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L'Aquila Basket batte Brindisi

e centra l'obiettivo playoff

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Cin cin per la Dolomiti Energia. È dolcissimo il Brindisi pugliese dell'Aquila. All'ultimo minuto dell'ultima partita centra la qualificazione ai playoff per il quinto anno consecutivo. Acchiappa addirittura il sesto posto e già da ieri sera comincia ad insinuarsi nei peggiori incubi dell'Umana Venezia contro cui - a partire da domenica prossima - si scontrerà nei quarti di finale.
Nonostante la serata peggiore della stagione per il suo leader Aaron Craft, Trento ha trovato in Flaccadori, Hogue (doppia doppia), Marble (17 punti nel secondo tempo dopo un inizio da cancellare) e nel suo capitano Forray le risorse giuste per impedire all'ex Riccardo Moraschini di ripetere lo "scherzetto" dell'andata.

Per arrivare al tabellone scudetto Trento doveva vincere e sperare in qualche risultato utile sugli altri campi. Ebbene, una grossa mano è arrivata da Milano che ha battuto Trieste e così pure da Sassari e Bologna che hanno battuto ed estromesso "dal giro che conta" Varese e Cantù. La conclusione perfetta di una serata che - per certi versi - ha replicato l'andamento del campionato: inizio difficile con graduale ma efficace rimonta fino alla fine. Chi ha tenuto d'occhio i risultati sugli altri campi ha visto infatti la Dolomiti Energia partire dal nono posto, rimontare fino al settimo, sprofondare addirittura al decimo per poi salire fino al sesto grazie ai canestri finali di Marble e Forray ma anche di quelli di Polonara, Cooley e compagnia a Sassari.

La partita del PalaPentassuglia dice che l'Aquila, nonostante le due triple di Beto Gomes e una buona presenza ai rimbalzi d'attacco, in difesa subisce le penetrazioni degli esterni brindisini e i pick'n roll di Brown nel cuore dell'area. Le brutte notizie per Buscaglia sono però i due falli di Hogue e Craft ancora prima che finisca il primo quarto (20-19).

Anzi, il play da Ohio State commette il terzo a metà del secondo quarto prima che Moraschini schiacci per il +4 di Brindisi (29-25). La Dolomiti Energia riesce a contenere il talento di Banks e Chappell, ma in attacco fatica troppo. Con un Craft più in panchina che in campo, Buscaglia può fare affidamento quasi esclusivamente su un Flaccadori decisamente "on fire" (già 11 punti all'intervallo), che però non può sopperire da solo all'inguardabile primo tempo di Marble (0/3 da 2, 0/2 da 3, 0/2 ai liberi) e ad un Pascolo ancora una volta fuori ritmo. L'Happy Casa (Brown già a 12 punti, Moraschini a 9) trova un gioco da tre punti con Clark quasi a filo di sirena per il +3 di metà partita (41-38).
Inizia nel peggiore dei modi il terzo quarto dei bianconeri che vanno sotto di 7 (45-38) con il terzo fallo di un comunque positivo Hogue. Nel momento di difficoltà, però, Trento ritrova la difesa e soprattutto Devyn Marble (6 punti in 3 minuti) che in collaborazione con Forray scrive un parziale di 8-0 bianconero (48-49).

Quando la partita puo incanalarsi nei binari giusti ecco il quarto fallo di Craft, messo incredibilmente sotto da Moraschini. Due palle perse a centrocampo da parte dell'Aquila rilanciano Brindisi (7-2 di parziale) ma grazie al grande cuore di Hogue, ai canestri di Forray e ancora a Flaccadori la Dolomiti Energia recupera fino al 60 pari della penultima sirena.
Gli ultimi 10' sono quelli che secondo il modo di dire che piace tanto agli sportivi vanno riservati ai duri. E Toto Forray è, per definizione, il più duro di tutti. In difesa annulla Moraschini, in attacco segna due canestri consecutivi e scrive il primo vero vantaggio della Dolomiti Energia al 34' (62-68). Vitucci prova a fermare il momento buono dei bianconeri con il time-out. Trento per qualche azione riesce a difendere forte e a correre in transizione ma quando il gioco è a metà campo mostra forti limiti. Beto trova una tripla per il +8 (67-75), ma sull'altro fronte si svegliano Banks e Chappel che con due missili da oltre l'arco firmano il 75-77 ad un minuto e mezzo dal termine.
Dopo un paio di azioni a vuoto su entrambi i fronti, a 21" dalla fine la penetrazione di Marble dà il +3 a Trento. Che poi, sulla successiva rimessa sciagurata di Brindisi, capisce di avercela fatta.

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