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Roma, Di Francesco ci crede:

«Ma bisogna cambiare rotta»

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«Credo nel mio lavoro e in quello che stiamo facendo ma è ovvio che bisogna cambiare rotta». Eusebio Di Francesco non si nasconde e, alla vigilia dell’ultima gara della fase a gironi di Champions League sul campo del Viktoria Plzen, chiede alla Roma di evitare brutte sorprese in Repubblica Ceca. La partita è ininfluente ai fini della qualificazione agli ottavi, ma visto il momento dei giallorossi un risultato negativo potrebbe far precipitare la situazione, soprattutto per quanto riguarda la posizione del tecnico.

«Come sto vivendo questo momento? Fa parte del nostro lavoro, è il calcio. Il fatto che io sia qui è perchè c’è dall’altra parte la consapevolezza che c’è un allenatore che ha le sue idee anche se magari in questo momento vengono meno i risultati, però c’è la voglia di continuare» spiega l’allenatore, che ha incassato la fiducia della società nel corso del ritiro a Trigoria. Il presidente Pallotta, che ha bollato come ‘fake news’ le indiscrezioni riguardanti la vendita del club per una cifra non inferiore agli 800 milioni di euro, continua a fidarsi del giudizio del ds Monchi sul tecnico ma è ovvio che il tempo stringe. E lo sa anche Di Francesco. «Io ci credo nel mio lavoro e in quello che stiamo facendo ma è ovvio che bisogna cambiare rotta - ammette -. E questo ritiro è stato fatto per capire ancora una volta il motivo del momento negativo. Il mio primo pensiero di uomo di calcio è quello di continuare a combattere e cercare di trovare le soluzioni».

Insomma, Di Francesco guarda avanti provando a non dar peso alle critiche di un ambiente che solo pochi mesi fa lo celebrava per la semifinale centrata in Champions. «Ho la grande fortuna di conoscere questa piazza. Mi aiuta a far capire che si riesce a portare un allenatore alle stelle per poi farlo diventare il peggiore in circolazione - spiega -. È capitato anche da giocatore, e la vivo col desiderio di far riscattare innanzitutto la squadra. Non è una questione personale, potrei dire tante cose ma non ho il desiderio di farlo per chi non merita nemmeno le mie parole». Meglio concentrarsi sull’avversario e sulla squadra da mandare in campo. «La formazione? Non ho grandi possibilità di scelta, ho elementi che non hanno i 90’ minuti nelle gambe. Si rivedranno tanti calciatori che hanno giocato a Cagliari e che potrebbero rigiocare anche col Genoa - confessa Di Francesco -. Non c’è la possibilità in questo momento di inventarsi qualcosa, ha poco senso. In porta ci sarà Mirante al posto di Olsen, il resto non l’ho ancora deciso. Pastore? Tra oggi e domani valuterò se schierarlo dall’inizio, magari con un minutaggio contenuto».

In attacco scontata la presenza di Schick, incapace finora di sfruttare l’assenza di Dzeko. «Mi aspetto di più da Patrik così come lui si aspetta di più da se stesso. Sta anche a lui dare risposte importanti adesso che ha la possibilità di scendere in campo» l’avvertimento di Di Francesco. Sicuro titolare anche Bryan Cristante, certo che alla fine «l’unica soluzione per uscire da questo momento è continuare a lavorare, lo stiamo facendo nel modo giusto e ora dobbiamo dimostrarlo in campo. Le partite di Champions sono sempre importanti e da interpretare con lo spirito giusto. Nel momento in cui siamo poi diventa ancora più importante per trovare continuità di gioco e risultati».

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