Semifinale, Aquila vs Reyer

di Daniele Battistel

Alla fine del terzo quarto, perfetta parità: 62-62


 

All'intervallo lungo l'Aquila è avanti di 1: 43-44, con uno Shavon Shields in grandissimo spolvero.


 

Inizia stasera a Venezia la semifinale che vede ritrovarsi, dopo la finale dell'anno passato, Aquila Basket e Reyer. Palla due al Taliercio alle 20.45.


 

«Non lo nego: è una serie che aspettavamo». Se in casa Dolomiti Energia tutti rifiutano di ammettere che la semifinale al via stasera contro Venezia possa essere percepita come la rivincita della finale dello scorso anno, Dominique Sutton spiazza compagni e coaching staff: lui quello scudetto perso forse anche a causa del suo infortunio in gara 2 ce l’ha ancora in mente. E da stasera vuole vendicarsi. Proprio ricordando il guaio muscolare della stagione scorsa spiega che l’obiettivo primario della squadra «è quello di arrivarci al top della forma, prendendoci cura del nostro corpo e restando sani, ma non vediamo l’ora di iniziare».

Ora che il momento in cui l’arbitro Tolga Sahin alzerà al cielo la prima palla a due della serie è arrivato, Sutton può rivelare senza timori il suo pensiero: «Sapevamo che in questi playoff prima di tutto avremmo dovuto fare i conti con Avellino, ma ora è finalmente arrivata l’ora di concentrarci su Venezia. Questa semifinale alle porte ovviamente è una serie che richiama quella dell’anno scorso, che tutti noi abbiamo fresca in mente. Per questo dico che è una serie che aspettavamo».

Trento si troverà di fronte una squadra sulla carta ancora più forte di quella che l’anno scorso si è cucita il Tricolore al petto. Un paio di dati per illustrare la potenza dell’attacco di Venezia: nella serie contro la Vanoli Cremona, vinta agevolmente per 3-0, i campioni d’Italia hanno segnato di media 98 punti con il 57,9% da due e il 40% da tre. Indicare i punti di forza degli orogranata comporterebbe un elenco lunghissimo: la capacità di Austin Daye di vincere le partite da solo; la possibilità di ruotare tre play che altrove sarebbero tutti titolari; due lunghi solidi e bravi a rimbalzo come Watt e Biligha; l’esperienza di due veterani come Peric e Ress.

Di sicuro la Reyer ha un roster profondissimo, tanto che De Raffaele ad ogni partita deve lasciare fuori dai 12 uno dei suoi stranieri. Nei quarti di finale è sempre toccato a Dominique Johnson. Tanto per chiarire: non un signor nessuno, ma un giocatore arrivato per fare la guardia titolare e che in stagione ha prodotto 11,3 punti di media con il 36% da tre punti, 3 rimbalzi e 3 assist. Nella serie contro Cremona De Raffaele gli ha sempre preferito Michael Jenkins, forse meno incisivo in attacco, ma più versatile e miglior difensore.

A proposito di difesa, contro la Dolomiti Energia Venezia potrebbe rimettere in pista Bruno Cerella, fuori nei quarti per problemi fisici, ma utile per contenere le incursioni in area dei vari Shields, Forray e Diego Flaccadori.
Proprio la guardia bergamasca è stata nominata miglior giocatore dei quarti di finale.

Flaccadori, che sensazioni richiama la sfida a Venezia?

«Il ricordo dello scorso anno ci dà una carica e una motivazione in più per provare a fare due partite in trasferta al massimo delle nostre capacità, perché perdere una finale non è una cosa che si dimentica in fretta».

Rispetto all’anno scorso Venezia è cambiata per 7 tredicesimi.

«Soprattutto ha aggiunto giocatori di talento come Sosa e Autin Daye».

Ha un’idea di come battere questa Reyer?

«Concentrandoci sulle nostre forze. Dobbiamo pensare più al nostro gioco che non a vedere cosa faranno loro. Dovremo mettere in mostra le nostre qualità, lavorando con grande intensità in difesa e rimanendo concentrati per tutti i 40 minuti senza avere vuoti. Altrimenti, contro una squadra così forte, si rischia di subire parziali difficili da recuperare».

Il fatto di essere nominato Mvp dei quarti di finale dopo una stagione con alti e bassi è un segnale di crescita, o no?

«In stagione ho fatto partite buone e altre meno. Sono felice di aver fatto delle ottime gare nei quarti, nei momenti più importanti finora. Ora ci saranno match ancora più delicati e dunque spero di giocare ancora meglio. Speriamo di confermare la tradizione dell’anno scorso alzando le prestazioni di squadra e anche individuali quando davvero conta».

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