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Gran tifo dal Trentino

per il record di Crippa - VIDEO

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Un Yeman Crippa da record. La delusione per la precoce eliminazione nei 5000 metri si è trasformata nel carburante per riscrivere la storia dei 10.000 italiani e, con il suo ottavo posto iridato, fissare il nuovo limite nazionale in 27’10”76, per superare il trentennale record di Salvatore Antibo (27’16”50 del giugno ‘89) e diventare il terzo europeo di sempre sulla distanza.

Un risultato stratosferico che è arrivato nel giorno conclusivo dei Mondiali di Doha, in una prova vinta dall’ugandese Joshua Cheptegei - a marzo già campione mondiale di cross in Danimarca - in 26’48”36. Alle sue spalle, l’etiope Yomif Kejelcha nonostante il primato personale si è dovuto accontentare dell’argento (26’49”34) con il keniano Rhonex Kipruto (26’50”32) a prendere il bronzo. Poi ancora Kenya, Etiopia, Canada, Stati Uniti e, ottava, ecco l’Italia. Ecco Crippa che ha saputo riscattare la delusione di inizio mondiale come solo i grandi sanno fare. E nella gara che pensava meno agevole, ha trovato la nuova consapevolezza di non essere poi tanto lontano dai migliori del mondo.

Sin dal via, l’espressione facciale del ventiduenne delle Fiamme Oro era diverso rispetto a quello di venerdì scorso: più disteso e più determinato, con meno spazio per la tensione che traspariva nove giorni fa. Evidentemente l’attesa e la pressione per il debutto iridato gli aveva giocato un brutto scherzo, nei 5000. Poi una settimana per metabolizzare risultato e clima del Qatar l’ha accompagnato verso l’impresa di ieri.

Una gara tosta, tirata, sempre condotta su ritmi importanti e con Yeman pronto a guadagnare posizioni quando il gruppo degli africani ha lasciato per strada gli altri concorrenti: ecco a voler inseguire a tutti i costi l’ago nel pagliaio, se l’allievo di Massimo Pegoretti fosse stato in quel frangente più avanti nel gruppo, avrebbe risparmiato la fatica di riportarsi sui primi. Poco male, perchè poi Yeman non ha più mollato i battistrada fino a poco prima dell’ottavo chilometro. E quando si è sfilato, non ha alzato bandiera bianca, ma ha proseguito di buona lena, superando altri tre avversari fino a meritare l’ottavo posto.

«All’ultimo giro ho visto il passsaggio attorno al 26’10 e mi son detto che avrei dovuto chiudere più forte possibile per fare il record italiano. E’ una grande soddisfazione, dopo la delusione dei 5000 metri: ad inizio anno mi avevano detto che avrei potuto provare a migliorare il record dei 5000 metri ma che quello dei 10.000 sarebbe stato ancora irraggiungibile. Ed invece eccomi qua: ho dimostrato che nulla è impossibile quando si sta bene. E non nascondo un pizzico di rammarico, perchè senza la necessità di chiudere il buco poco prima di metà gara, forse avrei potuto tenere più a lungo il gruppo dei migliori».

Alla partenza per Doha Crippa aveva dichiarato di ambire a due piazzamenti da top ten ed in seconda battuta a migliorare un primato italiano: i 5000 sono andati come sono andati, ma alla seconda occasione il trentino cresciuto a Passo Daone ha fatto centro.
«Non entrare in finale nei 5000 non era neanche previsto. L’attesa tra le due gare è stata lunga, non potendo uscire dall’albergo per il caldo assurdo che c’è fuori. Ma volevo fare qualcosa di importante, per me e per ripagare degli sforzi tutti quelli che lavorano con me, dal mio allenatore Massimo Pegoretti al fisioterapista Lorenzo Pilati, dalla Federazione che mi sostiene alle Fiamme Oro che credono molto in me. Sono riuscito a dimostrare qualcosa anche a chi mi ha criticato forse troppo dopo i 5000 metri: sono ottavo al mondo, è vero. Ma la strada è ancora lunga, perchè i migliori sono un centinaio di metri davanti a me».

È di Yeman Crippa dunque il vero acuto in pista dell’Italia a Doha: la crescita del trentino di natali etiopi continua anno dopo anno e l’anno prossimo ci sarà da divertirsi a Tokyo, all’ombra dei cinque cerchi olimpici.

E ieri in Trentino tanti appassionati e fans hanno seguito la prodezza di Yeman in televisione. Nel VIDEO il tifo eri ieri sera alla Birreria Risa Nera di Costasavina (Pergine). Tra i tanti amici c’era anche una delle sorelle.

Anche la mamma Luisa, con un messaggio mandato all'Adige, dice di Yeman: «Sono orgogliosa di lui, senza nulla togliere agli altri miei otto figli».

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