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Dopo Glasgow il ritorno a casa

dell'oro europeo Arianna Bridi

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Arianna Bridi, oro nella 25 km di nuoto in acque libere agli Europei di Glasgow, affabile e sorridente come sempre, è tornata nella casa di famiglia nel verde della campagna ai Ronchi per condividere lo straordinario successo con la mamma Mariagrazia, la sorella Camilla e la nipotina Caterina.

Toccata e fuga è il caso di dire, perché già oggi partirà per un periodo di relax a San Francisco negli Stati Uniti, dove parteciperà a una gara amatoriale attorno all’isola di Alcatraz; tornerà poi di nuovo in Trentino prima di riprendere, a settembre, gli allenamenti e la sua attività alla Cecchignola di Roma dove ha sede il Gruppo Sportivo Esercito, nel quale è entrata per concorso con ferma obbligatoria per quattro anni una volta ottenuta la maturità scientifica al Galilei.

Una sosta brevissima, dunque, giusto il tempo per ritemprarsi, raccontare e assaggiare piatti nostrani, dopo settimane di pasta e carni in bianco: «Mi mancano i maccheroni al ragù, gli spiedini e i peperoni e i pomodori ripieni che mi prepara la mamma!» confessa.  C’è tempo per un brindisi e per ricevere il saluto e le felicitazioni della città di Trento con l’assessore allo Sport Tiziano Uez che le anticipa come alla fine del mese, al suo rientro, il comune le dedicherà una festa; e della circoscrizione, rappresentata dal presidente Michele Ravagni e dai consiglieri Alessandro Nicolli, Marisa Postal e Andrea Ferrari, ai quali la ventitreenne campionessa rinnova la promessa di presenziare anche quest’anno alla prossima sagra dei Santi Anzoi.

È l’occasione per ritornare sulla gara tecnicamente perfetta che l’ha vista prevalere sulla fortissima olandese Van Rouwendal ma anche sugli appuntamenti che l’attenderanno nei prossimi mesi, a cominciare dalle selezioni a metà novembre ad Abu Dabi per le qualificazioni in vista dei mondiali del 2019 in Corea del Sud e delle Olimpiadi di Tokio nel 2020. È l’obiettivo più grande, che esige sacrifici, costanza e determinazione negli allenamenti in altura, in palestra, in vasca e acque libere. Arianna ripete che «le gare si vincono con gambe e braccia, ma, soprattutto, con testa e cuore. Ti muovi grazie alla forza del corpo, ma a farti andare sono una testa e un cuore che solo se sono ben temprati ti sostengono e ti accompagnano».

Ed ha parole di gratitudine per Luca Moser, presente all’incontro, il suo primo allenatore che ha creduto in lei e l’ha sostenuta, ora neo presidente della Rari Nantes nella quale Arianna è cresciuta e tuttora è tesserata. La mamma Mariagrazia ricorda gli esordi, le prime deludenti gare in piscina, la sua acquaticità però che emergeva inarrestabile e maturava, la prima gara nelle acque del lago di Caldonazzo: «Non si è mai stufata dell’acqua Arianna - dice - il suo mondo è lì; io sono contenta di lei, però durante le gare mi agito molto». Ora però è tempo per festeggiare un successo che la nuotatrice ha dedicato alla famiglia e al suo allenatore Fabrizio Antonelli.

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