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Calcio a 5, la serie C1
regionale può sopravvivere

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La prossima stagione vedrà una o due C1 nel calcio a cinque regionale? Lo si saprà col mese prossimo perché Massimo Cima, responsabile del futsal del comitato bolzanino, ha concesso fino agli ultimi giorni di maggio la possibilità che la C1 resti unica in regione a patto che, nel movimento altoatesino, si possa arrivare a creare una C2 di almeno otto squadre.

Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione fra tutte le società della provincia di Bolzano che operano nel calcio a cinque e si è discusso su questo tema. «Alle società ho chiesto un compromesso per poter continuare a fare una C1 regionale - spiega Cima -: avere almeno otto squadre che diano vita alla C2 altoatesina. Con quelle sei attuali, ci sarebbero altre due interessate con cui sono in contatto, ma se arrivassimo anche a una quota maggiore sarebbe tutto di guadagnato. Per questo anche alle formazioni di C1 ho chiesto un impegno nel cercare altre formazioni nuove o creare dei "farm team" che partecipino alla serie inferiore, con diritti di classifica, ma non di promozione».

All'appello al momento le formazioni che parteciperebbero alla C1 regionale sarebbero Bolzano Piani, Febbre Gialla e Pineta che si sono confermate nella categoria, il Futsal Atesina (retrocesso dalla B, ma che ha intenzione di chiedere il ripescaggio per il campionato nazionale) e il Mosaico che ha vinto la C2 altoatesina. Nella categoria sotto dovrebbero far parte il Marlengo, retrocesso dalla serie C1, e le confermate della stagione conclusa: Jugend Neugries, Kickers Bolzano, Laives Bronzolo e Bressanone. A loro dovrebbero aggiungersi l'Oltrisarco e una formazione di militari che hanno già manifestato al comitato bolzanino il loro interesse. Cima inoltre vorrebbe anche inserimenti da società storiche del calcio bolzanino e sono stati avviati contatti sia con la Virtus Bolzano che il Bozner. A loro si aggiungerà la seconda squadra della Febbre Gialla con una formazione autonoma (che non comprende i giocatori che militerebbero in C1) che però non potrebbe essere promossa alla serie superiore.

Insomma, si aprono spiragli affinché il futsal regionale non si divida in due campionati che non farebbero bene alla crescita qualitativa del movimento. Sicuramente importante la decisione invece dello stesso Cima di obbligare un giovane sempre in campo nella C2 altoatesina (ed eventualmente anche nella C1 se non andasse in porto). Nella prossima stagione un Under 21, in quella seguente un Under 21 e un Under 20, nella successiva un Under 20 e un Under 19. E chissà che questo non possa essere un viatico da proporre nella serie regionale come già succede in altri campionati italiani.

L'ultima precisazione Massimo Cima la vuole dare sul parere della Divisione Calcio a 5, tirata in ballo da un'intervista nell'articolo fatto lo scorso 28 aprile. «La Divisione nazionale ha sempre lasciato piena autonomia alle decisioni dei responsabili regionali e così ha fatto anche in questo caso. Il portavoce Walter Antonini non ha mai espresso perplessità al riguardo, come riferito la volta scorsa, ed egll stesso lo ha rimarcato sia alla persona che lo aveva interpellato allora che alla mia richiesta».
E adesso attendiamo la fumata bianca perché il calcio a cinque possa essere rilanciato come movimento anche da queste discussioni sorte in questi giorni attorno alla disciplina. Senza scismi, rinunce o perplessità. 

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