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Olanda, exit poll delle europee

laburisti avanti, frenata populista

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Niente onda sovranista ma successo socialdemocratico e tenuta dei liberali, stando agli exit poll delle elezioni europee resi noti ieri sera dalla tv olandese Nos.

I laburisti del PvdA sono accreditati con sei seggi al Parlamento europeo, seguiti dai liberal-conservatori (VVD) del premier Mark Rutte con quattro seggi, mentre ne otterrebbe soltanto tre - malgrado i sondaggi ne avessero pronosticato la vittora -  l'antieuropeo e xenofobo Forum per la democrazia guidato da Thierry Baudet. Tre europarlamemntari andrebbero anche ai Verdi di sinistra di Jesse Klaver.

L'altra forza sovranisrta di estrema destra, il Pvv anti-immigrazione di Geert Wilders, conquisterebbe un solo seggio secondo un primo exit poll, nessuno stando a una successiva rilevazione d'opinione.

Aumenta l'affluenza alle elezioni Europee in Olanda, rispetto a quelle del 2014. Secondo la proiezione dell'Ipsos, ieri ha votato il 41,2% degli olandesi contro il 37,3% di cinque anni fa. È stato centrale anche il tema della lotta ai cambiamenti climatici che, secondo analisti, ha polarizzato il dibattito relegando in secondo piano le tradizionali divisioni sinistra/destra.

Dalle urne, se fosse confermato questo risultato, uscirebbe rafforzata la candidatura socialista di Frans Timmermans quale successore del popolare Jean-Claude Juncker alla guida della commissione Ue.

Londra al voto dilaniata dalla Brexit, May verso l'addio - Un primo ministro sotto sfratto alla vigilia del voto. Si consumano le ultime ore di Theresa May a Downing Street mentre una Gran Bretagna dilaniata dallo stallo parlamentare sulla Brexit apre la tornata delle elezioni Europee del 2019: appuntamento al quale, in tempi di sfide fra sovranisti e non, il Regno non avrebbe neppure dovuto partecipare a rigor di logica, a ben tre anni dal referendum che sulla carta nel giugno 2016 ne aveva suggellato l'addio all'Ue.

La corsa per la scelta dei 73 eurodeputati isolani a Strasburgo - tutti sub iudice e destinati a uscire di scena nel momento in cui il divorzio fosse finalmente formalizzato - non appassiona in effetti quasi nessuno oltremanica, dove del resto l'affluenza per questo tipo di consultazione è sempre stata marginale: sotto il 40%. Non solo perché i risultati si sapranno domenica 26, quando voterà il grosso degli altri Paesi. Ma soprattutto per i venti di crisi politica scatenatisi a Londra, e accompagnati per colmo di disgrazia anche dal crac di British Steel, industria dell'acciaio con 5000 lavoratori a rischio.

Oggi voteranno l'Irlanda e la Repubblica Ceca, domani, sabato, toccherà a Lettonia, Malta e Slovacchia mentre domenica a tutti gli altri Paesi.

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