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Settanta fascisti a piazzale Loreto

«Onore a Benito Mussolini»:

sono ultra della Lazio, indagati

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Alcune decine di neofascisti hanno srotolato vicino a piazzale Loreto, uno striscione con la scritta “Onore a Benito Mussolini Irr”. Si tratterebbe di un gruppo di ultras Irriducibili della Lazio, che questa sera affronta a San Siro il Milan in Coppa Italia.«È una cosa allucinante - è sbottato il presidente milanese dell’Anpi Roberto Cenati - Una nostra iscritta ci ha avvisato delle striscione portato da una settantina di persone che hanno intonato canti e slogan fascisti e hanno fatto saluti romani».
Il tutto alla vigilia del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazi-fascismo.

Piazzale Loreto è uno dei luoghi simbolo della Resistenza milanese. Qui infatti furono esposti i cadaveri di 15 partigiani e, otto mesi più tardi, quelli dello stesso Mussolini e di Claretta Petacci. «Chiediamo alle autorità di individuare i responsabili - ha aggiunto Cenati -. Le organizzazioni neofasciste vanno sciolte applicando le leggo Scelba e Mancino, è ora di dire basta».

È “manifestazione fascista”, prevista dall’articolo 5 della Legge Scelba del 1952, l’ipotesi di reato per la quale potrebbero essere denunciati ed indagati gli ultrà della Lazio che oggi, vicino a Piazzale Loreto e alla vigilia del 25 aprile, hanno esposto uno striscione con su scritto ‘Onore a Benito Mussolinì e fatto saluti romani.
Prima di iscrivere formalmente il fascicolo, comunque, la Procura milanese dovrà ricevere un’informativa dalla Digos che è al lavoro per identificare gli ultrà. 

L’articolo 5 della Legge Scelba punisce con la reclusione fino a 3 anni le “manifestazioni fasciste” e, in particolare, “chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste”.
Gli investigatori della Digos milanese, in collaborazione con i colleghi di Roma, stanno identificando le decine di ultrà che hanno esposto lo striscione, gridato frasi inneggianti a Mussolini e fatto saluti romani, attraverso foto ed immagini di chi ha ripreso la scena. E a partire, in particolare, da una fotografia scattata da una persona che stava passando in corso Buenos Aires, vicino a Piazzale Loreto, dove è avvenuto il blitz neofascista.
Di recente, nel febbraio scorso, il Tribunale di Milano ha assolto perchè “il fatto non sussiste” tre persone che erano accusate di avere violato l’articolo 5 della legge Scelba durante una cerimonia commemorativa dei caduti della Repubblica sociale, che si svolge ogni anno al campo X del cimitero Maggiore nel capoluogo lombardo. In quel caso il giudice ha ritenuto che l’avere urlato il motto nazista ‘Sieg Heil’ ed esposto uno stendardo della ‘associazione combattenti 29esima divisione granatieri Waffen-SS’ poteva essere ritenuta una “manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita”, che non ha attentato alla “tenuta dell’ordine democratico”. Una manifestazione “costituzionalmente garantita, all’interno di un contesto commemorativo”. Il blitz di oggi, però, è avvenuto in strada davanti ai passanti.
Sempre di recente, poi, il pm di Milano Piero Basilone ha chiesto tre mesi di carcere per quattro dirigenti di Lealtà azione per una manifestazione con saluti romani sempre al campo X del cimitero Maggiore, il 25 aprile 2016.

«Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista» ha scritto sulla sua pagina Facebook il sindaco della città, Giuseppe Sala, commentando quanto accaduto vicino a piazzale Loreto.
«Anche cercando di non drammatizzare, non si può non capire che si stanno superando certi limiti - ha concluso -. E che la denuncia di tutto ciò spetta soprattutto alla politica. A tutta la politica però». Alludendo alla presa di distanza del ministro Salvini che ha annunciato non parteciperà alle cerimonie del 25 Aprile.

«È un autentico sfregio a Milano, Città medaglia d’oro della Resistenza» il blitz con cui un gruppo di ultras della Lazio a piazzale Loreto, secondo l’ex sindaco Giuliano Pisapia. «Domani - ha aggiunto Pisapia, ora capolista del Pd alle europee - la città, in occasione della manifestazione in ricordo del 25 aprile, cancellerà questa inquietante e vergognosa provocazione neofascista. I valori della resistenza sono le radici su cui si è costruita la nostra Repubblica».

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