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Festival a tinte nerazzurre

Che festa per il Triplete

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Aneddoti inediti, anche su Mourinho, che ai giornalisti disse: "Con quel signore lì noi possiamo vincere tutto", riferendosi a Etòo dopo la sconfitta in supercoppa con la Lazio a Pechino. Una sorta di profezia, visto come sono andate le cose. Sono stati i protagonisti di un incontro da stadio, all'urlo di "Inter Inter Inter", a Trento al Festival dello sport. "Siamo tutti dell'Inter,anche chi non lo è non può dirlo" dice Enrico Mentana, accompagnato sul palco da Andrea Elefante della Gazzetta nell'appuntamento dedicato al 'tripletè nerazzurro del 2010. Julio Cesar, Francesco Toldo, Paolo Orlandoni, Maicon, Marco Materazzi, Javier Zanetti, Diego Milito, il dirigente Marco Branca, Marco Tronchetti Provera e l'ex presidente Massimo Moratti, accolto da una standing ovation e dal coro "un presidente, c'è solo un presidente". Tutti sul palco a prendere applausi dal pubblico che ha riempito la sala dell'Auditorium.   

Non sono mancati retroscena sulla trattativa Etòo-Ibrahimovic, raccontata da Branca. "Mi ha telefonato il presidente perchè il presidente del Barcellona e il suo entourage sarebbero andati in una delle sue case". E Moratti: "C'era stata una cena un mese prima con il presidente del Barca e mi aveva chiesto di Ibra. Mi diceva delle cifre e io rispondevo 'moltiplica per quattro e comunque non te lo venderò. Poi a casa mia ha moltiplicato per tre e allora si è fatto l'affare. Ma avevo un altro centravanti che mi faceva stare tranquillo, cioè Milito. E dentro l'operazione Ibra c'era anche Etòo, che non era male", ha detto.   

"Dopo la partenza di Ibra - ha aggiunto Zanetti - sono arrivati Etòo, Sneijder, Motta, Milito e questo ci ha detto permesso di arrivare fino in fondo a tutte le competizioni". "I nostri - ha proseguito Moratti su Mourinho - entravano in campo con la convinzione e la sicurezza di potere affrontare e battere tutti gli avversari. Questo era Mourinho. E poi i giocatori, con uno straordinario talento che ha consentito questi risultati". "Era prima di tutto un gruppo di grandi uomini, e poi di grandi calciatori", ha aggiunto Zanetti.

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