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Fugatti non si dimetterà:

la Provincia lo «grazia»

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Maurizio Fugatti non si dimetterà da sottosegretario del ministero della Salute del governo Conte per candidarsi con la coalizione di centrodestra autonomista alla guida della Provincia.
Il deputato leghista lo ha deciso ieri forte del parere del direttore generale della Provincia, Paolo Nicoletti, in merito alle cause di ineleggibilità previste dalla legge elettorale provinciale. «Non mi dimetto perché non è necessario» annuncia Fugatti.
Nel parere richiesto dal capogruppo della Lega in consiglio provinciale, Alessandro Savoi, il dirigente precisa infatti di non ritenere applicabile la norma relativa alle cause di ineleggibilità, che prevede che non possano candidarsi a presidente della Provincia «i membri del Governo». Chi si trova in situazioni di ineleggibilità per potersi candidare deve dimettersi dal ruolo che ricopre; nei casi di incompatibilità, invece, e questo sarebbe dunque la situazione del sottosegretario così come nel caso dei deputati e dei senatori, le dimissioni sono necessarie solo dopo l'elezione, perché non si può essere contemporaneamente membri del Parlamento e del consiglio provinciale.
«Secondo l'interpretazione più in linea con la Costituzione - scrive nel parere Nicoletti - («Il Governo della Repubblica è composto dal presidente del consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il consiglio dei ministri») e con il principio di stretta interpretazione delle cause di limitazione dei diritti in materia elettorale, costantemente richiamato dalla giurisprudenza in materia, il sottosegretario non è un membro del Governo in senso stretto e non è un componente necessario. È, invece, un componente eventuale, che fa parte della compagine governativa intesa in senso ampio. In base a tale ricostruzione, per il sottosegretario non trova applicazione la norma sulle cause di ineleggibilità prevista dalla legge elettorale provinciale».
Il direttore generale della Provincia aggiunge che comunque, al di là del suo parere preventivo, «le decisioni in ordine alle cause di ineleggibilità e di incompatibilità sono di competenza del consiglio provinciale che si avvale, per la relativa verifica, della Giunta delle elezioni istituita presso lo stesso Consiglio, ai sensi del suo regolamento interno. Rimangono, pertanto, impregiudicate le decisioni degli organi di competenza, data la natura consultiva del presente orientamento».
Insomma, può sempre essere che dopo il voto la Giunta delle elezioni, chiamata a valutare eventuali casi di incompatibilità e ineleggibilità ritenga che Maurizio Fugatti era ineleggibile in quanto sottosegretario del ministero della Salute. Ma questa eventualità resta comunque molto remota, perché nel caso il candidato della Lega vinca le elezioni potrà contare su una composizione della Giunta delle elezioni che in maggioranza sarà composta da consiglieri del centrodestra che lo sostengono e che dunque certo non sosterranno la tesi dell'ineleggibilità. 
Nel caso, al contrario, che l'onorevole Fugatti non riuscisse a diventare presidente della Provincia, il problema non si porrebbe neppure perché ovviamente il sottosegretario si dimetterebbe subito da consigliere provinciale rimanendo al suo posto nel Governo gialloverde a Roma.

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