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Sfida tra Rossi e Ghezzi

in Upt e Pd si va ai voti

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Il documento firmato dalle forze politiche del centrosinistra autonomista nella riunione di giovedì scorso, condizionato da un Patt irremovibile nel chiedere entro il 14 agosto una risposta sul Rossi bis, ha escluso il vincolo di coalizione sul candidato presidente, che voleva dire accettare quello individuato dopo un percorso condiviso, come invece avevano stabilito l'assemblea del Pd e il parlamentino dell'Upt. Non si prevede infatti alcun percorso (primarie o altro sistema), posto che secondo il segretario del Patt, Franco Panizza, nell'incontro che probabilmente martedì prossimo la coalizione avrà con il governatore, il presidente Ugo Rossi riuscirà a convincere gli alleati a convergere sul suo nome. E di conseguenza il problema si risolverà da solo. L'assemblea e il parlamentino di Pd e Upt, dunque, nei giorni successivi non potranno che ratificare la scelta. 

Lo schema di Panizza, però, rischia di scontrarsi con un voto degli organi dei partiti che appare tutt'altro che scontato e che nemmeno i vertici di Pd e Upt sanno prevedere. E proprio ai componenti degli organi assembleari di Pd e Upt, che sono quelli ora chiamati a scegliere il candidato presidente, dopo le alchimie dei vertici sul tavolo di coalizione, si rivolge il giornalista e editore Paolo Ghezzi , che è l'altro nome in lizza, con un post su Facebook dal titolo «Fiducia e speranza», che sembra fare da controcanto allo slogan da settimane usato da Rossi che è «Impegno e fiducia».

«Il problema drammatico - scrive Ghezzi commentando l'esito del tavolo di coalizione - è che il tatticismo e l'astuzia maturati in trent'anni di abitazione dei palazzi non consentono a chi li pratica di capire che la gente è stanca delle furbizie e delle tattiche. Che ogni nuovo espediente scaltro allontana un po' di più le persone brave e competenti dall'idea di potersi impegnare in una politica bella, trasparente, giocata alla luce del sole. Questo è il vero dramma di oggi, anche in Trentino: il distacco profondo tra i vecchi riti consumati e la vita quotidiana delle cittadine e dei cittadini, i problemi e le speranze di ogni giorno».

«Noi però, - continua Ghezzi - a costo di essere smentiti, continuiamo a credere che le furbizie e i tatticismi non prevarranno: che vincerà un soprassalto di consapevolezza politica vera, adeguata ai tempi difficili che viviamo. Che i due partiti che devono pronunciarsi la prossima settimana, Pd e Upt, qualunque strada scelgano, la decidano con la libertà e la speranza che sono delle persone e dei partiti liberi e forti. Hanno due nomi bellissimi, quei due partiti: democratico (l'aggettivo più bello che ci sia, in politica) e Unione (per il Trentino), e l'unione è il bello della politica, è l'antidoto alla frammentazione, alla dispersione, all'insignificanza. Io ho fiducia e speranza in due partiti che si chiamano così».

Il Pd ha convocato la sua assemblea per giovedì 16 agosto, ma oltre al rischio molto alto che non si raggiunga alla fine il numero legale, visto il periodo, il segretario Giuliano Muzio , che se fosse per lui da mesi avrebbe indicato Rossi, è molto preoccupato dall'esito di un voto dell'assemblea, che magari per un solo voto potrebbe preferire Ghezzi. «È assurdo - dice infatti Muzio - che si affidi la decisione, che può determinare il futuro del Trentino, a un'assemblea ridotta di 35-40 persone dove può prevalere un nome anche per un solo voto. A questo punto siamo al livello del sorteggio di Grillo. Il problema è che ormai i partiti non hanno più fiduca nei loro leader». L'assemblea del Pd dovrebbe essere chiamata innanzitutto a esprimersi tra due opzioni: continuità, che vuol dire Rossi bis, o cambiamento. Solo visto l'esito di questa votazione, nel caso prevalga il cambiamento, si discuterà se fare proprio Paolo Ghezzi, nome proposto dai Verdi e altre forze minori, o proporre un nome del Partito democratico. In questo secondo caso potrebbero essere necessario riconvocare l'assemblea la settimana successiva per la scelta. In casa Upt la situazione è altrettanto confusa, soprattutto per i movimenti dell'assessore Carlo Daldoss, ormai indicato in uscita dal centrosinistra autonomista e orientato a fare il leader del polo civico. L'Upt rischia di spaccarsi al suo interno o di abbandonare la coalizione. Soprattutto se ci sarà Rossi che non piace. Ma Daldoss non convince tutti, in particolare Dellai e Fravezzi, che preferirebbero Ghezzi e soprattutto non credono nella corsa come «polo» fuori dal centrosinistra autonomista. Il Parlamentino sarà convocato per giovedì o venerdì prossimo.

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