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Cavalese, il Punto Nascite riapre

prima decisione della giunta

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OSPEDALE DI CAVALESE: riavrà il suo Punto Nascita dall’1 dicembre. Lo ha deciso oggi la giunta provinciale, su proposta dell’assessora Segnana, riunita a Dimaro.

Spiega il comunicato della giunta: «Due punti fermi, che danno risposte ai territori sia dal punto di vista dell’accompagnamento della donna in gravidanza, grazie alla continuità assistenziale di un’ostetrica dedicata, sia dal punto di vista della sicurezza di partorienti e neonati, grazie alla riapertura di un presidio fondamentale in un territorio di montagna, al termine di un percorso di rafforzamento del personale da parte dell’Azienda sanitaria».

Come si ricorda, le attività del punto nascita di Cavalese erano state sospese nel marzo del 2017; successivamente, dopo una articolata interlocuzione con il Ministero della Salute, il Comitato percorso nascita nazionale ha rivisto la sua decisione e autorizzato la riattivazione del punto nascita; nel frattempo l’Azienda provinciale per i Servizi sanitari ha rafforzato le operazioni concorsuali per la ricerca del personale e completato l’équipe medica. Il provvedimento adottato oggi dalla Giunta provinciale, nella sua prima riunione simbolica proprio a Dimaro, conferma la ripresa in attività del punto nascita di Cavalese a partire dal prossimo 1° dicembre.

Contestualmente - si spiega - «viene aggiornata la vigente disciplina del percorso nascita territoriale, introdotta nel 2015 con l’esigenza di garantire, attraverso l’integrazione tra servizi ospedalieri e territoriali, la qualità, la sicurezza, l’appropriatezza degli interventi, la continuità assistenziale ostetrica, l’umanizzazione della nascita. Si tratta infatti di un percorso territoriale che valorizza la figura dell’ostetrica, per la presa in carico della donna nel corso della gravidanza fisiologica a basso rischio, del parto e del puerperio nonchè del nucleo familiare. Esso si caratterizza per la presa in carico precoce e la continuità assistenziale garantita da un’ostetrica “dedicata” che opera, laddove necessario, in collaborazione con altri professionisti secondo percorsi condivisi, allo scopo di standardizzare le attività, ottimizzare le risorse e le tempistiche, garantire un livello di assistenza omogeneo sul territorio».

Nel corso del triennio 2015-2017 si è avviata una graduale estensione del percorso nascita, al fine di attivarlo via via su tutto il territorio provinciale, e contestualmente è stata riconosciuta all’ostetrica la possibilità di prescrizione delle prestazioni specialistiche e diagnostiche riguardanti il percorso nascita territoriale; è stato inoltre introdotto uno specifico ricettario “bianco” per la prescrizione da parte dell’ostetrica del Servizio sanitario provinciale delle prestazioni del percorso nascita territoriale.

Operativamente, «L’aggiornamento approvato oggi, su indicazione dell’assessore Stefania Segnana, mette a regime il protocollo operativo già introdotto dall’Azienda sanitaria in ordine alla reperibilità dell’ostetrica nei territori senza punto nascita, dall’altro recepisce le nuove “Linee di indirizzo” elaborate dal Comitato Percorso Nascita nazionale, riguardanti in particolare la gestione del travaglio e del puerperio a basso rischio ostetrico in autonomia da parte dell’ostetrica».

Non è ancora stata spiegata, però, il funazionamento dettagliato della casistica dei parti a rischio in orario notturno e festivo, cioè quell iche necessitano un rianimatore ed un medico di ostetricia presenti nelle 24 ore.


SEDE DELL'AUTOBRENNERO: «La sede della società BrennerCorridor, che gestirà l'Autostrada del Brennero, resterà a Trento». Lo ha ribadito il governatore trentino Maurizio Fugatti dopo la seduta della giunta provinciale. "E' stato di una scorrettezza istituzionale senza precedenti il voto della giunta regionale a due/tre giorni dalle elezioni, che prevedeva lo spostamento della sede a Bolzano", ha aggiunto il presidente della Provincia autonoma di Trento, ricordando che "Trento è la sede storica dell'A22".


FONDI PER IL MALTEMPO: In primo luogo, la Giunta ha approvato l’Accordo di solidarietà, per il quale c’è già un’intesa di massima con le associazioni imprenditoriali e sindacali, per promuovere una raccolta di fondi a favore del territorio e della popolazione. Con tale accordo si prevede, anche sulla base di analoghe esperienze realizzate in passato in occasione di gravi calamità, di realizzare una concreta iniziativa di solidarietà, che coinvolga anche i lavoratori ed i datori di lavoro del settore pubblico e di quello privato. E’ prevista la possibilità per i dipendenti pubblici di versare delle cifre a supporto di chi ha bisogno, con delle risorse, a decisione dell’interessato, trattenute direttamente. Cittadini e lavoratori, imprese e associazioni di categoria potranno quindi contribuire ad una iniziativa che si affianca a tutte le altre azioni sviluppate in questi giorni dai vari soggetti coinvolti nell’emergenza maltempo.

