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<title>l'Adige.it</title>
<description>Quotidiano Indipendente del Trentino Alto Adige</description>
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<title>l'Adige.it</title>
<description>Quotidiano Indipendente del Trentino Alto Adige</description>
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 <copyright>l'Adige.it</copyright>
 <managingEditor>redazione@ladige.it</managingEditor>
 <webMaster>redazione@ladige.it</webMaster>
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<item><title><![CDATA[«A Verona l'esame 
che qui è negato»]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60443]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<IMG style="WIDTH: 164px; HEIGHT: 119px" height=148 alt=medico hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/445e202807_2548018.jpg" width=188 align=right border=0>Dopo 13 visite a Trento e Rovereto la diagnosi giusta in un ospedale veneto. «Siamo andati da uno specialista veronese - racconta il padre della bambina malata - come ultima spiaggia per risolvere quei problemi che perduravano da quattro anni. Dopo una scrupolosa visita il medico le ha prescritto un'audiometria e una risonanza magnetica. Fino a quel momento nessun altro specialista lo aveva fatto»<br>]]></description>
<notizia><![CDATA[<DIV>ROVERETO - Cristian Ferraresi e Manuela Mellarinisono due genitori roveretani. Anche loro vivono come prioritario il desiderio di assicurare alla loro bambina - di 4 anni - tutta la salute e possibile e ogni possibile cura se necessaria. </DIV>
<DIV>Ci hanno provato in tutti i modi - raccontano - ad avvalersi della sanità trentina. Ma alla fine ne hanno ricevuto una cocente delusione, come ci raccontano consegnandoci il breve memoriale inviato anche all'assessore provinciale Ugo Rossi. </DIV>
<DIV>La loro bimba soffre da tempo di disturbi ai timpani. I genitori l'hanno sottoposta a ben 13 visite specialistiche a Trento e Rovereto, dagli specialisti della provincia: «Tredici visite a pagamento» precisano Cristian e Manuela. «Ci è stato detto che la condizione di nostra figlia non era preoccupante e prescritto il solito antibiotico scaccia problemi». </DIV>
<DIV>Ma i problemi non se ne sono andati, anzi. Per questo dopo l'ultima, deludente, visita, i due genitori hanno deciso di chiedere altrove: «Siamo andati da uno specialista veronese - racconta il padre - come ultima spiaggia per risolvere quei problemi che perduravano da quattro anni. Dopo una scrupolosa visita il medico le ha prescritto un'audiometria e una risonanza magnetica. Fino a quel momento nessun altro specialista lo aveva fatto». Il vero calavario per la famiglia roveretana inizia ora. </DIV>
<DIV>(Articolo completo sull'Adige cartaceo)</DIV>
<DIV>Davide Pivetti</DIV><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[Luigi Chiocchetti: «La tessera 
ladina è un'opportunità»]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60442]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<DIV>«Le valli ladine - afferma il consigliere provinciale ladino e vicepresidente del consiglio regionale - non devono perdere l'importante occasione, offerta dall'introduzione della carta d'identità in ladino, per applicare la propria lingua standard: un'occasione per fare un ulteriore passo avanti verso il superamento dei confini imposti ai Ladini e per garantire alla lingua e alla cultura ladina uno status di maggior riconoscimento e pregio»</DIV><br>]]></description>
<notizia><![CDATA[<DIV><IMG alt="vigo di fassa" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/VAL_DI_FASSA.jpg" align=right border=0>VAL DI FASSA - Il consigliere provinciale ladino e vicepresidente del consiglio regionale Luigi Chiocchetti è a favore della carta d'identità ladina. «Sin dai suoi esordi - si legge in un comunicato - il progetto Spell ha trovato presso le preposte istituzioni fassane forte sostegno; l'Istituto culturale majon di fascegn ed il Comprensorio ladino hanno fatto un notevole sforzo ed investito molte risorse, sia umane che economiche, in direzione dell'elaborazione del Ladin dolomitan , sarebbe davvero inopportuno in questa occasione fare un passo indietro ed affidarsi ai singoli idiomi». E ancora: «È noto che fra la gente esiste il timore che la forma standard vada a soppiantare gli idiomi. In realtà non è così, il Ladin dolomitan può risultare invece molto utile nel processo di unificazione delle vallate ladine, mettendo a disposizione delle stesse uno strumento davvero efficace per la comunicazione intervalliva, sia in ambito amministrativo che divulgativo, ed offrendo un'occasione di consolidamento per la lingua ladina». Secondo Chiocchetti una forma uguale per tutti è, non solo necessaria, ma indispensabile.</DIV>
<DIV>(Articolo completo sull'Adige cartaceo)</DIV><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[Iniziati i lavori di demolizione 
della centrale Casa Cominelli]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60441]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[L'ex maggioranza aveva previsto un parcheggio multipiano ed un nuovo stabile; l'attuale, guidata da Maria Pia Flaim , non ha deciso, mancano i finanziamenti. Casa Cominelli è stata oggetto di una mozione del Patt, bocciata in consiglio comunale; la sua demolizione consentirà l'allargamento di via 4 Novembre<br>]]></description>
