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Deflusso minimo vitale:

la giunta cambia le regole

e introduce più «flessibilità»

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A poco meno di quattro anni dalla sua introduzione (dicembre 2015), la Giunta provinciale ha provveduto stamane ad aggiornare la disciplina che regola il rilascio dei deflussi minimi vitali (DMV) dei corsi d’acqua provinciali. Il provvedimento, che porta la firma dell’assessore all’ambiente Mario Tonina, apporta alcune modifiche alla normativa nel segno della semplificazione e del riconoscimento di alcune esigenze particolari, quali ad esempio quelle manifestate dalle troticolture.

A fine 2015 è stata disciplinata l’attuazione del rilascio del deflusso minimo vitale (DMV) dei corsi d’acqua da parte di tutte le concessioni esistenti che non lo avessero già fatto, come previsto dal Piano di Tutela delle Acque dello stesso 2015. La delibera in questione imponeva ai concessionari, a partire dal 2017, il rilascio prioritario di un DMV determinato temporaneamente in 2 litri al secondo per ogni chilometro quadrato di bacino scolante al punto di prelievo. Le misure adottate erano graduali, volte al miglioramento della qualità dei corpi idrici, con effetti misurabili nel tempo e, pertanto, da rivalutare periodicamente.

Applicando la citata deliberazione alle condizioni effettive di circa un migliaio di derivazioni esistenti, gli uffici provinciali preposti - coordinati in uno specifico tavolo tecnico - si sono trovati a doverne interpretare le disposizioni, per salvaguardare sia il rispetto dei predetti principi sia la concreta possibilità – anche in casi non esplicitamente previsti – di attuarli e di verificarli in modo agevole ed efficace.

Alla luce del lavoro dei tecnici, si è dunque deciso -spiega l’assessore Tonina - di aggiornare il testo iniziale con le seguenti modifiche:
• prevedere la possibilità di imporre soluzioni di rilascio particolari, adeguatamente motivate e nel rispetto dei principi generali alla base della delibera;
• prevedere una disciplina peculiare per le derivazioni ad uso ittiogenico (troticolture e allevamenti), per consentire il prelievo anche in condizioni di carenza idrica applicando un rilascio percentuale rispetto alla portata disponibile, purché vengano garantiti adeguati accorgimenti volti a salvaguardare la qualità dei corsi d’acqua interessati;
• semplificare il calcolo del DMV per le derivazioni sottese dalle Grandi Derivazioni Idroelettriche (GDI) nell’attuale periodo transitorio (cioè fino alla loro valutazione ambientale e riassegnazione) purché la qualità del corso d’acqua interessato sia buona;
• prevedere un regime agevolato per le derivazioni a soccorso di altre, purché ambientalmente compatibile, poiché si tratta di derivazioni attivate solo in casi straordinari.

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