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Turismo, Apt, tassa di soggiorno

ecco la (cauta) ricetta Failoni

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Ridurre il numero delle Apt premiando chi lavora assieme, aumentare le risorse, bilancio permettendo, alla promozione. Combattere la burocrazia e avere un maggior dialogo con il settore della formazione. Roberto Failoni, leghista, assessore della giunta Fugatti con competenze su turismo, commercio, artigianato e sport, spiega alcuni degli obiettivi cui punta durante questa consigliatura.

Assessore nell’assemblea Asat di qualche giorno fa ha parlato di voler portare in Trentino più turisti di qualità. Come pensate di fare? «Sicuramente la mia è una grande sfida, perché soprattutto alcuni territori hanno raggiunto il limite e quindi occorrerà capire se si può dare aiuti a chi fa qualità e per aumentare i servizi per il turista. Puntiamo poi su mercati dove c’è alta capacità di spesa e dove sciare costa molto di più. Negli Usa ad esempio siamo presenti da un paio di anni come promozione e cominciano ad arrivare i primi gruppi e può essere un mercato interessante, occorre però avere pazienza».

Serve però aumentare la qualità di alcune aree. Come fare? «Determinati territori per elevare la qualità hanno bisogno di investimenti e dovremo ragionare con la nuova giunta. Entro la fine di gennaio vorrei capire cosa manca alle varie zone del Trentino e le loro peculiarità e mettere giù la strategia per i prossimi cinque anni non solo per il turismo ma anche per commercio e artigianato».

Quali i punti principali? «Al primo posto tra le preoccupazioni nei miei settori c’è la burocrazia, a gennaio saranno chiamate tutte le associazioni provinciali da Fugatti e si lavorerà su questo aspetto. Poi visto il problema gravissimo del maltempo, dobbiamo capire cosa realmente possiamo fare. Intanto, nei miei incontri vedo che la gente apprezza molto il fatto di essere ascoltato, prima forse non è stato fatto».

Ma ci può spiegare meglio cosa farà? «Ho le idee molto chiare per il turismo, perché vengo da questo settore, e farò tavoli seri per arrivare a conclusione in tempi brevi anche sullo sport e l’artigianato e il commercio».

Lei ha preannunciato forti cambiamenti per Trentino Marketing. Il manager Maurizio Rossini resterà o no? «Per Trentino Marketing dico che per il cda stiamo iniziando i primi ragionamenti, sarei scorretto a dirle cosa abbiamo deciso. Con il presidente e la giunta ne discuteremo, ma per ora non abbiamo ancora deciso».

E sulla tassa sul turismo cosa farete? La abolirete?
«Per quanto riguarda l’imposta di soggiorno quello che raccolgo sui territori è che il turista l’ha ormai digerita, ma garantisce ai territori un ritorno inferiore a quanto promesso. Qui va fatto un ragionamento, è fondamentale la solidarietà verso i territori meno forti, ma occorre avere attenzione ai territori dove viene incassata di più. Dobbiamo ragionare come fare per vedere se si può aumentare una quota per coloro che versano di più».

Pensa a un aumento del budget per la promozione turistica? «Qualcuno leggendo il giornale riderà, perché l’obiettivo mio sarebbe quello di riconoscere una quota della tassa di soggiorno e aumentare così il budget della promozione rispetto a oggi, perché ai territori è stata tolta una quota. Le promesse fatte ai territori non sono state mantenute, mi dicono. Ma un discorso serio si potrà fare solo con il bilancio per il 2020».

Ma sulla promozione delle varie Apt come agirà?
«Il mio ragionamento è di premiare i territori che lavorano insieme, va ridotto il numero delle Apt che non può essere 16. Credo che un territorio come il Trentino, che sembra grande ma è in realtà piccolo, deve avere una strategia comune e le risorse vanno usate in maniera comune dopo una fase di concertazione. Occorre iniziare a parlarsi un po’ di più, l’assessorato deve dare l’importanza che va data all’Apt e poi arrivare al confronto con Trentino marketing. Poi c’è una cosa che lega tutti e tre i settori».

Quale? «Per commercio, artigianato e turismo c’è la grande scommessa tra scuola e lavoro, i lavori legati ai tre settori devono acquisire considerazione rispetto ad oggi e non essere considerati di serie B».

Per il commercio cosa serve? «Nel commercio mi parlano della sicurezza, aspetti che non dobbiamo sottovalutare, soprattutto su Trento e Rovereto mentre nelle valli la situazione è migliore. Per l’artigianato fondamentale è la lotta alla burocrazia».

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