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È trentina la prima medaglia agli Europei

La conquista Crippa nei 10.000 metri

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Arriva la prima medaglia per l’Italia ai Campionati Europei di Berlino e a farla sua è il trentino Yeman Crippa che conquista il bronzo sui 10.000 metri e sale sul podio continentale, stavolta a livello assoluto. Nella scorsa stagione il 21enne delle Fiamme Oro si era aggiudicato il titolo europeo under 23 dei 5000 e questa sera, con i capelli colorati di biondo, chiude al terzo posto in 28:12.15 interpretando al meglio una gara tattica, corsa a strappi nella seconda parte dopo un avvio regolare, alle spalle del francese Morhad Amdouni che vince l’oro in 28:11.22 davanti al belga Bashir Abdi (28:11.76).

Ma il giovane trentino allenato da Massimo Pegoretti riesce a far valere le sue qualità nel rettilineo conclusivo superando lo spagnolo Adel Mechaal, che aveva condotto nel penultimo giro e invece finisce quarto con 28:13.78. In questa stagione Crippa si era già messo in grande evidenza togliendo le migliori prestazioni italiane under 23 dei 5000 (13:18.83) e 10.000 metri (27:44.21 con il terzo posto nella Coppa Europa di Londra) a Francesco Panetta e quella dei 3000 a Stefano Mei (7:43.30), prima del bronzo ai Giochi del Mediterraneo nei 5000 e proprio su questa distanza tornerà in gara sabato sera (ore 20.55) sulla pista di Berlino. Tredicesimo oggi l’altro azzurro Lorenzo Dini, 23enne livornese delle Fiamme Gialle, in 28:45.04.

«Ci ho creduto fino all’ultima curva - le parole di Crippa - e mi sono detto che la medaglia l’avrei dovuta prendere. Tranne i primi due nessun altro stava meglio di me, ci ho creduto ed è arrivata la prima medaglia assoluta. Questa è l’atletica che conta e sono felice di averla iniziata così. Curavo il tedesco Ringer che consideravo il favorito, a un certo punto ho visto che non era giornata per lui e allora sono andato avanti. Mi sono meravigliato per come ho corso i 10.000 ma non smetterò di fare i 5000 e sabato ci riprovo su questa distanza. Sono felice per me, per il mio gruppo, per mio papà, per il mio allenatore che se lo merita come professionista». 

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