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Dimessa, muore a casa

Tione, aperta un'inchiesta

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Si era recata al pronto soccorso dell’ospedale di Tione con forti dolori addominali. Dopo la visita e gli accertamenti la donna - Luisa Negrini, una turista bolognese di 76 anni - era stata dimessa, con una terapia farmacologica. In serata, però, è stata male di nuovo.

I familiari hanno allertato i soccorsi, ma per la signora non c’è stato nulla da fare. Una morte arrivata a poche ore dalle dimissioni, che ha spinto carabinieri e magistratura a volere fare piena luce su quanto successo. Il pm Davide Ognibene ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e oggi darà l’incarico all’anatomopatologo incaricato di svolgere l’esame autoptico per stabilire le cause della morte. Nel registro degli indagati è stato iscritto un medico dell’ospedale, un atto dovuto in questa fase e fatto a tutela del professionista, che potrà dunque prendere parte agli accertamenti irripetibili. La difesa, sostenuta dall’avvocato Mauro Bondi, potrà infatti decidere di nominare un proprio consulente.  

I fatti al centro dell’indagine, che dunque muove i suoi primi passi, sono successi nelle Giudicarie. La donna, ex dipendente del Comune, si trovava nella casa di Sant’Antonio di Mavignola con il marito Gianni Borghi, ingegnere e la figlia Francesca. Da una vita la famiglia bolognese trascorre infatti le vacanze nella frazione di Pinzolo, dove in molti li conoscono. Lunedì mattina, secondo una prima ricostruzione, la donna non stava bene. Aveva dei forti dolori addominali e per questo motivo è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Tione. Qui - ma anche questi aspetti saranno oggetto delle verifiche della magistratura - la donna è stata visitata e sottoposta ad accertamenti, al termine dei quali è stata dimessa, con una terapia farmacologica. Alle 14.40 Luisa Negrini è stata dimessa.

Pare che le condizioni della donna fossero buone. La 76enne ha dunque fatto ritorno a casa. In serata, però, si è sentita di nuovo male. I familiari hanno chiamato subito i soccorsi e sul posto è stata inviata l’ambulanza. Per la turista, però, non c’è stato nulla da fare. Alle 20.05 è sopraggiunto il decesso. Una delle ipotesi al vaglio della magistratura è che la donna sia morta per una emorragia gastrica, ma certezze sulle cause del decesso potranno arrivare solo dall’autopsia.
Presso la casa di via Val Brenta, dove da anni la famiglia Borghi trascorre le vacanze, è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri di Madonna di Campiglio che, una volta appreso dai familiari che la signora era stata dimessa alcune ore prima dall’ospedale di Tione, hanno informato il pubblico ministero di turno.

A quel punto, sia in un’ottica di tutela dello stesso ospedale che della paziente, il magistrato ha ritenuto necessario fare chiarezza su quanto accaduto. In particolare si tratterà di capire se il decesso sia sopraggiunto per un imprevedibile quanto improvviso peggioramento delle condizioni della donna, escludendo dunque che potessero esserci già delle avvisaglie quando la donna venne visitata in ospedale. È infatti possibile che la causa della morte nulla avesse a che vedere con i precedenti dolori addominali. Dovrà per questo essere valutato anche il quadro clinico generale della 76enne, affetta da una pregressa patologia e che era già stata ricoverata in precedenza a Bologna.

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