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Dolomiti, contro Venezia

stasera servirà tutta l'energia

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«Vedremo qualche ora prima della partita se Dom scenderà in campo. I ragazzi dello staff medico stanno lavorando come dei matti per metterlo in piedi». Così mercoledì notte Maurizio Buscaglia aveva detto dopo gara 3. E a quella dichiarazione ieri è rimasta l’Aquila basket. Che - com’è giusto che sia in una finale per lo scudetto - non vuol dare più informazioni del necessario agli avversari. Del resto la stessa Reyer Venezia non ha dato notizie sul recupero di Esteban Batista.

Pretattica o prudenza che sia, Buscaglia farà capire soltanto stasera se Dominique Sutton sarà in campo per gara 4. Ieri l’ala della Dolomiti Energia si è sottoposta a terapie, lavoro in acqua e cyclette per recuperare il più rapidamente possibile dallo stiramento al bicipite femorale rimediato in gara 2 a Venezia.

L’aspetto positivo è che, durante la seduta di tiro svolta ieri pomeriggio al PalaTrento assieme ai compagni Sutton, corricchiava e non sembrava avere particolari fastidi. La sua presenza stasera, però, è ancora in forte dubbio. Visto da fuori, il clima in casa Aquila pare comunque sereno. Ieri i giocatori - dopo l’usuale sessione in sala video e la seduta defaticante agli ordini del preparatore Christian Verona - hanno svolto lavori di tiro individuale coordinati dai tre allenatori. Volti distesi, qualche sorriso, ma massima concentrazione, specialmente durante la sessione di tiri liberi che mercoledì, assieme alle troppe palle perse - sono stati il fondamentale tecnico che probabilmente ha condannato Trento.

Stasera (appuntamento ritardato alle ore 21.15 per la diretta tv su Rai 2 e Sky Sport 1) Trento ha un’occasione unica per riaprire la serie e trovare il nuovo pareggio. Senza contare che un’eventuale vittoria vorrebbe dire costringere Venezia a tornare al PalaTrento per gara 6.

Non a caso Aaron Craft conferma che «gara 4 sarà una partita chiave, importante soprattutto per noi». Una gara in cui Trento dovrà riuscire a prolungare fino al quarantesimo minuto l’energia e l’intensità che mercoledì sono durate soltanto tre quarti. «Dovremo trovare il modo di portare a casa una vittoria sul nostro campo, stando attenti alle piccole cose, che spesso in questi casi risultano decisive. Dovremo limitare le palle perse, aumentare le percentuali dalla lunetta, e giocare duro nei minuti finali del match».

Per il vice allenatore Vincenzo Cavazzana in vista di gara 4 Trento deve «ripartire dagli aspetti positivi di gara 3, cioè l’impatto e l’energia che hanno messo i ragazzi». «Sicuramente - continua - ci servirà un briciolo di lucidità nei momenti importanti della partita. Il tesoro di 10 punti che ci eravamo costruiti nel secondo quarto, per esempio, avremmo dovuto custodirlo con più attenzione». Nel frattempo lo staffing coach aquilotto studia piccoli aggiustamenti per limitare l’attacco di Venezia: «Dovremo inventarci qualcosa per togliere ritmo a Venezia, sporcare i loro tiri da 3 punti e lottare ancora più duramente a rimbalzo».

Di fronte ci sarà una Reyer che in questa serie ha vinto sì 2 gare, ma che più che altro ha dato l’impressione di aspettare semplicemente che Trento si spenga da sola a causa delle rotazioni limitate. «Non credo che Venezia stia facendo niente di particolare - è il pensiero di Craft -. Loro stanno segnando tiri importanti quando conta e noi li stiamo sbagliando. Per il resto mercoledì abbiamo giocato una buona partita, ci è solo mancato qualcosa per finire bene negli ultimi due periodi».

Sul fronte veneziano Ben Ortner, protagonista di gara 3 con 10 punti dopo essere stato sacrificato da coach De Raffaele nelle prime due partite a causa del turn over, la vede diversamente: «Gara 4 sarà molto difficile perché loro metteranno in campo ancora più energia e saranno nuovamente spinti dal pubblico. Anche noi, però, possiamo fare meglio, ripartendo dall’intensità difensiva».

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