<notizia><![CDATA[CLES - È iniziata la demolizione di Casa Cominelli. Dopo la rimozione del tubo in amianto «scoperto» in soffitta, l'operazione procede veloce: il palazzo, fino a poco tempo fa aveva sede di varie associazioni, sarà raso al suolo. Sul sedime sarà realizzato un parcheggio a servizio del centro storico. L'intervento, previsto dall'ex amministrazione di Giorgio Osele , è stato formalizzato dal commissario straordinario Giorgio Paolino . L'ex maggioranza aveva previsto un parcheggio multipiano ed un nuovo stabile; l'attuale, guidata da Maria Pia Flaim , non ha deciso, mancano i finanziamenti. Casa Cominelli è stata oggetto di una mozione del Patt, bocciata in consiglio comunale; la sua demolizione consentirà l'allargamento di via 4 Novembre.<BR><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[Nonni truffati,  aumentano le denunce ]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60437]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<img src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/pizzo_5053453.jpg" alt="soldi" align="right" border="0" vspace="0" hspace="0">Venti le segnalazioni in provincia di Trento. Ad agire potrebbe essere un'unica banda di finti venditori di mobili e materassi. Ma non sono solo gli anziani a cadere nelle truffe: in valle dei Laghi vittima di un raggiro on line è una ventenne, denunciato il responsabile<br>]]></description>
<notizia><![CDATA[TRENTO - Non solo di mobili fingeva di occuparsi Denis Zancoghi, il truffatore veronese arrestato dalla squadra mobile della polizia per aver spillato assieme ad un complice 12mila euro ad un ottantenne: l'uomo sarebbe riuscito a raggirare altri pensionati vendendo a carissimo prezzo materassi di qualità scadente. Fra le vittime trentine c'è un uomo di 75 anni che abita in città che avrebbe versato al veronese e ad un complice 2500 euro. È accaduto lo scorso autunno e si tratta di una delle ultime denunce raccolte in provincia di Trento in merito a raggiri ai danni di anziani. Ai carabinieri di Mal&amp;eacute;, che si stanno occupando delle «truffe dei materassi», la prima segnalazione era arrivata nel 2007: a rivolgersi alla stazione solandra era stata una donna ottantenne che viveva da sola e che aveva raccontato di tre venditori piuttosto insistenti. La pensionata, che era riuscita a dare una descrizione ben precisa degli sconosciuti, aveva spiegato che, ancor prima che lei decidesse se concludere l'acquisto, i venditori le avevano già cambiato il materasso pretendendo i soldi, 6.000 euro. I tre l'avevano pure accompagnata a fare il prelievo in banca. Stesso tipo di truffa era avvenuto nel 2008 a Taio, ai danni di una coppia di anziani che aveva dovuto sborsare i 6.000 euro richiesti dai finti venditori ambulanti. In merito a questi tre episodi sono in fase di conclusione le indagini dei carabinieri di Mal&amp;eacute;.<br><br>Marica Viganò<br><br>(Articolo completo sull'Adige in edicola)<br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[Una riforma in 15 mesi   Consiglio regionale paralizzato ]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60436]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<img src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/REGIONE_NE_3912409.jpg" alt="neve" align="right" border="0" vspace="0" hspace="0">La paralisi del consiglio regionale appare sempre più estesa e irreversibile. Dall'inizio di questa legislatura - novembre 2008 - l'aula si è riunita 15 volte, meno di una al mese, e a parte le leggi di bilancio, ha approvato di significativo solo una legge<br>]]></description>
<notizia><![CDATA[TRENTO - La paralisi del consiglio regionale appare sempre più estesa e irreversibile. Dall'inizio di questa legislatura - novembre 2008 - l'aula si è riunita 15 volte, meno di una al mese, e a parte le leggi di bilancio, ha approvato di significativo solo la legge che ha tagliato le indennità dei consiglieri provinciali. Si è trattato senz'altro di una riforma importante, a maggior ragione vista l'attività tutt'altro che frenetica. Ma che in quasi un anno e mezzo non si sia fatto altro la dice lunga sul ruolo del consiglio regionale. L'ultimo emblematico episodio del trascinamento stanco dei lavori d'aula si è avuto martedì scorso, quando il consiglio era impegnato nell'esame del disegno di legge dell'assessore Margherita Cogo sui segretari comunali. Sembrava che il testo avrebbe avuto vita facile, visto che era già stato approvato senza grossi problemi in commissione, e invece la Lega nord ha deciso, a sorpresa, di fare ostruzionismo e la riforma si è impantanata. E si tratta del secondo disegno di legge finito nelle secche, dopo quello sull'ordinamento dei comuni, presentato sempre dall'assessore agli enti locali, Margherita Cogo, che a gennaio è stato ritirato a fronte dell'ostruzionismo messo in atto, in quel caso, da Unitalia e dalla destra tedesca per evitare l'approvazione, prima delle elezioni. La situazione si spiega sia per ragioni politiche che per la presenza di un vecchio regolamento che consente alle opposizioni di bloccare i lavori. I partiti della destra tedesca non esitano ad allungare i tempi e a rendere l'aula inconcludente per dimostrare l'inutilità della Regione, ormai svuotata di poteri, mentre i partiti di minoranza trentini usano i meccanismi offerti dal regolamento soprattutto per mettere in evidenza le difficoltà della maggioranza, in particolare nei rapporti tra Pd e Svp. Era accaduto già in occasione della riforma della legge elettorale comunale si è ripetuto martedì sui segretari comunali.<br><br>Luisa Maria Patruno<br><br>(Articolo completo sull'Adige in edicola)<br><br><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[Ospedale Santa Chiara Tempi lunghi in chirurgia ]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60435]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<IMG alt=medici hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/ee74389ecc_1062360.jpg" align=right border=0>Tempi d'attesa troppo lunghi per gli interventi di tumore al seno. Lo denuncia in un'interrogazione, la consigliera Margherita Cogo che chiede lumi sulla dilatazione dell'attesa, da un mese a due mesi e mezzo, alla quale sarebbero costrette le donne in lista per un intervento per tumore alla mammella. Secca la risposta del direttore del S. Chiara, Luciano Flor: «N&amp;eacute; i primari n&amp;eacute; i pazienti segnalano allungamenti dei tempi d'attesa. Per gli interventi ci sono delle priorità e i medici devono prendersi la responsabilità di curare le patologie più urgenti»<BR><BR><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)"><IMG alt="icona commenta" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/commenti_37.gif" align=absBottom border=0><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt">I tuoi commenti</SPAN></SPAN><BR style="COLOR: rgb(128,0,0)" startcont="this"><br>]]></description>
