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Marotta incorona Conte:

«E' lui il vero top player

che l'Inter ha acquistato»

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L’Inter ha già comprato il suo top player ed è Antonio Conte. Ne è convinto Beppe Marotta che lo ha scelto e poi fortemente voluto sulla panchina nerazzurra per dar vita ad un ciclo vincente come fu a Torino. L’uomo giusto per rilanciare le ambizioni di un club che non festeggia da troppo tempo. «Conte è il nostro top player. Lo dico perchè ho potuto conoscere e apprezzare le sue grandi qualità. Ha dalla sua una cultura vincente visto che ha vinto in Italia e in Inghilterra, facendo anche un grande cammino con la Nazionale. Una delle sue più grandi qualità è la valorizzazione del valore umano, delle risorse che ha a disposizione».

L’attestato di stima di Marotta, durante la presentazione del ritiro estivo a Lugano, è totale. Conte è stato scelto perchè uomo forte, motivatore, assetato di vittoria, mai pago.

L’allenatore che dovrà riportare l’Inter a festeggiare un trofeo. Marotta non esplicita gli obiettivi. Non cita lo scudetto ed evita i facili proclami. Non vuole dettare pubblicamente le condizioni al nuovo tecnico prima ancora dell’inizio del ritiro che prenderà il via dall’8 al 14 luglio a Lugano prima di partire per l’International Champions Cup in Cina. Ma è chiaro che l’Inter quando ha scelto di dire addio a Spalletti per affidarsi a Conte, lo ha fatto perchè si aspetta di interrompere l’egemonia juventina. «L’obiettivo di questa stagione è alzare l’asticella facendo meglio rispetto a quanto fatto. Se abbiamo dato 80 - spiega l’amministratore delegato - dobbiamo dare 100. L’Inter è cresciuta molto ma nello sport non ci si deve accontentare. Dobbiamo guardare agli avversari che ci stanno davanti. Siamo arrivati quarti, raggiungere quei tre sarebbe già un bel traguardo».

Gli ingredienti per far bene, secondo Marotta, ora ci sono tutti: una proprietà seria, un management capace e uno staff tecnico di prim’ordine. A fare da collante tra squadra e club sarà Lele Oriali che ha già preso contatti con lo staff, tanto che l’ufficialità sembra ormai solo una formalità. Resta da capire se lascerà la Figc o se manterrà il doppio incarico fino agli Europei. Quel che è certo, è che all’Inter dovrà trasmettere ai giocatori il senso di attaccamento e sacrificio per la maglia nerazzurra, iniziando già dal ritiro di Lugano.
Difficile dire se in Svizzera ci sarà Mauro Icardi. L’argentino non è più nei piani dell’Inter ma non vuole lasciare Milano e starebbe aspettando di confrontarsi direttamente con Conte. Ma il club potrebbe addirittura decidere di non convocare Icardi per il ritiro. Marotta evita di entrare in argomento ma le sue parole fanno capire che il rapporto è ormai ai minimi storici: «È prematura qualsiasi valutazione sulla rosa della nuova stagione. Ci sarà una conferenza stampa apposita per illustrare la rosa e a queste domande preferisco non rispondere per una questione di correttezza».

Ci sarà quindi un momento in cui l’Inter dirà ufficialmente addio a Icardi mentre sul mercato si sta già lavorando per rimpiazzarlo: Dzeko e Lukaku sono gli attaccanti da regalare a Conte, mentre si continua a trattare per Barella e sullo sfondo resta il sogno Rakitic che il Barcellona potrebbe decidere di cedere già questa estate.

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