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Elezioni, centrodestra è popolare e autonomista

Fugatti è pronto con nove tra partiti e liste

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Sono nove i partiti e le liste che tenteranno il prossimo 21 ottobre di portare il governo del Trentino nelle mani del nuovo Centro destra-popolare-autonomista. Nove, numero simbolo di generazione e rinascita. Certamente l’incontro di ieri mattina segna l’avvio di una nuova era per una coalizione che cinque anni fa si era presentata divisa e destinata a una sconfitta certa. Questa volta gli eterni oppositori, spinti dal vento leghista che spira forte nel Paese, si sono ricompattati attorno alla figura di Maurizio Fugatti e puntano decisi al bersaglio grosso.

Ai cinque soggetti che già da diverse settimane avevano puntato sull’ex segretario del Carroccio, vale a dire, oltre alla sua Lega, Agire per il Trentino, Autonomisti Popolari, Progetto Trentino e Associazione Fassa, si sono aggiunti ufficialmente anche Forza Italia, la Civica Trentina e Fratelli d’Italia mentre la nona lista sarà formata da Udc e Centro Popolare che apriranno le porte anche a fuoriusciti di altri schieramenti.

Il perimetro definitivo della coalizione è stato tracciato con una doppia riunione tenuta nell’ufficio da consigliere provinciale di Walter Kaswalder. In una prima fase Fugatti, affiancato dal segretario leghista Mirko Bisesti, si è seduto al tavolo con il leader di Agire, Claudio Cia, il segretario di Progetto Trentino, Marino Simoni, a Dario Chilovi per gli Autonomisti Popolari e ad Andrea Brocoli e Renzo Gubert. Gli ultimi due sono i referenti di Udc e Centro Popolare e hanno concordato con gli alleati l’opportunità di mettersi assieme per dare vita a una lista «del rinnovamento». La prima parte della riunione è servita anche per discutere a quali condizioni accogliere gli ultimi arrivati, le tre forze politiche che solo negli ultimi giorni hanno deciso di unirsi alla compagnia. E le condizioni sono che si aprirà ad eventuali richieste di integrare il programma ma non si accetteranno diktat o mozioni ad escludendum. Dunque porte aperte anche a Forza Italia, a Fratelli d’Italia e alla Civica Trentina, che in tarda mattinata si sono sedute al tavolo rappresentate rispettivamente da Maurizio Perego, Andrea de Bertoldi e Claudio Civettini.

Non farà parte del centrodestra la «Rivoluzione felice» di Geremia Gios, di cui fino al giorno prima Michaela Biancofiore, coordinatrice regionale di Forza Italia, auspicava il «recupero». Non ci sarà una lista del professore di Economia ma Fugatti non esclude un suo apporto come singolo: «Se vorrà collaborare è il benvenuto».

Oggi l’aspirante presidente sarà a Pinzolo assieme agli altri parlamentari leghisti trentini per incontrare Matteo Salvini. Fugatti riceverà dal leader nazionale la spinta per partire con la campagna elettorale, in attesa di capire quali saranno i suo avversari.

«Ottimo clima di collaborazione e voglia di cambiamento da parte di tutti i presenti» ha commentato ieri Mirko Bisesti ufficializzando la nascita della coalizione. «La nostra missione - scrive in un comunicato il segretario della Lega - è far capire agli elettori che un Trentino del cambiamento è possibile».

L’incontro è stata per Bisesti anche l’occasione per invitare gli esponenti politici che faranno parte della coalizione alla festa della Lega Trentino che si terrà domani. «Anche una chiacchierata - dice - è un’occasione per rafforzare la squadra e far gruppo».


CIVETTINI «OSTRACIZZATO»

Indecisa fino all’ultimo se sposare il progetto del centrodestra o imboccare una strada autonoma, magari assieme ad altre liste territoriali, alla fine Civica Trentina ha scelto Fugatti. Una decisione che ha provocato però una mezza rivolta all’interno del Carroccio. Si dà il caso infatti che i due attuali consiglieri provinciali della Civica siano Rodolfo Borga e quel Claudio Civettini eletto cinque anni fa proprio nella lista della Lega Nord. Il consigliere moriano se n’era andato dopo circa un anno tra accuse di non aver mai versato l’obolo al partito e aveva lasciato proprio Fugatti, allora anche segretario politico, come unico rappresentante nell’assemblea provinciale. È quindi comprensibile che Civettini non goda di grande popolarità tra gli ex compagni di partito e mercoledì sera in una riunione del consiglio federale in tanti hanno chiesto di subordinare la presenza della Civica Trentina in coalizione al fatto che nella lista non ci sia posto per uno che dopo aver preso i voti ed essere stato eletto grazie al partito se ne era andato sbattendo la porta. Tra i più scaldati nel chiedere l’ostracismo per Civettini c’è l’ex senatore Erminio Boso che, sebbene non fosse presente mercoledì sera, rilancia i dubbi del partito. Ma anche Claudio Cia, leader di Agire, ieri mattina non ha nascosto le sue perplessità per una presenza che considera pericolosa per la stabilità della coalizione. Cia era entrato in consiglio proprio come esponente della Civica Trentina ma se n’era andato dopo l’arrivo di Civettini per evidente incompatibilità.

Sembrano invece rientrate le pretese di Michaela Biancofiore che nei giorni scorsi aveva subordinato l’alleanza di Forza Italia con la Lega in Trentino al fatto che la formula di centrodestra venisse adottata anche in Alto Adige. A Bolzano la Lega sembra pronta a stringere uno storico accordo con la Svp tra le critiche della deputata azzurra.

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