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A Parigi le Olimpiadi del 2024

a Los Angeles i Giochi del 2028

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Accordo fatto: Parigi ospiterà le Olimpiadi del 2024 e Los Angeles quelle del 2028.

La Città degli angeli ha raggiunto un accordo con le autorità organizzatrici, risolvendo la disputa fra le due. L’Italia resta a guardare con l’amaro in bocca e tanti rimpianti, dopo il ritiro della candidatura di Roma per volontà della sindaca Virginia Raggi e lo stop a Milano.

La decisione quasi inedita del Comitato olimpico internazionale (Cio) di procedere alla doppia assegnazione dei giochi 2024 e 2028 ha infatti tagliato le gambe ai sogni di Milano di candidarsi, come avevano sperato il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Al momento l’ipotesi Napoli 2032 appare prematura: la nuova assegnazione si farà nel 2025 e otto anni sono un’eternità, tanto per lo sport quanto per la politica.

E le cifre dell’accordo raggiunto fra Los Angeles, Parigi e il Cio rendono ancora più amaro l’epilogo olimpico del sogno di Roma 2024. Il comitato olimpico sborserà infatti 1,7 miliardi di dollari per i Giochi del 2024, e altrettanti (più 500 milioni di bonus per complessivi 2,2 miliardi di dollari) per quelli del 2028.
Los Angeles e Parigi si erano candidate tutte e due per i giochi del 2024: il Cio in giugno ha votato la doppia assegnazione 2024 e 2028, rimandando alle due città un’intesa sull’ordine temporale. In caso di mancato accordo, il Cio si era impegnato a tornare all’assegnazione della sola edizione 2024.

Los Angeles è apparsa fin da subito aperta alla possibilità di aspettare quattro anni in più, mentre Parigi ha fin dall’inizio mantenuto la linea dura, dicendosi contraria a prolungare l’attesa.
«Oggi siamo qui per fare la storia. Riportiamo le Olimpiadi negli Stati Uniti. Le riportiamo a Los Angeles nel 2028. È un giorno storico», afferma il sindaco di Los Angeles, Eric Guercetti, cercando di rassicurare sul fronte dei costi. «I contribuenti possono stare tranquilli», mette in evidenza.

Nella vittoria di Los Angels ha giocato un ruolo importante il presidente Donald Trump, che si è speso personalmente fin dalla sua elezione. Per Los Angeles si tratterà delle sue terze Olimpiadi, dopo quelle del 1984 e del 1932. Con la scelta di Los Angeles, le Olimpiadi tornano negli Stati Uniti per la prima volta dal 1996, quando le aveva ospitate Atlanta. Nel 2002 Salt Lake City aveva ospitato i Giochi olimpici invernali.


Parigi e Los Angeles si spartiscono dunque i Giochi: nel 2024 tornano nella capitale francese esattamente 100 anni dopo quelli del 1924, quattro anni dopo ai californiani vanno le terze Olimpiadi della loro storia (dopo 1932 e 1932), con i cinque cerchi che faranno di nuovo rotta negli Stati Uniti.

Esulta il Cio di Thomas Bach e le stesse città, aumenta il rimpianto italiano e del Coni per la scelta della sindaca di Roma, Virginia Raggi, di rinunciare alla candidatura del 2024.

La doppia assegnazione comporta per l’Italia due rimpianti, quello di veder sfumare una pioggia di soldi ma anche la rinuncia nel breve periodo a pensare una nuova candidatura: «Ne riparleremo nel ‘32 e se Milano, Torino o Napoli volevano fare qualcosa ora è tutto compromesso», osserva il presidente del Coni, Giovanni Malagò, secondo il quale «rinunciare alle Olimpiadi è stato un errore madornale».

Una vera e propria «miopia politica» ripete il capo dello sport italiano, che ancora non si capacita della mancata possibilità di spiegare fino in fondo alla nuova Giunta Raggi i benefici che potevano arrivare dai Giochi per la città e i suoi cittadini: «Bisognava aspettare un secondo prima di dare un no definitivo. Una decisione che dire suicida e autolesionista per la città di Roma è dire poco. Si poteva valutare».

E se in Italia i Cinque Stelle avevano dipinto le Olimpiadi come un’occasione per chi avesse voluto specularci sopra, oltralpe si festeggia: la sindaca parigina, Anne Hidalgo, si è detta felice per l’accordo sancito che porterà i Giochi in Francia. E anche la stampa ha gradito la decisione del Cio: «Parigi 2024, via libera alla gioia!».

E se Parigi già pregusta gli 1,7 miliardi di dollari per l’organizzazione (senza vincolo di nuovo progetti infrastrutturali se non laddove servono), per accettare di far slittare i Giochi quattro anni dopo Los Angeles (importante anche il ruolo svolto dal presidente degli Usa, Donald Trump) ha ottenuto degli extra ancora più sostanziosi.

«Oggi siamo qui per fare la storia. Riportiamo le Olimpiadi negli Stati Uniti: è un giorno storico», afferma il sindaco di Los Angeles, Eric Guercetti, cercando di rassicurare sul fronte dei costi. «I contribuenti possono stare tranquilli». Il perchè è presto spiegato nel contratto tra la città e il Cio che diventerà effettivo dal congresso di Lima di settembre: oltre agli 1,8 mld di dollari (100 mln in più di Parigi), al bonus di 500 mln, di cui 160 mln possono essere destinati a progetti per i giovani e altre iniziative volte a orientare la città verso le Olimpiadi, ci sono altri 898 mln di dollari che il Cio li pagherà a Los Angeles come contributo legato ai proventi dei diritti tv.

Di questi, 180 milioni saranno erogati in rate trimestrali da 9 milioni già dal momento della costituzione del Comitato organizzatore, e in ogni caso a partire dal 1° gennaio 2018, per migliorare le infrastrutture della città. Inoltre, solo per Los Angeles il Cio rinuncia alla percentuale sugli utili dei Giochi e destinerà il suo 20% al Comitato organizzatore: «La cosa che fa più riflettere - commenta Malagò - è l’enorme quantitativo di investimento che il Cio mette a disposizione delle città che ospiteranno le Olimpiadi».

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