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Il Brescia alla prova Juve

debutta Supermario Balotelli

e CR7 non scende in campo

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Quello contro la Juventus, per il Brescia è molto più di un big match: lo stadio «Rigamonti» infatti sarà soldout non solo perchè arrivano i campioni d’Italia, ma anche perchè è la serata del debutto di Mario Balotelli.
Giocherà dal primo minuto? «Voglio rifletterci fino alla fine, fino all’ultimo minuto: devo mettere tutto sulla bilancia e capire cosa guadagniamo e cosa perdiamo con o senza Mario». Chi invece non giocherà è il "fenomeno" Cristiano Ronaldo, che ha subìto una contrattura muscolare ieri in allenamento, e non è fra i convocati.

IL BRESCIA. L’allenatore del Brescia Eugenio Corini non si sbilancia circa le modalità d’impiego (ma la sensazione è che lo lancerà da subito in coppia con Donnarumma) della sua punta di diamante che rientra dopo 4 turni di squalifica portati in eredità dall’esperienza in Francia: «Purtroppo per via di quelle stupide giornate di squalifica - dice Balotelli in un’intervista a Dazn -, sono rimasto fermo fino ad ora: il campo mi è mancato e per questo rientro sono tranquillo e anche un pò ansioso».
E cresce l’attesa per l’esordio. «In Mario - aggiunge Corini - vedo la voglia di dare e fare un qualcosa di diverso. Ha la giusta propensione e io quotidianamente lo stimolo a dare sempre qualcosa in più: sono sicuro che dentro ha molto di inespresso.
Fare fatica è un atto nobile e questa fatica lui se la ritroverà come valore aggiunto. Deve fare qualcosa per la squadra, anche la squadra dovrà farlo per lui: ci si deve andare incontro».
Balotelli a parte, «a questa partita arriviamo bene: cerchiamo di sfruttare l’onda della vittoria di Udine: giocare di sera poi aiuterà a recuperare qualche energia. Se la Juve avrà di più da perdere? Questo tipo di concetto non mi è mai piaciuto: tutti abbiamo sempre qualcosa da perdere ed è dovere provarci sempre. È la nostra mentalità: per cui noi ci proveremo anche contro una corazzata come la Juve. È chiaro che dobbiamo pensare di fare le cose perfettamente».

Contro i bianconeri la qualità di Balotelli potrebbe fare la differenza. «So di avere grandi responsabilità, per cui mi sono sentito in dovere di mettermi in una forma fisica che non ho mai avuto - spiega Supermario-. A livello fisico sto benissimo, ho solo bisogno di trovare il ritmo partita. Spero di essere quello visto in Francia: questa è casa mia ed è un onore giocare nel Brescia, l’unica squadra per cui posso giocare per una salvezza...Giocare qui mi ha cambiato molte cose: ho tutti i miei affetti vicini. E faccio una cosa bellissima: mangio con mia mamma, cucina lei. L’ultima volta che mangiavo regolarmente a casa avevo 14 anni, quindi per gli altri ragazzi sarà normale, ma per me no. Avere i genitori vicino è una delle cose migliori che ti possano succedere. Abbinare il lavoro con la famiglia: se ci riesci, sei una persona fortunata». Infine: «Ho tutta la voglia di questo mondo di fare un grande campionato, per me e per la squadra e mi piacerebbe che riuscissimo a fare qualcosa di più della salvezza. Dal canto mio Corini lavora tanto sulla tattica: so di dover essere più ordinato e so di dover fare un minimo di fase difensiva».

LA JUVENTUS. Per trasformare la sua Juventus da progetto a realtà, Maurizio Sarri ha bisogno di continuità. Un fattore di crescita molto importante, ma non a ogni costo: con Ronaldo alle prese con «un leggero affaticamento muscolare» alla vigilia della trasferta di Brescia, la cautela è d’obbligo.

«Avere continuità è importante in questo momento - conferma l’allenatore bianconero -, ma ci sono altre valutazioni importanti da fare. Inutile andare a cercare infortuni adesso».

Il campione portoghese non è stato convocato e resterà quindi a Torino, in vista della Spal e del Bayer Leverkusen. Discorso diverso per Higuain, che sarà a disposizione dopo la brutta botta al naso contro il Verona: «Non ha nessuna frattura, ha solo avuto difficoltà a respirare per via del tampone applicato sabato». Il Pipita dovrebbe partire dalla panchina, salvo sorprese all’ultimo minuto che il Sarri bianconero ha imparato a regalare stravolgendo le convinzioni del passato: al Rigamonti l’attacco sarà l’inedito tridente formato da Dybala, apparso in crescita, affiancato da Cuadrado e Bernardeschi.

Senza Ronaldo potrà fermarsi un giro anche Matuidi, l’equilibratore in grado di leggere i movimenti del portoghese: «In questa fase è diventato importantissimo per noi per motivi tattici». Meglio preservarlo per il ciclo decisivo per l’Europa e per l’Italia: prima il Bayer, quindi l’Inter di Conte.
Pensare al futuro non deve però far distogliere l’attenzione dal presente, dal Brescia di Corini, per non vivere di nuovo attimi di paura come successo con il Verona: «Una partita insidiosa, affrontare queste squadre, che sono molto in salute, in questo momento è pericoloso. Il Brescia è una squadra organizzata, esprime un calcio piacevole. In questo momento è pericolosa, è una neopromossa che sta facendo bene, è in condizione e l’esordio di Balotelli può dare altro entusiasmo all’ambiente».

Dopo quattro giornate di campionato ogni valutazione è ancora prematura, anche se la mini-fuga di Inter, Juventus e Napoli, e la maggior spregiudicatezza di quasi tutte le squadre, potrebbe essere il segnale di un cambiamento: «Ho studiato solo le squadre che abbiamo affrontato, ma che quest’anno fosse più difficile era opinione condivisa da tutti e sarà così. Vero che nelle prime 7-8 partite tutte provano a proporre calcio, ma solitamente dopo la situazione cambia. Era così anche qualche anno fa: vediamo se questa tendenza a giocare di più da parte di tutti sarà duratura, perchè dopo 7-8-10 partite di solito gli atteggiamenti vengono modificati».

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