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Elezioni, Daldoss lascia la giunta

e scende in campo con i Civici

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Ugo Rossi e Carlo Daldoss

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L’assessore tecnico della giunta provinciale Carlo Daldoss ha rotto gli indugi. Scenderà in campo alle elezioni provinciali del 21 ottobre con il «Polo civico territoriale», alternativo alle coalizioni di centrosinistra e centrodestra (oltre che ai pentastellati). L’ufficializzazione è arrivata questa mattina, insieme alle sue dimissioni da assesore tecnico della giunta Rossi. .

«Si tratterà del lancio di un progetto politico e non di una candidatura» osserva Daldoss. Un progetto «ampio e popolare, che sappia intercettare i bisogni dei trentini, per dare loro un sogno per i prossimi vent’anni».

Al fianco di colui che viene indicato come candidato presidente del cosiddetto «quarto polo» ci sarà Francesco Valduga, sindaco di Rovereto, che ha annunciato recentemente di non essere intenzionato a candidarsi e che svolgerà il ruolo di garante.

Solo ieri, attraverso le colonne dell’Adige, il segretario del Patt Franco Panizza evidenziava come non ci fossero «avvisaglie che Daldoss voglia porsi al di fuori della coalizione». La realtà - evidentemente - è un’altra. Per mesi l’assessore agli enti locali ha mantenuto i contatti con i Civici, che in lui vedono un leader carismatico, che fissa degli obiettivi e li sa raggiungere come ha dimostrato di fare con la «sua» riforma degli enti locali che negli ultimi anni ha cambiato la geografia amministrativa del Trentino.

Già a inizio luglio Daldoss aveva fatto sapere come non ci fossero «le condizioni per impegnarmi in una candidatura, men che meno a presidente, nell’attuale centrosinistra autonomista». E aggiungeva: «Se, dopo 120 giorni dal 4 marzo, i partiti che compongono il Centrosinistra autonomista sono ancora in una posizione di stallo, non voglio essere assolutamente il paravento di alcuno per questa situazione».

Agli amministratori «Civici» che comporranno una loro lista (oltre al portavoce Mattia Gottardi, si fa il nome dei sindaci di Cavedine e Frassilongo Maria Ceschini e Bruno Groff e del presidente della Comunità Vallagarina Stefano Bisoffi), si aggiungono i sostenitori di Daldoss che daranno vita ad una civica (ne farebbero parte, tra gli altri, il presidente del Consorzio dei Comuni Paride Gianmoena che non ha ancora sciolto le riserve, il presidente della Comunità Val di Non Silvano Dominici e la sindaca di Predazzo Maria Bosin).

E ancora: guardano con interesse alla novità l’ex parlamentare Mauro Ottobre con la sua Autonomia Dinamica (nomi noti in lista sono l’ex direttore di Itea Paolo Toniolli e l’ex preside Caterina Dominici) e il professor Geremia Gios che ha teorizzato una «Rivoluzione felice» per il Trentino di domani. Non mancano i «daldossiani» anche tra le fila dell’Unione per il Trentino per tornare ad essere protagonisti (a partire da Mario Tonina) e non si esclude che possa essere della partita anche l’ex presidente degli artigiani Roberto De Laurentis. Della verifica di un possibile impegno nel «quarto polo» da parte di De Laurentis - che ha ambizioni da leader e nelle settimane scorse ha lanciato la sua lista «Tre» - si sta occupando Ottobre.

La discesa in campo di Daldoss mette ora alle strette Patt (i cui vertici continuano a scommettere sul Rossi bis) e Pd, che giovedì si riunirà in assemblea per decidere tra i nomi in campo (Rossi e il giornalista Paolo Ghezzi), con l’assessore «tecnico» che farà da terzo incomodo.

Non si esclude infine una collaborazione con il nucleo dei «ghezziani».

A seguito delle dimissioni di Daldoss, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha firmato il decreto per la riassegnazione delle competenze. Rossi - informa la Provincia - assume la competenza nelle materie degli enti locali e dell’edilizia pubblica mentre il tema dell’urbanistica, catasto e libro fondiario è stato assegnato all’assessore Mauro Gilmozzi.

Il presidente Rossi esprime, anche a nome della Giunta, «un ringraziamento a Carlo Daldoss per il servizio prestato a favore della comunità, in piena coerenza e condivisione delle linee programmatiche del governo di centrosinistra autonomista in carica».

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