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Aquila, Buscaglia contento:

«Ho visto una grande difesa»

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Dopo la buona prestazione in Russia contro lo Zenit, Davide Pascolo ieri sera è stato tra i migliori in campo. Lui, però, preferisce girare i riflettori sui suoi compagni: «I numeri mi hanno portato ad essere eletto Mvp, ma non è giusto che sia io soltanto al centro dell’attenzione. Siamo riusciti a vincere di squadra, mettendo ognuno la sua parte». «È vero -ammette il lungo friulano- che sono stato scelto come migliore, ma non ho fatto nulla di particolare, il mio è un processo giornaliero».

Rientrato dall’infortunio con anticipo rispetto alle due settimane preventivate, Dustin Hogue non si è risparmiato sul parquet, infatti commenta: «Il ginocchio, ovviamente, non è al 100%. Io però ho giocato come se lo fosse, perché se scendo in campo la mia mentalità mi obbliga a dare il massimo». Non è stata invece una grande partita sul tabellino di Aaron Craft, ma coach Buscaglia lo difende. Il play statunitense commenta così la seconda vittoria in campionato: «Stasera è stata una buona partita, siamo riusciti a tenere gli avversari a soli 66 punti». «La mia aggressività in difesa -prosegue il numero 13 bianconero- non deve stupire, è una mia caratteristica, ma non solo: il coach chiede ad ognuno di noi di non lasciare respiro agli avversari».

Il coach Maurizio Buscaglia rivisita la prestazione di Craft con un’altra chiave di lettura: «Aaron non sempre mette il suo nome sul tabellino, ma non dimentichiamoci che con i suoi tiri allo scadere ci ha già fatto vincere due partite. La sua capacità sta nel trovare le giocate decisive in attacco, ad esempio nel sapere fare un passaggio veloce, anche se non è un assist. In difesa poi abbiamo visto ciò che avevamo detto in fase di presentazione del giocatore, ovvero la sua grande energia». Riguardo al match, il tecnico bianconero è complessivamente soddisfatto: «Ovviamente sentivamo l’esigenza di vincere, sappiamo le partite da cui veniamo. Il lavoro quotidiano progressivo è sempre migliore». «Siamo entrati in campo per vincere -afferma Buscaglia- e abbiamo fatto quello che dovevamo fare». Tuttavia, non è andato tutto per il meglio: «Offensivamente, abbiamo fatto fatica ad entrare, ma poi abbiamo ingranato bene, senza dimenticare di lavorare dietro». «Purtroppo, dopo il 35’ abbiamo fermato la palla in attacco, ma per fortuna in difesa c’è stata grande abnegazione. Forse non abbiamo la capacità di ammazzare la partita, ma siamo capaci di reagire se gli avversari arrivano a -6».

Il recupero eccezionale di Hogue, secondo il tecnico bianconero non è avvenuto a caso: «Ringrazio lo staff per il lavoro su Dustin Hogue, che ha fatto molto bene i suoi 20 minuti sul parquet». Sull’utilizzo di Beto in spot 4, rivela invece: «Il gioco spalle a canestro di Beto assume i tratti dei movimenti di Sutton, è vero, ma utilizziamo questa sua capacità a spot, come situazione atipica quando non c’è Pascolo in campo. Questo perché -conclude Buscaglia- Dada può dare un apporto diverso ma altrettanto efficace». Ieri sera il tecnico della Dolomiti Energia ad un certo punto ha perso la pazienza con Nikola Jovanovic, ma tiene a farci capire il perché di una gestualità così plateale a bordo campo: «Con Jova mi sono arrabbiato nel quarto periodo non perché avesse sbagliato i due canestri, ma perché in quel momento della partita non doveva prendere quel tipo di tiro, sebbene in altre occasione avrebbe potuto benissimo essere nelle sue corde». Ma, come spesso abbiamo sentito, la chiave del match secondo Maurizio è una sola: «Oggi dobbiamo sottolineare la difesa dei ragazzi, ad un certo punto a me sembravano 6 persone davanti al canestro».

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