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Wimbledon, la tedesca Kerber

batte Venus e Serena Williams

Serena ha letteralmente annientato la russa Vesnina, la sorella si è arresa in due set pur provandoci

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C'è la principessa Kate nel Royal Box è c'è la regina Serena sul Centre Court di Wimbledon. La numero uno del mondo non ha nessuna pietà e in semifinale liquida per 62 60, in appena 48 minuti, la russa Elena Vesnina. Sabato la Williams giocherà la sua nona finale ai "The Campionships" con la tedesca Angelique Kerber, quarta favorita del seeding, che batte 64 64, in un'ora ed undici minuti, Venus Williams, ottava testa di serie, impedendo il "sister act" numero 28. Nel bilancio dei confronti diretti Serena è avanti 5-2 ma Angie si è aggiudicata l'ultima sfida, disputata in finale a Melbourne lo scorso gennaio. 

SEMPLICEMENTE INGIOCABILE - Undici ace, nessuna palla-break concessa ed appena tre punti nei propri turni di battuta persi nel primo set. E nessuno nel secondo. Numeri da paura quelli della semifinale vinta da Serena sulla russa Elena Vesnina, numero 50 del ranking mondiale, mai così avanti in un Major, sicuramente la più grande sorpresa di questa edizione dei "The Championships". Punteggio severo (62 60) ma fedele specchio del tennis sfoderato dalla numero uno del mondo che si è aggiudicato il quinto confronto con la 29enne di Sochi (ma è nata a Lvov, in Ucraina), anche questa volta chiudendo in due set. "Ero molto concentrata, sapevo che lei aveva vinto partite dure e che il suo servizio può essere molto pericoloso - ha commentato Serena -. Sul campo non mai facile, devi lottare su ogni punto. Sono felice di essere di nuovo in finale: mi piacerebbe se sabato dall'altra parte della rete ci fosse Venus. Ma se ci sarà la Kerber cercherò di fare meglio che in Australia"

SERENA È TORNATA... SERENA - Serena è pronta per un nuovo assalto ai 22 trofei Slam di Steffi Graf. Dopo la delusione targata Vinci nelle semifinali di New York di oramai quasi un anno fa (che alla statunitense è costata il sogno Grand Slam), per la minore delle Williams sisters, che nel frattempo ha dovuto ingoiare due bocconi amari come Melbourne (Kerber) e Parigi (Muguruza), l'occasione è invitante visti i sei successi (2002, 2003, 2009, 2010, 2012 e 2015) già ottenuti sull'erba londinese. Negli ultimi dodici mesi, dal trionfo di Wimbledon dello scorso anno, la Williams ha conquistato solo due titoli: Cincinnati ad agosto 2015 e Roma a a maggio. Un po' pochino per la dominatrice del tennis rosa che pare comunque avere ritrovato certezze sui prati londinesi. Quella di sabato per Serena sarà la 28esima finale in un Major (la 91esima in assoluto): ne ha perse soltanto 6 (due con Venus ed una con Sharapova, Stosur, Kerber e Muguruza). 

ANGIE IMPLACABILE - Dopo il suo primo trionfo Slam a gennaio agli Australian Open la tedesca aveva un po' deluso le aspettative: poi sull'erba inglese si è ritrovata. La cronaca. Kerber è avanti per 3-2 nei precedenti ed ha vinto l'unico confronto giocato sull'erba londinese, negli ottavi dei torneo olimpico del 2012. Angelique e Venus, rispettivamente numero 4 e numero 8 del ranking mondiale, scendono in campo un po' contratte. Per la tedesca è la seconda semifinale a Wimbledon, dopo quella del 2012 quando fu fermata da Aga Radwanska: per Venus è l'ottava. Cinque game, cinque break in avvio. Ad interrompere la catena è la Kerber nel sesto gioco: la tedesca, solida e determinata, cambia marcia salendo 5-2, la Wiliams accorcia le distanze (5-4), tenendo per la prima volta nell'incontro la battuta nel nono gioco, ma poi Angie archivia per 64 il primo parziale su un diritto in rete di Venus. Ancora Kerber spietata in avvio di secondo set: la 28enne di Brema, quarta favorita del seeding, strappa nel primo gioco la battuta a Venus, che pure era avanti 30-0, ed infila otto punti di fila: 2-0. Nel quinto gioco la Williams evita di un soffio il doppio break, annullando ben tre chance (le prime due da vera campionessa) alla tedesca. Kerber tiene duro, Williams fisicamente non è al top e nel decimo gioco è costretta ad arrendesi al termine di uno scambio massacrante chiuso dal diritto della tedesca. 

SODDISFAZIONE TEUTONICA"L'ultimo punto è stato davvero straordinario - ha detto la Kerber, per la prima volta in finale a Wimbledon -. Prima del match mi sentivo pronta e tutto è andato per il verso giusto. Sto giocando il mio miglior tennis, oramai ho acquisito esperienza e mi sto anche divertendo. Sono felice di essere per la seconda volta in una finale Slam: questo è un altro torneo, è tutto nuovo. Scenderò in campo piena di fiducia proverò a dare tutto". Per vincere il suo secondo Major - sabato - Angelique dovrà superare anche la seconda Williams: sono solo sette le giocatrici hanno battuto nello stesso torneo entrambe le sorelle statunitensi: l'ultima a farlo è stata Jelena Jankovic a Roma nel 2010, l'ultima a riuscirci in uno Slam Kim Clijsters agli Us Open del 2009.

BRAVA LO STESSO - Campionessa infinita Venus, capace di tornare in semifinale a Wimbledon - per lei era l'ottava (ed è stata la prima che ha perso) - a sette anni di distanza dall'ultima volta. A dispetto delle 36 primavere e pure della sindrome di Sjogren, la maggiore delle Williams sisters che in bacheca vanta già cinque titoli (2000, 2001, 2005, 2007, 2008) ha ancora tanta voglia di tennis. Il suo sogno, al 71esimo Slam disputato, di riassaporare una finale dopo sette anni (l’ultima nel 2009 proprio a Wimbledon) - dopo essere diventata la giocatrice più "anziana" ad andare così avanti in un torneo dello Slam dal 1994, quando Martina Navratilova aveva raggiunto la finale su questi prati - si è infranto contro quel muro di solidità che è Angie la tedesca, quarta testa di serie e numero 4 del ranking mondiale, già sicura da lunedì di occupare di nuovo la seconda piazza alle spalle di Serena. Nemmeno poi così lontana.

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