Se il mercato dell'auto soffre per il crollo delle nuove immatricolazioni, gioiscono invece i meccanici e gli elettrauto. E' compito loro, infatti, mantenere «in vita» il parco macchine esistente, che diventa sempre più anziano e bisognoso di riparazioni. Nonostante le compagnie automobilistiche stiano sfoderando le più fantasiose proposte di marketing per attrarre i potenziali acquirenti e spingerli a cambiare la loro vecchia automobile, i consumatori preferiscono cautamente aspettare, «tirando avanti» con i modelli stantii.
Periodo buio, invece, per i carrozzieri, che negli ultimi due anni hanno ridotto i loro fatturati anche della metà con perdita di posti di lavoro. Le cause sono da ricercare non solo fra le pieghe della crisi economica (le piccole - e costose- incrinature delle carrozzerie sono oggi evidentemente più tollerate che in tempi addietro), ma anche fra le nuove politiche di risarcimento danno delle compagnie assicurative.
In Trentino, il settore «Autoriparazione» occupa 1.982 addetti in 647 imprese, di cui 562 associate all'omonima federazione dell'Associazione artigiani e piccole imprese della provincia di Trento. Il fatturato medio per azienda, nel 2011, si è aggirato attorno ai 216.000 euro e alla Federazione aderiscono 157 carrozzerie, 27 gommisti, 28 elettrauto e 435 fra meccanici, elettrauto e gommisti ad attività mista.
Se per i meccanici e gli elettrauto questo è un periodo d'intenso lavoro, e per conferma basta dare una rapida occhiata in qualsiasi officina, osservando le automobili, i trattori, i furgoni in paziente attesa del loro turno, sorte avversa, come si diceva, ha colpito i carrozzieri. Come spiega Paolo Malesardi, presidente della Federazione Autoriparatori degli Artigiani trentini, «molte carrozzerie hanno ridotto il numero del personale, specie quelle più grandi che sono passate dagli 8/10 addetti ad un estremo di 3/4 unità impiegate, con un calo anche del 40/50% del fatturato». Il problema è legato alle nuove politiche contrattuali praticate dalle compagnie assicurative sui sinistri. «I grandi gruppi assicurativi - spiega Malesardi - stipulano accordi di esclusiva con solo alcune carrozzerie presenti sul territorio, alle quali fanno confluire i loro assicurati in caso di danno. In questo modo, tutte le altre carrozzerie hanno ridotto drasticamente la clientela e subiscono la concorrenza tariffaria che le assicurazioni spuntano dai carrozzieri convenzionati in cambio del maggior carico di lavoro». La tariffa oraria di un carrozziere si aggira oggi attorno ai 40 euro più Iva all'ora, in convenzione la fatturazione parte dai 27/30 euro orari. «Queste politiche - prosegue Malesardi - vanno a discapito della qualità dell'intervento eseguito, che viene fatto spesso in modo frettoloso e ultimamente anche con la fornitura dei pezzi di ricambio direttamente dalle compagnie assicuratrici». L'erosione dei margini sui pezzi di ricambio è un altro elemento che rende difficoltoso il quadro dei conti presso le carrozzerie più strutturate, con molti dipendenti. Da qui il notevole calo degli addetti nella categoria.
«I piccoli lavorano meglio - spiega Malesardi - perché riescono a compensare il calo con piccoli lavori di meccanica e riparazioni».
Gli accordi diretti con le compagnie assicurative danneggiano anche il settore dei Periti, liberi professionisti a cui è demandata la valutazione del danno, che ricevono indennità per ogni perizia sempre più basse, al punto che molti non riescono più ad avere il margine per operare.
Conferma la situazione di incremento di lavoro nelle riparazioni delle officine (la carrozzeria ha chiuso i battenti già un paio di anni fa) anche il responsabile commerciale di Officine Brennero del'Iveco, Careda. Alle officine da qualche mese si lavora anche il sabato, provando così a contrastare la drammatica crisi nelle vendite del settore. «Il mercato del veicolo industriale è strettamente legato al PIL, in particolare ai settori degli autotrasporti e dell'ediliza, entrambi in crisi - spiega Careda, aggiungendo »Certo che se nessuno li usa questi camion, non si usurano e non c'è nemmeno bisogno di ripararli«. Le vendite del »patente B«, il furgoncino, sono calate del 30% rispetto allo scorso anno, mentre per i camion di grandi dimensioni, tolti quelli stradali, dove le vendite sono aumentate del 5%, il mercato si è dimezzato nel giro di 3/4 anni.




11 commenti
non ridiamo nessuno in piena crisi
@ ma perchè
oltre a guardare il prezzo di una dodge in america guardiamo anche gli stipendi e le imposte che pagano gli americani. invece da noi aumenta tutto tranne gli stipendi fermi a mille euro al mese. è così che vogliono far girare l'economia? secondo me vogliono far collassare completamente gli italiani e l'Italia. a che scopo? non so.
Ho sempre acquistato automobili usate e tenute fino alla demolizione. La più vecchia con 13 anni di vita e la più giovane di 11. Chilometri mai sotto i 190.000.
Facendo la normale manutenzione non ho mai speso cifre esorbitanti di gestione, non ho mai dovuto rifare che so il motore o la frizione, in compenso ho sicuramente risparmiato paccate di soldi per l'acquisto.
Si vede che c'è anche chi compra altrimenti chi sarebbe quel pazzo che mantiene un'attività senza riuscire a vendere?
ma chi vuoi che compri na macchina quando na panda con qualche optional vien a costare piu di 12mila euro?? uno che prende mille euro al mese no..il problema sono i salari...anche se uno lavora rischia di essere povero... io a settembre me ne vado all'estero...al di fuori dell'europa, qui non c'è speranza
mah... solitamente in momenti come questi si abbassano i prezzi, e invece sono sempre più alti. Forse è per questo che nessuno compra niente? esempio.. guardate quando costa una Fiat freemont in italia e un dodge journey (stessa macchina) in america.
dopo 16 anni di onorata carriera stavo pensando di cambiare auto ma i concessionari non mi sembrano facciano sconti cosi eclatanti.
Confermo per esperienza personale che la serietà non è una virtù diffusa nella categoria. Purtroppo dei meccanici ne abbiamo bisogno come del medico: ci dobbiamo fidare e possibilmente andare sempre da chi ci da maggiore fiducia.
Della serie la crisi è crisi da una parte e pone nuovi sviluppi dall'altra. Ma poi chi ha detto che bisogna cambiare la macchina ogni 3 - 4 anni? Una macchina può durare benissimo una decina d'anni se la mantieni efficiente!....
ridono perchè ci fregano alla grande. tu vai con un problema, teoricamente te lo risolvono e 2 settimane dopo salta fuori un problema molto più grosso. perchè così funziona in italia e non solo nel sud.
ridete ridete che intanto io piglio il trento e vi frego tutti lo stesso! e son contento per i carrozzieri...per mettere a posto la carrozzeria per colpa di una grandinata mi han chiesto una cifra superiore al valore della macchina stessa! che si adeguino anche loro coi prezzi esosi che hanno