<notizia><![CDATA[<IMG alt="santa chiara" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/OSPEDALE_S_1386421.jpg" align=right border=0>TRENTO - I tempi d'attesa per un intervento di tumore al seno si sarebbero allungati. Sarebbero passati da un mese a due mesi e mezzo. Lo denuncia, in un'interrogazione, la consigliera Margherita Cogo che chiede lumi su questa dilatazione dei tempi che colpirebbe le donne e in particolare le donne ammalate di questa frequente patologia. Immediata la risposta dei vertici del Santa Chiara. «Nessuno, n&amp;eacute; i primari delle due chirurgie n&amp;eacute; i pazienti - ribatte il direttore Luciano Flor - ci hanno fatto presente di eventuali allungamenti dei tempi d'attesa. Sarà mia premura verificare ulteriormente. In ogni caso, come per le visite, anche per gli interventi ci sono delle priorità e sono i medici che devono prendersi la responsabilità di curare le patologie più urgenti». Flor e Fernando Ianeselli della direzione medica assicurano che accanto alle urgenze, circa 170 al mese, le patologie oncologiche rivestono priorità assoluta e, in linea generale l'attesa non supera mai i due mesi. «L'ospedale deve essere al servizio del malato. L'attività chirurgica negli ultimi mesi è aumentata - conferma ancora Flor - e se i medici hanno individuato i pazienti più bisognosi, facendo quindi delle scelte, io mi sento tranquillo. Nei prossimi mesi è previsto comunque un ulteriore aumento dell'attività». Attualmente, secondo i dati forniti dal direttore del dipartimento di anestesia e rianimazione Edoardo Geat le sedute operatorie variano da 12 a 15 al giorno per un totale di 75 sedute a settimana che arriveranno presto a 80 (dato in aumento considerato che nell'estate 2006 si era registrato un picco minimo di 56 sedute a settimana). Di queste oggi 11 sono dedicate alle chirurgie. Il numero salirà a 14 in aprile.<BR><BR>Patrizia Todesco<BR><BR>(Articolo completo sull'Adige in edicola) <BR><BR><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[Acciaieria: contestati
Appa, Dellai e Pacher]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60396]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<P><IMG alt=borgo hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/Borgo_acci_5324864.jpg" align=top border=0></P><DIV>Borgo e la Valsugana si terranno l'acciaieria ancora a lungo. È l'unico dato certo emerso alla fine dell'incontro pubblico tra i vertici della Provincia e la popolazione che ieri ha riempito il palasport di Borgo. «L'acciaieria non verrà chiusa. Non ci sono i presupposti per ragioni di tipo igienico-sanitario» ha detto il governatore Dellai. E tra la gente, che non ha risparmiato fischi soprattutto al responsabile dell'Agenzia per l'ambiente, la delusione era evidente: «Ho capito che la Valsugana è e rimarrà una pattumiera» ha sintetizzato una signora</DIV>
<DIV> </DIV>
<DIV><IMG alt="icona pdf" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/icon_pdf_new_10.gif" align=absBottom border=0><A href="/oggetti/2010_03/presentazione_dati_ambientali_Valsugana_.pdf"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">I dati secondo la Provincia</SPAN></A></DIV>
<DIV><IMG alt="icona audio" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/audio_30.gif" align=absBottom border=0><A href="http://www.ladige.tv/audio/Intervista_vicepresidente_Pacher"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">Le parole di Alberto Pacher</SPAN></A></DIV>
<DIV><IMG alt="icona audio" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/audio_30.gif" align=absBottom border=0><A href="http://www.ladige.tv/audio/Mariano_Bernardi"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">L'opinione di Mariano Bernardi (Cgil)</SPAN></A><BR>
<DIV><IMG alt="icona correlato" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/correlato_gif_28.gif" align=absBottom border=0><A href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=56966"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">I sindaci: «Riconvertire l'Acciaieria</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">»</SPAN></A></DIV></DIV><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 12pt; COLOR: rgb(0,0,0)"></SPAN>
<DIV><IMG alt="icona correlato" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/correlato_gif_13.gif" align=absBottom border=0><A href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=50834"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">Gli operai? Le nostre analisi ok</SPAN></A></DIV>
<DIV><IMG alt="icona commenta" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/commenti_10.gif" align=absBottom border=0><A style="COLOR: rgb(128,0,0)" href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=59579"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">I tuoi commenti</SPAN></A></DIV><br>]]></description>
