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Il Consiglio provinciale approva:

telecamere in asili e ospizi

ma solo «volontariamente»

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Asilo, telecamere, controllo

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L’unico caso in Trentino, fu 5 anni fa: tre operatori della Casa di Riposo di Vigo di Fassa vennero incriminati (e condannati in primo grado), per maltrattamenti ad un anziano ospite.

Una situazione felice. Eppure il Consiglio Provinciale di Trento ha approvato oggi, con votazione per parti separate e con testo riscritto con la Giunta, una mozione presentata dal consigliere Giorgio Leonardi (Forza Italia) che impegna la Provincia a valutare la possibilità di installare nelle scuole materne, nelle case di riposo e nelle strutture di assistenza, su base volontaria e d’intesa con gli operatori, sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso per prevenire maltrattamenti di bambini, anziani e disabili.

Il testo prevede poi di «favorire la divulgazione di buone prassi in tema di segnalazioni tempestive di condotte inappropriate, sempre considerando la prevenzione come la prima forma di contrasto di tali fenomeni».

Ovviamente, come è chiaro dal testo approvato, si tratta di una «possibilità», a cui le strutture possono aderire «su base volontaria». Non solo: serve anche una «intesa con gli operatori». Cioé deve essere d'accordo chi ci lavora (ma i sindacati la scorsa settimana avevano detto che non se ne parla neanche). Le critiche al provvedimento nel nostro articolo del 9 gennaio scorso

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