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Provinciali, la scelta di Silvio

«Pieno appoggio a Testor»

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«Pieno appoggio alla senatrice Elena Testor, fotografia vivente dei valori dell’autonomia». Direttamente dalle stanze della villa di Arcore Silvio Berlusconi benedice l’indicazione della Procuradora di Fassa come il nome sostenuto da Forza Italia al tavolo della coalizione di centrodestra popolare autonomista per la corsa alla presidenza della Provincia. Non è uno stop all’ipotesi di indicare Maurizio Fugatti, che sembrava non avere più grossi ostacoli dopo l’incontro di sabato scorso al Lago di Cei, ma è comunque la conferma che la partita non è ancora chiusa. «Non c’è fretta, stiamo ragionando dei prossimi cinque anni di governo del Trentino. E ad oggi i nomi sul tavolo sono ancora quattro: Fugatti, Testor, Gios e Simoni» conferma il commissario provinciale di Forza Italia, Maurizio Perego.

Martedì l’ex Cavaliere ha ricevuto a Villa San Martino lo stesso Perego e la coordinatrice regionale Michaela Biancofiore per un incontro di un’ora e mezza in cui si è analizzata la situazione locale e al termine del quale Berlusconi ha assicurato il proprio impegno personale nella prossima campagna elettorale per le elezioni del 21 ottobre in Trentino Alto Adige.

«Il Presidente Berlusconi - afferma un comunicato del partito - ha apprezzato il lavoro di ricostruzione del Movimento messo in atto in questi mesi ed ha condiviso la linea politica tesa ad allargare il centro-destra alle componenti civiche, territoriali, popolari ed autonomiste al fine di raggiungere una vittoria storica». Sì insomma all’alleanza allargata alle liste locali. Quanto alle candidature, pieno appoggio a Testor ma il comunicato assicura poi che «Forza Italia non intende fare barricate per imporre una propria candidatura ma si sforzerà di collaborare nella eventuale individuazione di un profilo per la Presidenza che sia capace di raccogliere il massimo consenso non solo tra le forze politiche ma anche nella società civile in modo da allargare al massimo la base elettorale della coalizione che sarà chiamata ad un impegno straordinario per strappare la Provincia di Trento al centro sinistra e soprattutto garantire all’Autonomia un governo competente e stabile».

La trasferta lombarda e il successivo comunicato dicono insomma che sebbene Fugatti rimanga il favorito la sua candidatura torna in alto mare. L’ex segretario della Lega nei giorni scorsi aveva ribadito la sua piena disponibilità a guidare il centrodestra alle elezioni dimettendosi preventivamente da sottosegretario alla sanità, incarico di governo incompatibile con la corsa per la Provincia. Ma aveva anche fatto presente agli alleati che il tempo stringe e sarebbe ora di mettere la parola fine sul toto-presidente, sfruttando le incertezze delle altre coalizioni per assommare anche il vantaggio di partire prima, compatti, nella corsa. Una considerazione su cui Perego non concorda, spiegando come il dibattito prosegua «senza animosità» e come a breve si fisserà la data di un nuovo incontro per proseguire nella discussione.

Non tutti però concordano su questa linea. Claudio Cia, di Agire per il Trentino, considera esaurita la fase del confronto: «Si abbia il coraggio di dire con chi si vuol stare. Se vogliamo rimettere tutto in discussione vuol dire che ci siamo presi in giro fino ad ora».
Resta da capire se quando gli otto partiti, che potrebbero diventare dieci con Gios e Civica Trentina, ufficializzeranno la scelta del candidato presidente quella sarà o se l’ultima parola spetterà al tavolo nazionale composto da Salvini, Meloni e Berlusconi. «Formalemente - dice Perego - deciderà il nazionale ma sono convinto che alla fine ratificherà quanto decideremo localmente».

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