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Ex consiglieri, quanta fatica

a restituire i vitalizi

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Poco o nulla si muove in tema di restituzione degli anticipi sui vitalizi, in contanti o sotto forma di Fondo Family, dovuti in base alle leggi regionali approvate nel 2014, che avevano rivisto al ribasso i privilegi concessi agli ex consiglieri regionali. In risposta a un’interrogazione presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi il presidente del consiglio regionale, Thomas Widmann, ha fornito le tabelle con la situazione, consigliere per consigliere, alla data del 30 novembre scorso e le novità rispetto a un anno fa si contano sulle dita di una mano.

La più rilevante è che la ex consigliera altoatesina Juliane Unterberger, che aveva avuto l’anticipo pur non avendo ancora il requisito anagrafico per l’erogazione del vitalizio, ha restituito con gli interessi l’intera somma dovuta effettuando un bonifico sul conto del consiglio regionale da 37.999,57 euro.

Per il resto solo piccoli aggiustamenti con i versamenti parziali effettuati da Iva Berasi e dall’ex governatore trentino Lorenzo Dellai, che avevano ottenuto il permesso di restituire la somma dovuta a rate e che così stanno facendo. Si sta inoltre un po’ alla volta ingrossando il flusso di denaro che alcuni consiglieri restituiscono mettendo a disposizione i versamenti come contributo obbligatorio al Fondo di solidarietà; dai poco più di 35.000 euro dell’anno scorso si è passati a più di centomila euro grazie ai versamenti effettuati da Mauro Gilmozzi, Nerio Giovanazzi, Tiziano Mellarini, Andreas Pöder e Veronika Stirner.

Per quanto riguarda gli 87 ex consiglieri che alla data della nuova legge già ricevevano l’assegno vitalizio e che con la nuova normativa devono restituire complessivamente più di 10 milioni di euro, finora ne hanno restituiti poco più della metà e nell’ultimo anno nulla si è mosso a parte le poche migliaia di euro rientrate nelle casse del consiglio regionale grazie alla trattenuta della metà dell’importo mensile riconosciuto a Niccolò Cadonna, che ha esaurito il suo piccolo debito restituendo l’intera cifra di 14.602,90 euro, e a Mario Pollini, che è arrivato alla cifra di 33.116 euro rispetto ai 51.108,78 dovuti.

Situazione congelata insomma, anche perché non è stata più attivata la riscossione coatta che lo scorso anno di pensava di affidare a Trentino Riscossioni ma che invece in via cautelativa si è preferito rinviare e condizionare all’esito delle cause civili avviate da ex consiglieri che hanno presentato ricorso. A questo proposito i tempi sono ancora quantomai incerti. Recentemente la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza in materia di vitalizi spetta al tribunale ordinario ma è probabile che sulla costituzionalità della legge di riforma del 2014 si debba esprimere anche la Corte Costituzionale, a cui si sono appellati i legali dei ricorrenti.

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