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«Tesoro» di anabolizzanti

finisce nell'inceneritore

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Il furgone del Nas è arrivato ieri mattina presso l'inceneritore di Bolzano scortato dalle gazzelle dei carabinieri. A bordo, infatti, c'era un vero «tesoro»: migliaia e migliaia di confezioni di farmaci dopanti per un controvalore sul mercato clandestino di 7 milioni di euro. Gli scatoloni pieni di Testovis, Proviron, Gonasi, Clembuterolo, Stanozololo, Ormoni diuretici, Nandrolone ma anche Viagra sono stati gettati nella fornace bruciando insieme ai rifiuti.

Il «tesoro» era stato fatto sequestrare dalla procura di Trento in Romania. Il carico venne poi trasferito in Trentino grazie ad un un'operazione coordinata dal Nas che ha dimostrato di avere non solo doti investigative, ma anche logistiche e diplomatiche.
L'inchiesta è stata coordinata dal pm Davide Ognibene della Direzione distrettuale antimafia di Trento in collaborazione con il collega della Diicot romena. L'accusa per gran parte degli indagati, molti dei quali hanno confessato collaborando alle indagini, è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze dopanti e di stupefacenti (tali vengono considerati alcuni farmaci sterodi e anabolizzanti, come il Nandrolone, usati nel doping).

Passando al setaccio il contenuto di alcuni computer, sequestrati nell'ambito dell'inchiesta «Farmalake» anche a due farmacisti trentini, gli inquirenti sono riusciti a fare un salto di livello risalendo ai canali di approvvigionamento che, dall'Italia, portavano in Romania e Moldavia. Ad ottobre 2016 vennero arrestate 11 persone (6 in Romania e 5 in Italia) in quella che fu ribattezzata operazione «Sterozi».

I militari sono riusciti a troncare i canali di rifornimento di un mercato molto redditizio: una fiala che in farmacia, con regolare prescrizione medica, costerebbe 3,5-5 euro, al mercato nero degli anabolizzanti ricercati da sportivi e body builders arriva a costare 75/80 euro. Impressionante è anche la tipologia e la varietà dei farmaci utilizzati per il doping.

Tra le 400 mila confezioni poste sotto sequestro c'è anche il Testovis, usato in genere per trattare l'osteoporosi e il Tamoxifene, un farmaco utile nei casi di cancro alla mammella che però ha una «seconda vita» anche per contrastare alcuni effetti indesiderati per chi assume anabolizzanti. Tutto ciò era disponibile via internet grazie ad un sito multilingue fornitissimo. Un pericoloso mercato per aspiranti stregoni a caccia di una scorciatoia farmacologica per «pompare» le prestazioni sportive, o presunte tali.

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