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La giunta taglia gli aiuti internazionali

Protestano 41 docenti dell'Università

e parte lo scontro fra Pd e Lega

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41 docenti dell’Università degli Studi di Trento, appartenenti a 9 diversi dipartimenti dell’ateneo in una lettera aperta si augurano «che i cambiamenti annunciati dalla nuova legge provinciale sulla cooperazione internazionale non si traducano in tagli alla spesa, ma in proposte che valorizzino le dimensioni umana, sociale e ambientale».
«Per noi, infatti - si legge nella lettera aperta -, la cooperazione internazionale è un canale formidabile per la formazione dei giovani, per la ricerca scientifica collegata all’azione e alla valorizzazione dei territori. La cooperazione è ormai parte integrante del mondo universitario e viceversa, le Università sono a pieno titolo attrici di una cooperazione internazionale che cambia con le rapide trasformazioni sociali ed economiche, locali e globali».

«Con una buona cooperazione si fa buona ricerca, si formano futuri professionisti e si creano legami e rapporti destinati ad aumentare il valore del territorio e delle sue realtà sociali e produttive. La cooperazione e i fondi ad essa destinati non vanno confusi con l’assistenzialismo e con la semplice internazionalizzazione d’impresa. Incorporando le prospettive della sostenibilità e della responsabilità sociale, la cooperazione può aiutare a uscire dal paradigma della globalizzazione competitiva e predatoria, offrendo un sistema di relazioni e una condivisione di valori con territori vicini e lontani. Siamo aperti al dialogo e pronti a mettere a disposizione le nostre competenze nella formulazione delle future politiche e strategie di cooperazione internazionale del sistema Trentino», conclude la lettera.

Tutto nasce dalla preparazione dell’assestamento di bilancio provinciale, in cui la giunta Fugatti conferma i pesantissimi tagli alla cooperazione internazionale (da 10 a 2 milioni, forse), dirottando i fondi sul trasporto pubblico agevolato: quiindi trasporti pubblici meno cari per gli studenti e i disabili. Agevolazioni per le famiglie che fanno fare sport ai propri figli e più aiuti al reddito delle donne in difficoltà. Tutto questo finanziato con almeno quattro dei 10 milioni che da quest’anno finiranno solo in una percentuale minima, ancora da quantificare (si parla di non più di 2 milioni, ndr), sotto la voce “solidarietà internazionale”. Lo ha fatto sapere la giunta provinciale, in trasferta a Tesero.

A due giorni dall’inizio della tornata consiliare, incentrata sull’assestamento di bilancio, Maurizio Fugatti ha spiazzato tutti. Non tanto per l’annuncio di ridurre i fondi da destinare alle associazioni che portano avanti progetti solidali all’estero - nell’aria da tempo - quando sulle modalità del loro riutilizzo.
«Secondo noi - ha dichiarato il presidente della Provincia - è arrivato il momento di fare dei ragionamenti diversi su quello 0,25% del nostro bilancio che finora finivano regolarmente fuori dal Trentino, anzi dall’Italia». E ha aggiunto: «È più opportuno pensare ad aiutare i giovani, le famiglie e le donne lavoratrici. I trasporti gratuiti agli ultra-settantenni e le misure per incentivare le nascite hanno riscosso ampi consensi. Segno evidente che la strada intrapresa è quella giusta e che nel settore del sociale c’è parecchio da fare».

La giunta provinciale è innanzitutto intenzionata a forzare le tappe per “portare a casa”, se possibile entro la ripresa delle lezioni, gli abbonamenti ai trasporti scontati per gli studenti. Maurizio Fugatti ha fretta: «Basta una delibera per farla. Io credo che le famiglie, sotto un certo parametro Icef, che hanno figli in età scolare apprezzeranno. Prevediamo anche di proporre, al momento le modalità dell’intervento è ancora in fase di studio, dei vantaggi che facilitino i disabili a muoversi».

Sulla questione, ha attaccato a fondo l’ex assessore provinciale Luca Zeni (PD). Il quale ha ricordato come questa giunta a trazione leghista si sia lasciata scappare i milioni di finanziamento contro il dissesto idrogeologico (unica regione in Italia), togliendo poi risorse alla cooperazione internazionale per fare cassa sugli altri capitoli sguarniti.

«Sono toni di inaudita violenza politica, quelli con cui il consigliere del Pd Luca Zeni attacca il presidente della giunta Fugatti sulla cooperazione internazionale; toni violenti e seguiti da un buon numero di fake news», gli ha replicato la consigliera provinciale della Lega Mara Dalzocchio.

«Infatti Zeni da una parte afferma che complessivamente i milioni di euro della cooperazione internazionale sono pochi rispetto al bilancio provinciale - come se quelli da lui risparmiati col taglio delle guardie mediche fossero stati chissà quanti -, dall’altra accusa la giunta di aver perso i 5 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico. Peccato che i tempi tecnici per aggiudicarsi i fondi contro il dissesto - presentando quindi i progetti necessari per ottenerli - non ci fossero, essendo poco il tempo intercorso tra la calamità e le scadenze burocratiche per detti fondi; senza dimenticare che ci saranno altri modi, più avanti, per recuperare quei 5 milioni», così Dalzocchio.

«Peccato, ancora, che la “quota fissa” di bilancio, tenuta in tutti questi anni per la cooperazione internazionale, non ci sia stata per la sanità e l’assistenza dei trentini, che infatti il 21 ottobre 2018 hanno bocciato inappellabilmente proprio il partito di Zeni e la sua coalizione. Tengo inoltre a rassicurare il collega consigliere che non c’è alcuna contrapposizione tra trentini e stranieri nè la volontà di crearla, proprio per niente; solo, c’è la volontà di dare la precedenza, in tutti i provvedimenti, a chi a questa provincia ha dato tanto, oltre a viverci da anni ed anni» conclude Dalzocchio.

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