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La carica di Trainotti

«Playoff meritati»

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La Dolomiti Energia ha trovato domenica a Torino i playoff scudetto per la quarta volta consecutiva. Un traguardo importante a due giornate dalla fine contro avversarie toste: il Banco di Sardegna alla Gpl Group Arena alle 20.45 di domenica 6 maggio e la Sidigas Avellino mercoledì 9 maggio all'ultimo turno in trasferta alle 20.30, magari in una partita dove si può contendere il quarto o il quinto posto. Domenica gli irpini hanno ceduto ai sardi in casa che arriveranno a Trento con il coltello tra i denti per agganciare un miracoloso ottavo posto.
General manager Salvatore Trainotti, vi siete tolti un'altra soddisfazione. Un poker di partecipazioni da scudetto con la veste di vice campione d'Italia.
«Proprio per questa prestigiosa situazione - spiega il gm aquilotto - questa stagione si presentava più difficile di tutte. C'è stata una prima parte da sistemare e poi abbiamo ritrovato tranquillità e serenità, questo playoff ce lo meritiamo».
Nelle ultime undici giornate ben dieci vittorie, quando c'è stata la svolta?
«Abbiamo sistemato il meccanismo di gioco quando è arrivata chiarezza negli equilibri di squadra. Abbiamo ridotto le rotazioni con le partenze di Behanan e di Baldi Rossi, è tornato Hogue. La difesa è tornata solida come una roccia e c'è stata più fluidità in attacco, due componenti che nei due secondi quarti a Torino hanno fatto la differenza».
Alla fine coach Buscaglia non era proprio contento del tutto...
«Ed ha ragione e fa bene a pretendere ancora uno step in più. Penso che, come è avvenuto a Torino, abbiamo ritrovato la concentrazione. Vicino a sicurezze quali Sutton e Hogue si sono elevati a riferimenti per la squadra Beto Gomes, Shields, Silins e naturalmente capitan Forray. Non dipendiamo da un giocatore, ma c'è un gioco corale che produce risultati di alto livello».
Un campionato dove potrete tornare a fare la voce grossa, c'è un'Eurocup anche da poter disputare nuovamente.
«Il solito campionato equilibrato, dove Sassari va a vincere ad Avellino e ci può stare, invece il ko di Milano con Pesaro mi ha sorpreso. Ma l'equilibrio regna sovrano in questo torneo. Per centrare l'Eurocup dovremo minimo collocarci in semifinale. Altrimenti sperare in una wild card o giocare la Champions League. La squadra andrà poi costruita secondo regole imposte: 5 italiani e 5 stranieri oppure 6+6, senza passaporti».
Alla fine del match al PalaRuffini lei e coach Buscaglia avete parlato di un futuro progetto giovanile per Trento.
«Flaccadori, che a Torino ha giocato benissimo, è l'esempio calzante - continua il gm bianconero - e presto, come in attacco, ho fiducia che raggiunga un salto di livello. Un investimento importante come dovranno essere altri giovani per una realtà come Trento. Dopo quattro anni di consolidamento bisogna aprire un nuovo ciclo - non è riferito al coach - e bisogna sviluppare un laboratorio per giovani. Con Torino e Bologna arrivate in A con budget importanti, noi dovremo trovare altre risorse. Quelle economiche è come andare a sbattere contro un muro anche se non ci lamentiamo pur essendo sempre più difficile, ma è il programma tecnico che ci farà aumentare la competitività. Lavorare con serietà, organizzazione e qualità».
Quali squadre l'hanno impressionata in questa stagione?
«Venezia sopra tutte. De Raffaele la sa gestire bene ed ha grande fiducia. Sono completi ed hanno lunghi molto forti. Poi c'è Milano che per qualità del roster rimane la favorita».
Ci credete nel quarto posto?
«Con Sassari ed Avellino - chiosa Trainotti - abbiamo di fronte due partite veramente impegnative. Essere quarti sicuramente ci darebbe la possibilità di avere più partite in casa, tranne la prima per la presenza dell'adunata alpina in città. Poi lo scontro diretto con gli irpini sarà dirimente».
In attesa che la Gpl Group Arena diventi un «catino» a 5.000 posti.
«È un altro passo verso il miglioramento della struttura e dell'adeguamento di un progetto che vuole la Federazione. Trento sarà pronta in due anni».

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