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Di Maio carica il popolo 5 Stelle

«Tranquilli, andremo al governo»

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"State tranquilli e fidatevi di me, andremo al governo". Un breve discorso, intervallato dagli applausi scroscianti della platea, tiene banco in due sale separate dell'hotel Parco dei Principi. A parlare è Luigi Di Maio. Ad ascoltarlo gli oltre trecento neoeletti - dei quali l'80% sono esordienti - arrivati al Parco dei Principi. "Un gruppo compatto e competente, più di 5 anni fa", è la constatazione che filtra dal Movimento.   

E che il gruppo sia compatto lo si vede già da come segua alla lettera gli ordini di scuderia sui rapporti con i media. Nessuna parola, neanche il nome o il cognome viene proferito dai parlamentari alla selva di cronisti che li attendono. I neoeletti arrivano in taxi, alla spicciolata, e alla fine dell'assemblea attendono pazienti il loro turno per andar via all'interno dell'albergo evitando qualsiasi contatto. A parlare sono i parlamentari della vecchia guardia, a cominciare da Danilo Toninelli e Giulia Grillo, designati capigruppo rispettivamente alla Camera e al Senato. Una scelta, questa, che sembra confermare la volontà del M5S di "prendersi" la presidenza della Camera lasciando quella del Senato - per la quale Toninelli era dato in pole - al centrodestra.   

"È un momento delicato, bisogna restare uniti", è l'appello di Di Maio che assicura come il M5S "continuerà a crescere" e che, se ci fosse un governo Pd-Lega-FI, "vedremmo lo spettacolo con dei popcorn e il nostro consenso aumenterebbe". In realtà, ad un accordo tra Matteo Salvini e i Dem il M5S non sembra credere e il concetto viene ribadito in una riunione che si tiene nel pomeriggio tra Di Maio, Davide Casaleggio e alcuni dei parlamentari più vicini ai vertici. "C'è ottimismo, siamo convinti che è una partita win-win", spiegano dal Movimento rimarcando l'attenzione massima, che, tra i pentastellati, c'è per la Direzione Pd di lunedì. Perchè è al Pd che, nonostante la difficoltà di un dialogo, il M5S continua a guardare.   

Alla riunione, infatti, emerge come questi, per Di Maio, siano i giorni dell'attesa. Nella convinzione che, i poteri istituzionali in qualche modo non ostacolino il Movimento. Anzi, tra i neoletti, si fa notare, spunta anche un amico di vecchia data del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il medico Giorgio Trizzino, ex militante della Dc. Il dialogo resta aperto con tutti, e il Def un banco di prova importante. Il governo di unità nazionale, invece, non è un'opzione presa in considerazione. La guida del governo a Di Maio non è trattabile, lo diremo anche al Colle", si assicura dai vertici.   

Intanto, il M5S cambia il sistema di rendicontazione dicendo stop ai famosi (o famigerati) scontrini e introducendo una cifra forfait che i nuovi parlamentari dovranno restituire. E, nelle prossime settimane, Casaleggio darà il via alla "Rousseau Open Academy", una sorta di scuola di formazione che istruirà gli iscritti su quello che il figlio del guru del M5S, parlando ai neoeletti, definisci "un incredibile modello di partecipazione". E anche per lui sono applausi, nella pomposa cornice del Parco dei Principi. Tutta un'altra storia rispetto ai sobri - e più economici - alberghi dell'Esquilino o di San Giovanni che fecero da sfondo alle prime riunioni dei parlamentari nel 2013.

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