<notizia><![CDATA[<DIV><IMG style="WIDTH: 240px; HEIGHT: 133px" height=132 alt=protesta hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/Borgo_acci_5324821.jpg" width=232 align=right border=0>BORGO - «Presidente Dellai, lei lo sa che dal 2007/2008 al 2009 le concentrazioni di cromo e nichel nelle urine degli operai dell'acciaieria di Borgo sono triplicate?». Ieri sera la tensione è arrivata alle stelle quando, durante l'incontro tra la popolazione della Valsugana e i vertici della giunta provinciale, Laura Zanetti , di Telve, si è alzata e, dalla platea, ha posto questa domanda al governatore Lorenzo Dellai , seduto sul palco del palazzetto dello sport con l'assessore all'ambiente Alberto Pacher , il direttore di Appa Fabio Berlanda (il più fischiato) e il dottor Alberto Betta , dell'Azienda sanitaria. Zanetti è un'infermiera professionale del centro oncologico. Collabora con i Medici per l'ambiente e con i Barbieri sleali. La domanda l'ha scandita. L'ha ripettuta. «No. Non mi risulta - ha risposto Dellai - . Forse lei ha informazioni di cui noi non disponiamo». Zanetti: «È una vergogna. Questi dati ci sono. Li vada a cercare!» Il sindaco Fabio Dalledonne - nel ruolo di moderatore, più moderato che mai, a gestire un pubblico a tratti accalorato, ma nel complesso rispettoso degli ospiti - ha ricordato che in fabbrica esiste un medico e che, se i numeri fossero quelli, si saprebbe. Dellai: «Ci sono dati diversi? Andremo a cercarli. L'Azienda sanitaria non li ha». Zanetti: «È sconcertante. Mi risulta, da una fonte attendibile...». Dellai: «Ah, una fonte...». Zanetti: «Sì. Siamo nella merda più totale se un presidente non è conoscenza di questi dati». Boato nel palazzetto. I dati. È questa la parola magica, la parola attorno a cui gira la polemica. Dati allarmanti, quelli diffusi ieri sera dai gruppi di protesta. Dati tranquillizzanti, quelli comunicati dalla Provincia. Ma i numeri di cui hanno parlato l'ingegner Berlanda e il dottor Betta non hanno rasserenato gli animi.</DIV>
<DIV>(Articolo completo sull'Adige cartaceo)</DIV>
<DIV>Andrea Tomasi</DIV>
<DIV> </DIV>
<DIV>
<DIV><IMG alt="icona pdf" hspace=0 src="../../oggetti/2010_03/icon_pdf_new_10.gif" align=absBottom border=0><A href="../../oggetti/2010_03/presentazione_dati_ambientali_Valsugana_.pdf"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">I dati secondo la Provincia</SPAN></A></DIV><A href="/inc/class/easy_download.inc.php?path_file=/oggetti/2010_03&amp;amp;nome_file=presentazione_dati_ambientali_Valsugana.ppt"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)"> </SPAN></A>
<DIV><IMG alt="icona audio" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/audio_30.gif" align=absBottom border=0><A href="http://www.ladige.tv/audio/Intervista_vicepresidente_Pacher"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">Le parole di Alberto Pacher</SPAN></A></DIV>
<DIV><IMG alt="icona audio" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/audio_30.gif" align=absBottom border=0><A href="http://www.ladige.tv/audio/Mariano_Bernardi"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">L'opinione di Mariano Bernardi (Cgil)</SPAN></A><BR>
<DIV><IMG alt="icona correlato" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/correlato_gif_28.gif" align=absBottom border=0><A href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=56966"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">I sindaci: «Riconvertire l'Acciaieria</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">»</SPAN></A></DIV></DIV><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 12pt; COLOR: rgb(0,0,0)"></SPAN>
<DIV><IMG alt="icona correlato" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/correlato_gif_13.gif" align=absBottom border=0><A href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=50834"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">Gli operai? Le nostre analisi ok</SPAN></A></DIV>
<DIV><SPAN style="FONT-SIZE: 18pt"><IMG alt="icona commenta" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/commenti_10.gif" align=absBottom border=0></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt"><A style="COLOR: rgb(128,0,0)" href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=59579"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">I tuoi commenti</SPAN></A></SPAN></DIV></DIV><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[Nimby, al Tar
contro l'inceneritore]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60372]]></link>
<guid isPermaLink="false">articolo60372</guid>
<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<IMG style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 206px" height=219 alt=inceneritore hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/nimby0111_1999380.jpg" width=400 align=top border=0><DIV>Nimby Trentino ha deciso di affiancarsi «ad adiuvandum» al ricorso presentato dal Centro Riciclo Vedelago contro il bando per l'inceneritore presentato dalla Provincia di Trento. Ad oggi i ricorsi presentati sono essenzialmente due: uno presentato dall'amministratrice Carla Poli del Centro di Vedelago e quello dei Comuni di Lavis e Mezzocorona</DIV>
<DIV> </DIV>
<DIV><IMG alt="icona commenta" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/commenti_35.gif" align=absBottom border=0><A style="COLOR: #800000" href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=80&amp;amp;id_news=57463"><STRONG><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt">Parlane con Zenone Sovilla</SPAN></STRONG></A></DIV><br>]]></description>
