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Ospedaletto, auto contro camion
Muore Armando Meggio di Grigno

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La Punto bianca, vecchio modello, era diretta verso Bassano. L'autista del mezzo pesante che viaggiava in senso contrario ha visto la macchina sbandare finendo contromano. Lo scontro frontale è stato, purtroppo, inevitabile e fortissimo: l'automobilista è morto sul colpo.

Armando Meggio, questo il nome della vittima, operaio di 52 anni di Grigno, sarebbe stato colpito da un improvviso malore o, forse, sopraffatto da un colpo di sonno sulla strada di casa. Non ci sono segni di frenata sull'asfalto, né avrebbe tentato di evitare l'impatto controsterzando all'improvviso. Dunque, non si sarebbe reso conto di quanto stava accadendo. Il conducente dell'autocarro frigo contro cui si è schiantata la Punto ha raccontato ai carabinieri di aver visto la macchina sbandare e di aver cercato di evitare l'impatto frenando e sterzando verso destra.

L'incidente è accaduto alle 2.45 di notte, all'altezza dell'abitato di Ospedaletto, in un punto della statale della Valsugana considerato fra i più pericolosi: per un paio di chilometri di rettilineo la strada si restringe a due corsie, divise dalla linea continua.

Armando Meggio, dipendente della Precompressi Valsugana prima ed ora dell'azienda «Antonio Basso srl», viaggiava in direzione Grigno. Ha perso il controllo della Punto lungo il rettilineo, sbandando a sinistra ed andando ad invadere la corsia opposta proprio mentre sopraggiungeva il camion frigo di una ditta veneta, condotto da un 32enne di Fonzaso, in provincia di Belluno. Quest'ultimo, in una disperata manovra, ha sterzato il volante verso destra finendo con il pesante mezzo nel fossato che costeggia la strada. Non si è fatto nulla, ma non è riuscito ad evitare lo scontro.
Quando sono arrivati i primi soccorritori era purtroppo chiaro che per l'uomo al volante della Punto non c'era più nulla da fare. I vigili del fuoco volontari di Ospedaletto hanno operato con le pinze idrauliche per liberare dal groviglio di lamiere il corpo dell'operaio, mentre i pompieri di Borgo Valsugana hanno effettuato un «intervento sanitario», accompagnando sul luogo dell'incidente il medico rianimatore arrivato in elicottero a Borgo, alla piazzola della caserma collaudata per il volo notturno. Meggio non aveva addosso documenti e la macchina, secondo i primi accertamenti dei carabinieri, sarebbe stata priva di assicurazione e non revisionata.
La statale è rimasta chiusa fino alle 7.20 del mattino, con le auto deviate attraverso vie secondarie. Il traffico pesante è invece rimasto bloccato fino a metà mattina: la strada è stata infatti chiusa una seconda volta fra le 8.30 e le 9.30 per il recupero del camion frigo della scarpata con l'utilizzo dell'autogru dei vigili del fuoco permanenti di Trento e di un mezzo privato. Solo verso le 10 la statale è stata riaperta in entrambe le direzioni e i camion ed i tir hanno potuto riprendere il viaggio.
Per i rilievi dell'incidente sono intervenuti i carabinieri di Borgo Valsugana, a cui è spettato il difficile compito di avvisare i familiari, a partire dal figlio Simone, 32 anni, store manager presso la libreria «Feltrinelli», che vive e lavora a Verona. La dinamica è chiara, nella sua drammaticità: l'automobilista ha perso il controllo del mezzo; nessuna responsabilità da parte dell'autista del camion frigo.
«Sono troppe le croci su quella strada» evidenzia Gino Nicoletti, comandante dei vigili del fuoco volontari di Ospedaletto da 25 anni, puntando il dito contro la pericolosità della Valsugana. «Nonostante i solleciti da parte del Comune e anche da parte di noi vigili del fuoco non si è fatto ancora nulla per la sicurezza». In quel tratto rettilineo non c'è banchina: ai lati della carreggiata, dove finisce l'asfalto, da una parte c'è il fossato, dall'altra un muretto alto una settantina di centimetri che separa dalla ferrovia. La strada diventa pericolosamente stretta e senza piazzole in cui trovare «riparo» in caso di necessità. L'autista del camion frigo si è salvato solo perché al volante di un mezzo pesante: è stato portato al pronto soccorso per una visita di controllo e subito dimesso. Il corpo della vittima è stato ricomposto nella camera mortuaria dell'ospedale di Borgo.

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