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Mancini: «Non sono un mago

Con l'Italia ci vuole tempo»

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«Non sono un mago e non ho la bacchetta magica per risolvere tutto in tre-quattro partite: ci vuole tempo ma ho fiducia». Così Roberto Mancini al suo primo giorno da ct della nazionale a Coverciano. «Ai tempi di Pirlo - prosegue il neo commissario tecnico azzurro - c’erano grandi campioni, ma questo gruppo di giocatori può diventare forte. L’Italia a cui mi ispiro? Quella dell’82».

«Balotelli? Era un grande giocatore già da giovane, molto dipenderà da lui». Mancini ha parlato dell’attaccante tornato in nazionale dopo 4 anni.«Questa Italia dovrà unire e non dividere - ha continuato il ct azzurro nel primo giorno della sua avventura a Coverciano - Sarà importante non solo per Mario ma per anche per tutti gli altri giocatori dare il massimo e comportarsi bene. Anche se non imporrò un codice comportamentale, dai giovani qualche errore si può accettare ma ovviamente nel limite. Se ho detto qualcosa di particolare a Mario? Ci siamo salutati e gli ho chiesto come stava. Non ci vedevamo da 4 anni, nel frattempo sarà diventato più maturo e in qualcosa sarà cambiato».

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