Scalo di Bolzano,  le perdite le paga Trento

Caro Direttore, l'ultima uscita sull'aeroporto di Bolzano ha lasciato un po' sorpresi i trentini, pur essendo abituati alle fantasiose proposte della nostra classe politica. Entrare nella società dell'aeroporto, con tutto quello che già si conosce pone se non altro alcuni interrogativi.
Abbiamo un aeroporto a circa 90 km (Verona) servito da autostrada e che viene considerato uno tra i primi 15 in Italia, con un raggio di rotte e collegamenti che portano in Europa e nel mondo. Se consideriamo la distanza di Malpensa dal centro di Milano o di Fiumicino dal centro di Roma, si vede che i tempi di percorrenza sono perfino maggiori, con un traffico certamente più caotico.
Che le cose all'aeroporto di Bolzano non vadano nel migliore dei modi lo sa anche l'ultimo lettore dell'Adige, non occorre certo entrare nella stanza dei bottoni. Che la collocazione sia molto particolare, in mezzo alle montagne non è certamente un problema risolvibile. E che si abbiano altri efficienti aeroporti vicini, come Innsbruck, non consente di sottovalutare i costi di voler pervicacemente mantenere a Bolzano un aeroporto, con la scusa che altrimenti non c'è sviluppo turistico, non c'è scambio con l'esterno, ecc. Non è un distributore di benzina, uno ogni tot chilometri! Però se così deve essere, non vedo perché noi trentini dovremmo assumerci, come ha detto Durnwalder, un terzo dei problemi, e quindi un domani un terzo delle perdite ed eventualmente del fallimento dell'impresa.
Sembra che sia facile oggi affrontare queste grandi imprese, tanto se vanno male non sono mai i grandi manager a pagare. Lo abbiamo già visto con Alitalia, le Ferrovie ed altre grandi imprese. Enormi buchi neri che hanno contribuito allo sfascio del Paese e per i quali non c'è un responsabile. Fino alle dichiarazioni di Moretti, ad delle Ferrovie, che si limita a dire: «Non abbiamo soldi, chiudiamo le tratte regionali. Il Governo deve intervenire». E voilà il grande pensiero industriale è fatto. Non uno straccio di proposta, di piano, di progettualità.
Credo che compito di un manager serio sia quello di sforzarsi di risolverli i problemi e non di scaricarli sugli altri e soprattutto sul Governo. Ormai si sente solo dire che deve pensarci il Governo. La classe dirigente di qualche decennio scorso, quella che ha fatto grande l'Italia, non scaricava sempre sulle istituzioni i propri errori e le proprie carenze. Oggi si fa così. E domani a Bolzano? Se andrà male, pagherà mamma Provincia, si cercherà un altro incarico per chi lascia, magari senza nemmeno scusarsi, e noi come al solito ci metteremo del nostro.

Rita Grisenti

La risposta del Direttore

L'aeroporto di Bolzano ha un passivo gestionale annuo di 1,8 milioni di euro su 4 milioni di bilancio. Il piano nazionale di razionalizzazione del sistema aeroportuale previsto dal governo Monti ne fa prevedere la prossima chiusura, visto che si trova al 41° posto per volume di traffico tra i 47 aeroporti italiani. I soli voli rimasti (escluso qualche charter estivo) sono quelli per Roma.
La Provincia Autonoma di Bolzano, su cui grava il costo e i bilanci in rosso dello scalo di San Giacomo, dopo aver a lungo rifiutato qualsiasi collaborazione con Trento e aver sempre rispedito al mittente l'idea di un sistema regionale dei trasporti (e quindi anche delle politiche aeroportuali), ora è alla ricerca di qualcuno che si assuma le perdite. E sembra averlo trovato: la Provincia Autonoma di Trento.
Spacciandola per una genialata strategica, lo stesso giorno in cui chiede di abolire la Regione per risparmiare sulle spese, Durnwalder annuncia l'offerta ai trentini del 30% della società aeroportuale. La Provincia di Trento dovrebbe sborsare subito 2,8 milioni, e poi farsi carico delle perdite dei prossimi esercizi, fino a quando arriverà la chiusura dello scalo. Il Landeshauptmann ha dichiarato che l'operazione è di sicuro vantaggio, in quanto i costi non dovrebbe più sobbarcaseli la sola Provincia di Bolzano ma verrebbero equamente ripartiti con Trento.
Che Durnwalder cerchi di fare il furbo Bauer sudtirolese, diffidente con il prossimo ma pronto a rifilargli la sola, ci sta anche. Fa parte del personaggio e della sua leggendaria arguzia contadina. Che la Provincia di Trento, dopo essersi vista rispondere picche per anni, adesso si faccia infinocchiare così a cuor leggero, ci sta un po' meno.
Misteri della politica: o a Trento ci sono ancora troppi soldi, tanto da permettersi di buttarli dalla finestra, o sotto c'è una cambiale in bianco che Trento si era impegnata a onorare. In tal caso sarebbe bene saperlo, prima di finire becchi e bastonati.

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La risposta del direttore è impeccabile, condivido totalmente.
PS: digitare per curiosità su una qualsiasi mappa online il tempo di percorrenza da TN su Verona, e su Bozen airport!
(considerando che Trento non è tutto il trentino, c'è anche Rovereto, Ala, Arco...).

concordo al 100% con il direttore e con il lettore. come è possibile raccogliere un simile fardello inutilmente? inoltre l'areoporto di bolzano viene raccontato da anni come assurdità. stella ci ha già scritto fiumi di parole astiose...mettere il c--- nelle pedate a chi giova?

la cambiale in bianco c'è e non è neppure misteriosa: togliere la'utonomia a bolzano è impossibile, a trento lo è finchè c'è bolzano. Quindi trento deve obbedire. E poi l'SVP ha sempre dato una mano non disinteressata a patt e upt. Il timore è che questa sia solo la prima richiesta.

...nessuno della PAT sia così orgoglioso da valutare seriamente i dati nazionali/internazionali del traffico aereo. Ormai gli aeroporti minori e (per fortuna/sfortuna) collocati in zone "non adatte" sono DESTINATI a MORIRE! Il traffico deve essere MOLTO sostenuto perché la cosa funzioni, e BZ non è certo in questa condizione. Eppoi, non si parla di treno veloce o meno? E fare una superlinea VR-TN-BZ, che sfrutti al meglio l'aeroporto veronese (tra le altre cose, partecipato da TN)?!

Non é che la cambiale in bianco e quella che dice :" io ti lascio la Regione, e non faccio rogne, ma tu mi paghi i buchi dell'aeroporto?"

L'aereoporto di Bolzano va DEFINITIVAMENTE CHIUSO per quanto riguiarda i voli di linea e charter. Resterà come scalo per esigenze di protezione civile, militari e per gli aereomobili leggeri privati. Una delle poche cose che Monti ha fatto è proprio chiudere questi inghiottitoi di soldi pubblici. Chi vuole prendere l'aereo se ne vada a Verona.

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