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Supercoppa, Gattuso: «Higuain?

Vinciamo e poi vediamo»

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Alla quarta domanda su Gonzalo Higuain, Rino Gattuso si è spazientito. Ma le precedenti tre risposte sono bastate a chiarire che l’addio dell’argentino al Milan dopo la Supercoppa italiana è un’ipotesi ancora decisamente concreta. «Bisogna capire cosa vuole fare, come sistemare la questione», ha chiarito l’allenatore. Per questo Leonardo si è fermato a Milano, dove ha portato avanti il dialogo con il Genoa per il prestito di Krzysztof Piatek, e non è detto che voli in Arabia Saudita in tempo per assistere alla sfida con la Juventus.

Nella conferenza stampa di Gedda, Gattuso ha commentato con diplomazia la sede della partita che tante polemiche ha sollevato in Italia: «Ci saranno anche le donne per assistere alla partita, noi siamo qua per fare il nostro lavoro. Per come siamo stati trattati, all’Arabia Saudita va un 10 e lode». E ha deciso di affrontare di petto il tema Higuain, il giocatore scelto in estate come stella del nuovo corso targato Elliott.
Un piano incrinatosi a novembre, nel match di campionato proprio contro la Juventus, che in estate aveva ceduto il giocatore in prestito con diritto di riscatto e ora attende per lui un’offerta del Chelsea. «Dopo il rigore sbagliato e l’espulsione qualcosa è successo nella sua testa, nel suo stato d’animo - è sicuro l’allenatore -. Far cambiare idea a un calciatore a volte non è facile. Comunque non è venuto a dirmi che vuole andare via. Lo sto ancora aspettando. Spero sia una serata importantissima, poi vediamo cosa succederà. Ma non ci rimarrò male se andrà via. Sono stato calciatore, non si può giudicare come ragiona una persona».

In questi giorni Gattuso ha visto l’attaccante «sereno, dentro al progetto, che scherza coi compagni e a volte è una radio, non si ferma mai...». E ha annunciato che sarà titolare «al 90%: se gioca è perchè lo vedo bene mentalmente». Patrick Cutrone scalpita ma, almeno per un’ultima partita, al Milan serve il miglior Higuain, anche perchè nessuno in squadra ha la sua esperienza. «Tanti giocatori sono giovani, voglio vincere per fargli capire che si può spingere ancora di più e costruire qualcosa di importante», ha detto Gattuso, che esorta il Milan a giocare «senza timore, senza sbracare al primo errore come contro l’Olympiacos».

Questa volta l’avversario è ancora più tosto. «Cristiano Ronaldo? Prima faceva show, poi ha smesso e negli ultimi 6-7 anni è diventato incredibile. Ora attacca con veemenza, fa le cose per buttare la palla dentro». Dovrà limitarlo Alessio Romagnoli, secondo cui il Milan «è più maturo e più forte» rispetto alla Supercoppa vinta con la Juventus ai rigori a Doha due anni fa: «Questa coppa può dare una svolta alla stagione».

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