<notizia><![CDATA[<DIV><IMG style="WIDTH: 242px; HEIGHT: 143px" height=152 alt=inceneritore hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/NIMBY0146_1999393.jpg" width=231 align=right border=0>TRENTO - Nimby Trentino ha deciso di affiancarsi «ad adiuvandum» al ricorso presentato dal Centro Riciclo Vedelago contro il bando per l'inceneritore presentato dalla Provincia di Trento. Ad oggi i ricorsi presentati sono essenzialmente due: uno presentato dall'amministratrice Carla Poli del Centro di Vedelagoe  quello dei Comuni di Lavis e Mezzocorona. «Come associazione - spiega Simonetta Gabrielli, presidente del Nimby - non abbiamo titolo per impugnare un bando e per questo abbiamo ritenuto di dare man forte a quello presentato da un privato. In questo bando vi è una completa assenza di possibilità di concorrenza e vi è la necessità di trovare un'alternativa che possa avere la dignità di partecipare alla gara». Il Centro Riciclo di Vedelago ad oggi non può partecipare al bando, in quanto quest'ultimo richiede solo la combustione, mentre il centro offre l'intero ciclo per i rifiuti. Il progetto, a testimonianza della sua bontà - spiegano i ricorrenti - è stato presentato di recente anche in India e per Nimby la scelta di escluderlo dal bando sarebbe contro la democrazia e contro la tutela del territorio. «ll Tar della Toscana - continua Gabrielli - ha accolto un ricorso fatto su una questione con molti aspetti simili e questo ci fa sperare che ci possa essere una sospensiva». </DIV>
<DIV>(Articolo completo sull'Adige cartaceo)</DIV>
<DIV>Giuseppe Fin</DIV>
<DIV> </DIV>
<DIV><A style="COLOR: #800000" href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=80&amp;amp;id_news=57463"><STRONG><SPAN style="FONT-SIZE: 18pt">Parlane con Sovilla</SPAN></STRONG></A></DIV><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[AUTOSTRADA GRATIS:
«Non siamo privilegiati»]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60259]]></link>
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<description><![CDATA[<A href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=39&amp;amp;id_news=59707">Il telepass gratuito non è un privilegio. Lo ribadiscono molti degli assessori della giunta Dellai che sottolineano: «Lo usiamo per lavoro, non per farci le ferie». Panizza, assessore alla cultura ammette che la paga da assessore è buona (oltre 14mila euro lordi), ma le spese per farsi eleggere sono alte; Gilmozzi: «La Giunta ha continuato a dare il buon esempio, tagliando parecchie spese». Lia Giovanazzi, non avendone diritto essendo assessore esterno, assicura invece che non lo accetterebbe</A><br>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[Riforma della scuola, 
sindacati spaccati ]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60249]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<IMG alt=scuola hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/SIT_IN_PROTE.jpg" align=top border=0><IMG alt=scuola hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/PROTESTA_S_5278133.jpg" align=right border=0>È ormai in dirittura d'arrivo la delibera che darà il via alla riforma della scuola. Nei licei 32 ore, 36 negli istituti tecnici. Ieri il confronto fra il governatore Lorenzo Dellai, l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso e gli studenti. C'è spaccatura nel mondo sindacale con Uil e Gilda che hanno fatto subito sapere il proprio dissenso sulla proposta delle 110 ore. Venerdì mattina verranno riconvocati gli stati generali della scuola trentina alla sala circoscrizionale San Giuseppe-Santa Chiara di Trento<BR>
<DIV> </DIV>
<DIV><IMG alt="icona pdf" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/icon_pdf_new_9.gif" align=absBottom border=0><A href="/inc/class/easy_download.inc.php?path_file=/oggetti/2010_03&amp;amp;nome_file=questionario.pdf"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">Il questionario degli studenti</SPAN></A></DIV>
<DIV><IMG alt="icona video" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/video_adige_19.gif" align=absBottom border=0><A style="COLOR: rgb(139,69,19)" href="http://www.ladige.tv/video/Manifestazione_studentesca_26_febbraio"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt">Il video della protesta in Piazza Dante</SPAN></A></DIV>
<DIV><IMG alt="icona video" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/video_adige_16.gif" align=absBottom border=0><A style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://www.ladige.tv/video/Riforma_scolastica_confronto_Dellai_-_studenti"><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">Il video dell'incontro studenti-Dellai</SPAN></A><BR style="FONT-WEIGHT: bold"><IMG style="FONT-WEIGHT: bold" alt="icona fotografie" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/foto_adige_11.gif" align=absBottom border=0><A style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(139,69,19)" href="/gallery/album.php?id_album=227"><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt">Le foto dell'incontro</SPAN></A><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt"><BR></SPAN><IMG style="FONT-WEIGHT: bold" alt="icona video" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/video_adige_7.gif" align=absBottom border=0><A style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://www.ladige.tv/video/Intervista_manifestazione"><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">Intervista a Federico Serra (Da Vinci)</SPAN></A><BR style="FONT-WEIGHT: bold"><IMG style="FONT-WEIGHT: bold" alt="icona video" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/video_adige_17.gif" align=absBottom border=0><A style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://www.ladige.tv/video/Forum_scuola_de_l_Adige_-_Dellai_e_Dalmaso_-_1_parte"><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">Dellai e Dalmaso su ladige.tv</SPAN></A></DIV>
