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L'Aquila si ritrova in Eurocup

Demolito lo Zenit: 103-81

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Se coach Buscaglia cercava risposte e una reazione per uscire da un periodo complicatissimo, è probabile che stasera le abbia avute. Le une e l’altra.

La Dolomiti Energia, all’ultima chiamata in EuroCup contro un top team, ha letteralmente demolito lo Zenit di San Pietroburgo, vincendo con punteggio larghissimo e dopo un match sempre condotto in vantaggio.

Alla fine il tabellone segna 103-81.

 

«Abbiamo problemi tecnici. Poi abbiamo giocatori che fanno fatica e altri che fanno fatica a fare fatica». Pensieri e parole di Maurizio Buscaglia.

Se ci uniamo il discorso di ieri del gm Salvatore Trainotti («È inutile nascondere che i problemi ci sono, ma parlare è inutile»), non serve probabilmente aggiungere altro per descrivere lo stato di difficoltà in cui si trova in questo momento la Dolomiti Energia. Una situazione nuova per una squadra e una società che nei primi tre anni e mezzo di Serie A ha sempre fatto parlare in termini positivi per risultati e performance. E a ben guardare anche la brutta partenza dello scorso campionato era un nonnulla rispetto ai cieli plumbei in cui l’Aquila si trova a svolazzare di questi tempi.

I problemi non sono soltanto di rapporti in squadra (vedi box a lato), ma - come sottolinea giustamente l’allenatore - preoccupano soprattutto quelli a livello tecnico con giocatori ancora spaesati (Gutierrez e Behanan) e altri che vanno a giornate (Flaccadori e Sutton). Sabato sera la sconfitta a Capo d’Orlando ha mostrato le difficoltà difensive di una squadra che invece dovrebbe avere nell’intensità nella propria metà campo il suo marchio di fabbrica. «Non abbiamo tenuto l’uno contro uno» ha sottolineato ieri coach Buscaglia. «Abbiamo problemi nel gestire il pick&roll avversario» ha aggiunto Shavon Shields. Se da una difesa «scolastica» non arrivano palle recuperate e contropiedi per canestri facili è chiaro che anche l’attacco - non dotato di tiratori infallibili e di talenti che risolvono le partite da soli - va in affanno.

Con questo pesante carico di lacune da colmare e incertezze da cancellare, la Dolomiti Energia si presenta stasera al primo match «da dentro o fuori della stagione». Contro lo Zenit San Pietroburgo nel settimo turno del girone D di Eurocup sarà fondamentale vincere. La matematica non condanna definitivamente i bianconeri, ma certo una sconfitta darebbe probabilmente il colpo di grazia alle speranze di qualificazione dei bianconeri alle Top 16.

Per questo, Buscaglia tutto sommato, non è poi troppo dispiaciuto di arrivare al redde rationem con una squadra «che vale l’Euroleague». «Partite come questa si presentano da sole: lo Zenit è una grande squadra, e affrontarla in questo momento della nostra stagione può farci bene». Il ragionamento del coach è semplice: contro i team forti si capisce davvero quanto vali e se hai le risorse giuste per tirarti fuori dai guai.
«Dobbiamo cercare di aggiungere tante piccole cose, dettagli di squadra che vanno messi nella partita». Sabato a Capo d’Orlando l’Aquila ha subìto troppo in difesa. Stasera non dovrà succedere. «La squadra è concentrata, giocheremo contro giocatori pericolosi sul perimetro ma allo stesso tempo in area. Non dovremo concedere secondi tiri: i rimbalzi possono fare la differenza, al di là poi del talento dei giocatori russi che noi proveremo a contenere».

Anche Shavon Shields (uno dei più positivi a Capo d’Orlando al rientro dopo un mese e mezzo di assenza) è convinto che stasera si vedrà un’altra Aquila: «Vogliamo vincere, dobbiamo vincere: lo Zenit è una grande squadra, ma all’andata abbiamo dimostrato di potercela giocare anche in casa loro, perdendo di 11 solo nel finale. Per noi una vittoria sarebbe di grande aiuto perché stiamo faticando ad ottenere risultati. Considerando il talento in attacco degli esterni dello Zenit non possiamo permetterci di giocare con un basso livello di qualità difensiva».

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