Viene dunque formalmente attivato il Fondo di solidarietà «CALAMITÀ TRENTINO 2018», nel quale confluiranno i contributi versati dai lavoratori, dai datori di lavoro nonché da quanti vorranno aderire mediante un versamento libero e volontario. Il contributo del lavoratore è pari al compenso spettante al singolo lavoratore per una o più ore di lavoro o può essere determinato, in base alle esigenze organizzative delle amministrazioni stesse, anche in quote pari a 10,00 euro ciascuna. Per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche le modalità di versamento volontario del contributo saranno determinate con apposite istruzioni operative impartite dagli enti stessi sulla base delle direttive promosse dalla Provincia. ll contributo volontario del datore di lavoro è indicativamente pari alla somma complessivamente versata dai lavoratori propri dipendenti.

Per i versamenti tramite bonifico bancario, come specificato nella campagna di informazione già avviata, l’IBAN da utilizzare è IT12S0200801820000003774828. E’ importante indicare la causale «CALAMITÀ TRENTINO 2018». I fondi raccolti saranno gestiti da un tavolo tecnico, il cui funzionamento e la composizione saranno definiti d’intesa tra i sottoscrittori dell’Accordo, su proposta della Provincia.

Tenuto conto che gli eventi calamitosi comportano significative ricadute finanziarie sul bilancio dei comuni, la Giunta, in accordo con il Consiglio delle autonomie locali, ha adottato in via preliminare una delibera con la quale viene estesa al 2019 la possibilità per i Comuni di richiedere fabbisogni straordinari di cassa sulle somme concesse in parte corrente, entro un ammontare massimo di 35 milioni, a fronte di comprovate esigenze di liquidità. Inoltre, con una modifica al protocollo d’intesa in materia di finanza, anche questa adottata in via preliminare, viene posticipato al 31 dicembre, rispetto al 30 novembre, il termine per la presentazione delle variazioni di bilancio dei Comuni. Il termine del 31 dicembre per l’approvazione dei bilanci di previsione 2019/2021 viene invece posticipato al 31 marzo, con l’autorizzazione all’esercizio provvisorio fino, appunto, a tale data. Infine viene differito al 15 febbraio 2019 il termine previsto per la presentazione all’organo consiliare dello schema di bilancio di previsione e del documento unico di programmazione relativo al triennio 2019/2021.

La Giunta, infine, ha ratificato l’intesa, già espressa in via d’urgenza dal Presidente della Provincia il 15 novembre, sullo schema di ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile che predispone i primi interventi urgenti di protezione civile nelle regioni colpite dal maltempo.


 

Il tutto è stato deciso nella prima seduta della nuova giunta, in Val di Sole. Il sindaco di Dimaro Andrea Lazzaroni ha accolto questa mattina il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e tutta la Giunta provinciale che ha deciso di svolgere la prima seduta della legislatura nella sala del Consiglio del Comune solandro, il più colpito dall’ondata di maltempo che ha devastato anche il Trentino nelle scorse settimane.

Lazzaroni ha ringraziato il presidente Fugatti per la vicinanza che ha portato nel corso delle drammatiche vicende che hanno colpito Dimaro e gli assessori per la presenza di questa mattina, ma anche il consiglio comunale di Dimaro che ha dato «prova di grande coesione ed è stato di esempio per la popolazione» e la popolazione stessa, «per aver dato la spinta a fare quanto necessario».

Nel corso della Giunta il sindaco darà conto dello stato di avanzamento dei lavori di ripristino. «E’ una prova dura - ha detto ancora Lazzaroni, - a cui tutta la Val di Sole dovrà rispondere». Ai lavori di Giunta era presente anche il presidente della Comunità della Valle di Sole, Guido Redolfi.

Il sindaco ha rivolto un accorato ringraziamento a tutte le forze dell’ordine e alla protezione civile, in particolare ai Vigili del Fuoco volontari che hanno dato un esempio di solidarietà sociale capace di impressionare in modo estremamente positivo.
Maurizio Fugatti ha detto di aver voluto essere a Dimaro per la prima Giunta della legislatura perché è stato il comune più colpito e può quindi simbolicamente rappresentare tutto il Trentino, dove tante valli sono state toccate dalla furia distruttiva del maltempo.

«Ho toccato con mano le difficoltà di questo territorio» ha detto il presidente, che ha ringraziato la Giunta precedente per la collaborazione nelle difficili prime ore successive al disastro, «ma ho visto anche un senso forte di comunità, per come è stata affrontato la situazione, la dignità e la capacità di reazione delle persone e dell’amministrazione, che si è impegnata giorno e notte senza riserve».

Il presidente ha poi rivolto un pensiero alla giovane madre vittima del disastro di Dimaro, «un evento che ha colpito tutto il Trentino» ha detto. Grande commozione, in particolare, quando il presidente, a margine dei lavori di Giunta, ha voluto incontrare di nuovo i familiari della vittima per esprimere la sua vicinanza.

Le deliberazioni di questa mattina riguarderanno anche il tema del maltempo e della ricostruzione, ha spiegato Fugatti, che ha voluto con la nuova Giunta provinciale riunita dare «un segnale forte per far ripartire prima possibile questa comunità».

 

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