<DIV><IMG alt="icona video" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/video_adige_18.gif" align=absBottom border=0><A style="COLOR: rgb(128,0,0)" href="http://www.ladige.tv/video/Intervista_Dellai"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt">Francesco Terreri intervista Dellai</SPAN></A><BR><IMG alt="icona pdf" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/icon_pdf_new_16.gif" align=absBottom border=0><A href="/inc/class/easy_download.inc.php?path_file=/oggetti/2010_02&amp;amp;nome_file=LA-Scuola.pdf"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(139,69,19)">La scuola trentina</SPAN></A><BR><IMG alt="icona correlato" hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_02/correlato_gif_74.gif" align=absBottom border=0><A href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=50&amp;amp;id_news=58629"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(128,0,0)">Punti di vista</SPAN></A></DIV><br>]]></description>
<notizia><![CDATA[<IMG alt=occupazione hspace=0 src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/OCCUPAZIONE__3.jpg" align=right border=0>TRENTO - I sindacati si sono spaccati dopo l'incontro di ieri fra la provincia e gli studenti. Cgil, Cisl e Snals hanno giudicato favorevolmente o, almeno, da valutare la proposta di mediazione sulle ore integrative o da recuperare per gli studenti delle superiori trentina la quale si attesterebbe a quota 110. Cisl e Gilda invece hanno mostrato pollice verso, ababndonando la discussione, impegnandosi però al contempo nel trovare un terreno comune per non arrivare alla rottura definitiva. Venerdì, intanto, nelal giornata dello sciopero generale, sono stati convocati nuovamente gli stati generali della scuola trentina, alle 9.30, alla sede della Circoscrizione San Giuseppe Santa Chiara. <BR><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">L'incontro di ieri.</SPAN> L'iniziativa è partita dalla Consulta provinciale degli studenti, allargata alla partecipazione dei rappresentanti eletti nei Consigli dell'Istituzione della scuola superiore in Trentino, anche per presentare i risultati di un breve questionario inviato a 1300 studenti dell'ultimo anno delle superiori su aspetti specifici della riforma del secondo ciclo. Un commento, da fare assieme al Presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, ed all'assessore provinciale all'istruzione e allo sport, Marta Dalmaso.<BR>Più di cento i rappresentanti degli studenti, che hanno risposto all'invito della Consulta di partecipare all'assemblea plenaria allargata. Un confronto approfondito, ma pacato e nel merito delle questioni precise, introdotto da Tommaso Galli, presidente della Consulta,<BR>Dai risultati del questionario sono giunti segnali incoraggianti per le scelte fin qui operate dall'Amministrazione in merito al monte ore settimanale ed al biennio orientativo, con una percentuale del 63% favorevole, mentre viene espressa una chiara preferenza per potenziare le materie d'indirizzo e quelle di laboratorio ed una scelta secca a favore del mantenimento dell'educazione fisica anche nel quinto anno.<BR>Questionario a parte, il confronto ha toccato tutti gli aspetti della riforma, già affrontati in più occasioni sia dal presidente Dellai che dall'assessore Dalmaso. Molti gli interventi degli studenti, tante le richieste di chiarimento. Sul metodo, mancato confronto nella prima fase, sul biennio, sull'obbligatorietà del tedesco, sulla soppressione degli istituti professionali e del liceo scientifico tecnologico, sui quadri orari ed i piani di studio.<BR>Punto per punto, il presidente Dellai e l'assessore Dalmaso hanno ribadito le motivazioni delle scelte operate, gli spazi ancora aperti per il confronto sui piani di studio e sul percorso ancora da fare, la chiarezza sulla distinzione dei ruoli tra chi deve esprimere pareri ed opinioni e chi alla fine deve pur assumersi il peso delle decisioni. <BR>Sulla soppressione del liceo tecnologico presso gli istituti tecnici Dellai ha ribadito che "la nostra idea è di recuperare nei tecnici l'esperienza concreta e positiva del tecnologico, ma senza confusione con il nuovo indirizzo del liceo scientifico delle scienze applicate che va collocato nel liceo scientifico.”<BR>A più riprese, sia Dellai che Dalmaso hanno dovuto ribadire agli studenti che molti rilievi non hanno fondamento, per il semplice fatto che non ci sono nella proposta trentina di riforma. "Condivido - ha replicato ad una studentessa l'assessore Dalmaso - che questo è un momento di smarrimento per tutti i soggetti coinvolti, ma se si continuano a ripetere gli stessi slogans che si vuole distruggere l'Iti di Rovereto o altre cose del genere, il confronto non farà passi in avanti”.<BR>Dopo due ore di domande e risposte, però, tutti concordi sulla positività dell'iniziativa odierna, sulla necessità di percorrere strade operative nuove e nuovi strumenti per l'informazione ed il confronto sulla riforma, a cominciare dagli aspetti che più direttamente possono interessare gli studenti e le famiglie”.<BR>"Confronto molto interessante, molto civile per il quale vi ringrazio” ha concluso Dellai; "clima sereno e voglia di entrare nel merito delle questioni, che deve continuare” per l'assessore Dalmaso; impegno a ripetere l'idea dell'assemblea plenaria allargata ai rappresentanti degli studenti nei consigli dell'istituzione” da parte del presidente della Consulta provinciale, Tommaso Galli.<BR><BR>(leggi l'articolo completo sull'Adige in edicola)<BR><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[Panizza difende Hofer  «Giusto ricordarlo»]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=60061]]></link>
