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Ottobre incontra Daldoss

«Rifonderemo l'Asar»

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Carlo Daldoss ha aperto una sede elettorale, un ufficio in via Brennero da cui nei prossimi giorni metterà a punto programmi, strategie e alleanze del suo Polo territoriale. Ieri ha incontrato Mauro Ottobre, fondatore di Autonomia Dinamica, una delle liste pronte a lanciare l’ex assessore alla presidenza della Provincia. E l’esplosivo ex deputato autonomista non ha perso l’occasione per sparare sugli ex compagni del Patt lanciando per la nuova coalizione un progetto ambizioso: dar vita a un nuovo grande partito di raccolta modello Svp. «Rifaremo l’Asar» assicura al termine dell’incontro, a cui ha partecipato anche Paolo Toniolli, mente programmatica di Autonomia Dinamica.
Ottobre si dice sicuro delle possibilità di vittoria del polo territoriale, convinto che il centrosinistra sia «decotto» e che la terra del «Concilio Vaticano II (?) e di Alcide De Gasperi» non possa seguire quella che definisce la «deriva leghista».
«Vinceremo - prevede - con uno scarto di 30-40.000 voti».

Onorevole Ottobre, condivide il fatto di non accogliere nel Polo territoriale i partiti storici del centrosinistra, come ha detto Valduga?
Visto che siamo di fronte a una nuova fase non si possono riproporre le vecchie formule. Hanno fatto una politica troppo lontana dalla gente e questi sono i risultati. Non possiamo accogliere col simbolo i vecchi partiti, bisogna fare un progetto nuovo e costruire poi un nuovo grande parttito territoriale per far tornare il Trentino ad essere laboratorio e anomalia. Questa volta possiamo fare veramente l’Asar, un movimento trasversale che non guardava ai partiti ma agli interessi della popolazione trentina.
Quindi la sua Autonomia dinamica è una lista di passaggio verso questo progetto politico di lungo termine?
Autonomia dinamica si scioglierà come tutte le Civiche e si aprirà una fase costituente per dar vita a un grande partito territoriale a mo’ di Volkspartei del Trentino.
Ma questa è la sua proposta o una prospettiva che Valduga e Daldoss condividono?
Al tavolo mi sembravano tutti d’accordo. Io ora lo dico in modo ufficiale: noi siamo pronti a fare questo partito territoriale. In questa fase Daldoss ci ha riconosciuto come l’area degli autonomisti in cui non potrò accogliere la classe dirigente provinciale del Patt, responsabile della catastrofe del Trentino, ma posso accogliere gli amministratori locali.
Di cosa avete parlato con Daldoss?
Oltre che delle prospettive politiche anche di questioni programmatiche, come lo scandalo del mancato utilizzo dei fondi Odi per le regioni di confine. Ci sono decine di milioni destinati a veneti e lombardi che non sono neanche stati utilizzati. Non possiamo usare l’autonomia come un bancomat, come ha fatto Rossi. Possiamo aiutare i comuni confinanti ma solo nel momento in cui dimostrano di saper progettare e realizzare.
Altri temi?
Il confronto programmatico sarà fatto nei prossimi giorni ma io ho già detto che chiederò venga istituito un assessorato degli Esteri?
Esteri?
Sì. Un assessorato che aiuti e accompagni le aziende trentine, mettendole in rete, per aiutarle ad esportare le loro merci, creando occupazione. Eppoi abbiamo bisogno di un progetto giovani e di un trilinguismo realizzabile. Vent’anni fa il Trentino correva veloce, oggi Bolzano ci ha asfaltati e questa non è una bella cosa. Bisogna cambiare questa tendenza.

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