vorrei ringraziare la mia famiglia, gli amici e i partner che mi hanno supportato e aiutato ad arrivare a questo punto».

La scelta di vestire in rosso e seguire le orme paterne, riunendo un cognome ed un colore così leggendari, non deve essere stata facile. Ma il campione europeo della F3 non poteva respingere una chance così importante. Intanto ha assestato un bel colpo al cuore di milioni di tifosi del Cavallino.

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