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<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<br><div><img style="width: 156px; height: 109px;" alt="Schuetzen" src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/SF0000000003MZ8.jpg" align="right" border="0" hspace="0">Dopo la stoccata del presidente Giuseppe Demattè all'assemblea annuale degli alpini, ecco un nuovo capitolo della polemicas, con la replica dell'assessore Panizza. «Siamo di lingua italiana, ma il Trentino è sempre gravitato nell'area tirolese e tedesca»<br></div>
<div> </div>
<div><span style="font-weight: bold;"><img alt="icona correlato" src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/correlato_gif.gif" align="absBottom" border="0" hspace="0"></span><a href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=39&amp;amp;id_news=38024"><span style="font-size: 10pt; color: rgb(128, 0, 0); font-weight: bold;">L'opinione 1/ Giacomo Santini</span></a></div>
<div><span style="font-size: 10pt; font-weight: bold;"><img alt="icona correlato" src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/correlato_gif_28.gif" align="absBottom" border="0" hspace="0"></span><a href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=35228"><span style="font-size: 10pt; color: rgb(139, 69, 19); font-weight: bold;">L'opinione 2/ Nerio Giovanazzi</span></a></div>
<div><span style="font-size: 10pt; font-weight: bold;"><img alt="icona correlato" src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/correlato_gif_29.gif" align="absBottom" border="0" hspace="0"></span><a href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=40793"><span style="font-size: 10pt; color: rgb(128, 0, 0); font-weight: bold;">L'opinione 3/ Alessandro Savoi</span></a></div>
<div><span style="font-size: 10pt; font-weight: bold;"><img alt="icona correlato" src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/correlato_gif_30.gif" align="absBottom" border="0" hspace="0"></span><a href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=36493"><span style="font-size: 10pt; color: rgb(139, 69, 19); font-weight: bold;">L'opinione 4/ Franco Panizza</span></a></div>
<div><span style="font-weight: bold;"><img alt="icona commenta" src="http://www.ladige.it/oggetti/2010_03/commenti_22.gif" align="absBottom" border="0" hspace="0"></span><a style="color: rgb(128, 0, 0);" href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;amp;id_news=60061"><span style="font-size: 10pt; font-weight: bold;">I tuoi commenti</span></a></div><br>]]></description>
<notizia><![CDATA[<div>TRENTO - Ormai ha il ritmo della partita di ping - pong: il 
presidente dgli alpini trentini, Giuseppe Demattè, che dice: Andreas 
Hofer non c'entra nulla col Trentino che è italiano di cuore e cultura e
 l'assessore alla cultura Franco Panizza, che replica: Il Trentino ha 
una storia diversa. Legata al mondo tedesco. Ultima tappa della  
polemica, domenica nel corso dell'assemblea della sezione Ana.  «Mi sono
 stupito che nell'assemblea degli alpini si siano tirate fuori queste 
storie che mi sembravano superate - afferma l'assessore Panizza -. Anche
 perch&amp;eacute; l'anno hoferiano è finito. Il 12 dicembre scorso, poi, abbiamo 
organizzato il concerto della banda dei Kaiserjager e il coro degli 
Alpini: mi sembrava ormai chiara l'idea che questi sono elementi della 
storia della nostra comunità. Il Trentino oggi, come tanti altri popoli,
 sente il bisogno di riscoprire la propria identità e quindi lo fa 
ripercorrendo dei pezzi di storia che fino ad oggi non erano stati 
approfonditi. In questo modo si trovano vecchi rapporti con la 
Mitteleuropa, superando la dimensione nazionalistica e nazionale. 
Soprattutto oggi che il progetto dell'Euregio è stato approvato. Hofer è
 comune a tutte e tre le componenti del Tirolo storico. Poi non nego che
 sulle commemorazioni ci siano anche degli intenti politici...» E come 
no! Andreas Hofer è un mito e i miti servono soprattutto alla propaganda
 politica...«Sì però l'Hofer trentino è il rivoluzionario popolare, 
l'uomo ricco di valori, che muove una simpatia istintiva. Ma al di là di
 questo serve al Trentino anche per capire le ragioni dell'Autonomia 
trentina, per rafforzare il progetto dell'Euregio. Insomma, la storia di
 Andreas Hofer non è la storia padana! Per noi studiare questa pagina 
significa dire ai trentini: abbiamo una storia diversa che non è 
inventata».  Sì, però Demattè dice: questo non fa parte della cultura 
italiana del Trentino. Insomma, Hofer contrapposto all'italianità. «Se 
noi vogliamo limitare la storia del Trentino agli ultimi decenni, quindi
 solo a quella di appartenenza allo Stato italiano, non c'è dubbio che 
gli schützen non sono mai esistiti. Però noi non siamo sempre stati in 
quest'orbita italiana, anzi. Noi siamo sempre gravitati in un'orbita 
tedesca. Ciò non significa che noi non siamo di lingua italiana e che 
non abbiamo un influsso culturale italiano, ci mancherebbe! Ma c'è stata
 una storia diversa: facevamo parte del Tirolo storico e questo non 
possiamo rinnegarlo. Ma non in chiave antitaliana. Dico solo che abbiamo
 solo qualcosa in più! L'Euregio, per esempio, non è una secessione 
dall'Italia».  Bene, ma in quest'ottica però si deve trovare una strada 
per insegnare il tedesco, per superare la barriera linguistica. «È 
evidente. Ma il fatto che i trentini non parlino tedesco si deve al 
fatto che l'Impero austroungarico rispettò la nostra lingua....»  Sì, 
però i rapporti col Sudtirolo sono quelli che sono. I nostri studenti 
han più rapporti con Barcellona che con Innsbruck. «Beh, più rapporti 
internazionali hanno gli studenti meglio è. A Innsbruck oggi studiano 
molti trentini, ed è una città che si sta italianizzando. Il presidente 
del Land Tirol e l'assessore alla cultura cominciano a parlare italiano 
perch&amp;eacute; sono consapevoli che il rapporto col Trentino è strategico. 
