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Aquila vs Reyer: gara 4

Terzo quarto: 62-57

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Terzo quarto: Aquila - Reyer 62-57

Secondo quarto: Aquila - Reyer 36-41

Primo quarto: Aquila - Reyer 25-20


 

La vendetta è lì. A un passo. La Dolomiti Energia stasera può battere per la terza volta l’Umana Reyer Venezia, conquistare la finale per lo scudetto e andare a sfidare di nuovo Milano, già eliminata lo scorso anno in semifinale. Per la società trentina e per coach Buscaglia e i suoi ragazzi sarebbe la seconda consecutiva. La passata stagione i lagunari prevalsero 4 a 2 dopo appassionanti sfide, oggi (ore 20.45 in diretta su Eurosport e Raisport Hd) i bianconeri possono prendersi la rivincita in semifinale capitalizzando quella gara-1 al PalaTaliercio che sta facendo la differenza.

MA FLACCADORI NON CI SARÀ

Davanti al proprio pubblico, con il palazzetto ancora una volta sold-out in forza del valore tecnico e spettacolare della sfida, la Dolomiti Energia non perde dal 28 gennaio, seconda giornata del ritorno e proprio contro la Reyer. Un crescendo simile a quello dello scorso anno e una ricerca degli equilibri giusti dettati tra difesa e attacco con una resa incredibile dei singoli nel contesto collettivo. Martedì sera l’Aquila ha disputato un match trascinante, soprattutto nell’ultimo quarto involandosi da quell’illusorio 47 pari al quale stava aggrappandosi una Venezia con Daye espulso al 13’. Capitò anche a Sutton di uscire in gara 2 per espulsione (stesso bilanciamento di tecnico con antisportivo) e il gigante della Carolina del Nord ha poi ripagato i suoi tifosi con una prestazione da Mvp con 18 punti, 7/9 da due punti, 7 rimbalzi e 24 di valutazione. Un autentico uragano.

Gara-4 di stasera è di una delicatezza estrema con i veneti che sono spalle al muro: per loro l’unico risultato è la vittoria per portare la serie all’ultima partita a Mestre. La pressione è sulla Reyer e i trentini dovranno continuare a guardarsi da Daye, il lungo che tira anche da fuori e che vorrà riscattarsi davanti agli occhi di suo padre Darren (in tribuna, ex grande di anni in cui Pesaro era tricolore), poi dagli altri giganti - l’americano Watt e il croato Peric -, quindi dai cecchini Haynes, Sosa e Jenkins. Daye espulso non è stato sanzionato, ci sarà.
Il coach veneto De Raffaele si è lamentato molto degli errori al tiro dei suoi giocatori anche quando Trento metteva una grande pressione in difesa. L’assenza del greco-americano Bramos e delle sue bombe mortifere pesa come un macigno sul gioco dei rivali di Trento e anche stasera difficilmente il giocatore - la cui tripla decise una gara al PalaTaliercio lo scorso anno quando c’era in palio lo scudetto - potrà essere schierato a causa del doloroso infortunio al collo riportato in gara 2. La Blm Group Arena sarà un catino bollente per la seconda occasione che si presenta alla Dolomiti Energia di sbarcare nella finale tricolore.

Martedì l’Aquila ha portato Venezia sul filo dell’equilibrio fino al terzo quarto, poi gli uomini di Buscaglia si sono scatenati portando ognuno il proprio contributo: la stoppata di Beto, la tripla di Gutierrez, la difesa illuminata di capitan Forray su Haynes, la furia di Hogue che mette a segno una doppia doppia di prestigio (10 punti e 10 rimbalzi). La Dolomiti Energia è in grande fiducia e spera proprio di non farsi sfuggire l’occasione di entrare ancora nella storia dal basket italiano.
L’ago della bilancia sarà rappresentato anche dalle potenzialità delle rispettive panchine e finora ha risposto meglio quella di Trento con Flaccadori implacabile a Mestre e Beto Gomes con Gutierrez molto determinati in difesa.

Sull’altro fronte il finale di gara 1 di De Nicolao, il play azzurro, è stato decisamente sottotono, Sosa non ci pare così in forma come quando, quattro stagioni fa, trionfò con Sassari di Meo Sacchetti per la prima volta dell’isola scudettata. Sottovalutare la forza di reazione della Reyer Venezia non è il caso dell’Aquila che in tutte le partite è solita dimostrare carattere e doti di resistenza. Sarà un altro confronto nel quale conterà anche il saldo tra palle perse e recuperate, nonché la lotta a rimbalzo dove Trento è particolarmente vocata nel recupero e nell’ulteriore realizzazione. Come aveva detto il preparatore fisico trentino Christian Verona la squadra dell’Aquila è arrivata al top della forma in questi playoff. Una qualità assolutamente da sfruttare per centrare anche quest’anno un traguardo ambizioso che all’inizio della stagione sembrava un miraggio.

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