Insomma, i pericoli che paventa Demattè io proprio non li vedo. Gli 
alpini sono un corpo straordinario ma dobbiamo state attenti a ricordare
 correttamente la storia. Quando vedo le lapidi della Prima Guerra con 
su 15 - 18 devo ricordare che i nostri partirono nel ‘14 con la divisa 
austriaca. Quando vedo che davanti al monumento ai caduti suonano "Il 
Piave mormorò" dico che stanno offendendo i nostri caduti che erano 
dall'altra parte. Per questo in Regione abbiamo fatto il memoriale dei 
caduti trentini chiamandolo "Nel nostro cuore nessuna croce manca" per 
ricordare tutti i morti».  L'adunata a Bolzano dell'Ana è una 
provocazione nazionalista? «Attenzione perch&amp;eacute; la destra italiana è 
maestra nelle provocazioni. E queste manifestazioni possono venire 
strumentalizzate per provocare o per affermare l'italianità del 
Sudtirolo che non è di lingua e cultura italiana».<br>Bruno Zorzi<br><br><span style="font-weight: bold;">Le parole di Demattè, dall'Adige dell'8 marzo</span><br><br>TRENTO - La stoccata non manca. Questa volta Giuseppe Demattè, 79enne presidente 
della sezione degli alpini di Trento (che contende a Bergamo il titolo 
di più grande d'Italia), se la prende con le celebrazioni hoferiane, 
archiviate nei giorni scorsi a Mantova. Nella propria relazione, al 
teatro Sociale, in occasione dell'assembla annuale, sottolinea di aver 
«attentamente seguito le celebrazioni per il duecentesimo anniversario» 
della sua fucilazione. E precisa: «Ricordo che nel corso dell'assembla 
del 2009 si auspicava che all'eroe tirolese non venissero attribuiti 
panni non suoi, cioè che non venisse strumentalizzato ad altri fini. In 
qualche caso purtroppo ciò è avvenuto». «La cultura trentina - insiste -
 non oso chiamarla identità, si è sempre riferita al mondo italiano e ne
 sono testimonianza i nomi riprodotti su molte insegne stradali a Trento
 e non solo». Demattè snocciola così personaggi come Vannetti, Borsieri,
 i fratelli Fontana, Pozzo, Belenzani, monsignor Endrici, Grazioli e 
molti altri. E rincara riferendo come l'11 ottobre del 1896, quando il 
Trentino era austriaco, più di 3 mila abitanti assistevano «sotto una 
pioggia battente all'inaugurazione del monumento a Dante, costruito con 
le offerte dei trentini». Demattè è deciso anche nelle sue richieste, 
oltre che nelle sue condanne e nei suoi ringraziamenti. Ad Alessandro 
Andreatta, sindaco del capoluogo in fascia tricolore, ricorda la 
necessità di aprire al traffico almeno per alcune ore al giorno la via 
di accesso al Doss Trento: «I nostri alpini non sono più "galletti"», 
dice. E auspica che «trovi al più presto attuazione la mozione del 
Consiglio comunale per il restauro della batteria Battisti». Quindi se 
la prende con chi ha definito una rottura del «muro del silenzio e della
 vergogna» la decisione di ricordare nome per nome i caduti trentini sul
 fronte orientale nella prima guerra mondiale: «Non capiamo questa 
definizione -  prosegue - perch&amp;eacute; gli alpini trentini hanno da sempre 
ricordato e onorato la memoria di tutti i caduti di qualsiasi fronte». 
Demattè punta anche il dito contro chi, «per discutibili ragioni 
politiche» ha nascosto «fatti esecrabili, da non dimenticare»: il 
riferimento è alle «indicibili sofferenze» inflitte ai militari italiani
 fatti prigionieri in Russia della truppe sovietiche durante il 
conflitto '14-18. Il presidente «inforca» la baionetta a difesa dei 
volontari con la penna sul cappello: «Di fronte alle squallide vicende 
che hanno investito il mondo della protezioni civile - attacca - mi 
sento di dire a tutti volontari ed ai nostri Nuvola di essere orgogliosi
 di quanto hanno fatto perch&amp;eacute; nessuna condanna potrà scalfire l'operato 
fatto per chi ne ha bisogno». Il grande problema degli alpini resta il 
ricambio generazionale: la cancellazione della leva obbligatoria ha 
eliminato il bacino da cui «pescare». Oggi, così, solo 4.740 dei 20.166 
effettivi (cioè che hanno indossato la divisa nel corpo) hanno meno di 
40 anni, praticamente la stessa percentuale degli ultrasettantenni. 
Però, 81 gruppi sono comunque riusciti a chiudere in positivo il saldo 
dei tesseramenti.  Demattè ha ringraziato i capigruppo che hanno 
lasciato l'incarico durante il 2009: Bruno Lucchini (dopo 42 anni), 
Ottone Zambotti, Sandro Nicolussi Paolaz, Antonio Brunelli, Giorgio 
Cassinari, Giuseppe Zorzi, Ennio Barozzi, Claudio Palermo. Un applauso è
 andato a loro ed ai loro «sostituti»: Fabio Giordani, Donato Nicolussi 
Castellan, Giorgio Degasperi, Renato Fontanari, Roberto Vanzetta, Manuel
 Zanon, Mario Tomasini e Romeo Zordan.</div><div>Mattia Eccheli</div><br>]]></notizia>
</item>
<item><title><![CDATA[POLITICA MARCIA:
«Italia, Paese in cancrena»]]></title>
<link><![CDATA[http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=59217]]></link>
<guid isPermaLink="false">articolo59217</guid>
<nome_cat><![CDATA[Homepage]]></nome_cat>
<description><![CDATA[<A href="/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=39&amp;amp;id_news=59038">Pierangelo Giovanetti: «A destra come a sinistra, nei piani alti come nei piani bassi della politica, ovunque ci si è sentiti legittimati a non rispettare la legge (o a cambiarla per i propri interessi), ad aggirare i controlli, ad evadere le tasse, a «comprare i silenzi», a chiedere favori in cambio di diritti. Tangentopoli si combatte solo ripristinando la legalità e il controllo di legalità. Contrastando il crimine che emerge dalle intercettazioni, non approvando leggi che cancellano le intercettazioni. Una seconda radice della corruzione sta nella selezione della classe politica» </A><br>]]></description>
</item>
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