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Politiche, Mellarini pronto a dimettersi

Olivi dice a Rossi «decido io»

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Non ci pensa su due volte Tiziano Mellarini, assessore provinciale alla cultura e segretario dell'Upt, a dirsi d'accordo con il presidente della Provincia, Ugo Rossi, che giovedì sull' Adige aveva dichiarato che chi nella sua giunta decidesse di candidarsi alle elezioni politiche di marzo dovrebbe dimettersi dall'incarico prima della campagna elettorale e dunque prima di sapere se riuscirà ad essere eletto oppure no.
La legge non obbliga nessuno a farlo e infatti nel 2013 l'allora assessore alla cultura, Franco Panizza (Patt) si dimise solo dopo l'elezione in Senato, ma il governatore Rossi chiede questo passo indietro per lasciare il posto ad altri, visto che il presidente della Provincia ha anche detto di non escludere nuove nomine poiché in ballo ci sono competenze importanti. Mellarini ha la delega su cultura, cooperazione e sport, mentre il vicepresidente Alessandro Olivi (Pd), anch'egli tra i nomi di cui si parla per una candidatura al Parlamento, gestisce la corposa delega su lavoro e attività economiche. 

«Dovessi decidere di candidarmi - dice l'assessore Mellarini - sarei pronto a dimettermi subito in modo che non si possa dire che uso il mio incarico in giunta per farmi la campagna elettorale. Sgombrerei subito il campo».
La consigliera provinciale del Pd, Lucia Maestri, a proposito di dimissioni dalla giunta per candidarsi a un altro incarico istituzionale ricorda che: «Nel 2013 quando decisi di candidarmi alle elezioni provinciali mi dimisi dalla giunta comunale e lo stesso fece la collega Violetta Plotegher. E noi non eravamo consigliere, mentre un assessore provinciale che lascia la giunta resta comunque consigliere provinciale».
«Altri assessori cominali (Salvatore Panetta, Ndr.) - ricorda Maestri - invece non si dimisero». Panetta poi non riuscì a farsi eleggere in consiglio provinciale mentre Maestri e Plotegher sì. In Comune era stato il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, a sollecitare le dimissioni a chi avesse voluto candidarsi, ma dunque non tutti seguirono la sua richiesta. 

Il nome della consigliera provinciale Lucia Maestri ora è tra quelli più probabili per una candidatura alle elezioni politiche, in questo caso certo non potrebbe subentrare in giunta al posto dell'assessore Olivi se questi al momento di candidarsi o comunque una volta eletto - sempre che si candidi - dovesse lasciare la Provincia.
E considerato che Violetta Plotegher è già assessora regionale e Donata Borgonovo Re era assessora ma è stata «cacciata» da Rossi, rendendo così improbabile un suo possibile rientro in giunta, gli unici «papabili» per un assessorato sono il capogruppo del Pd, Alessio Manica, e Mattia Civico. E ancora una volta resterebbe una donna sola nell'esecutivo, che è Sara Ferrari.
Anche nell'Upt, infatti, i consiglieri provinciali sono solo uomini, quindi le eventuali dimissioni di Mellarini porterebbero al subentro probabilmente del capogruppo Gianpiero Passamani.
«Sono totalmente immerso nel mio ruolo e mi piace quello che sto facendo e mi sento ancora molto motivato» risponde invece Alessandro Olivi, altro componente di giunta invitato da Rossi a dimettersi nel caso in cui fosse candidato alle politiche. 
«Non mi sento oggi di dissociarmi da questa dimensione di impegno quotidiano in provincia in un ruolo importante e delicato. Tra l'altro nessuno mi ha proposto di candidarmi e il problema non si pone» continua Olivi. 
«Non mi piace molto lasciare le cose a metà - assicura ancora Olivi - e questa legislatura è stata piena: vi siamo entrati sotto i colpi di una crisi enorme e ne stiamo uscendo con una economia in miglioramento. Ho progetti importantissimi da seguire e da portare avanti come l'assegno unico» assicura ancora il vicepresidente della giunta provinciale. 

Che chiarisce: «Non sto rincorrendo - ed è la verità - traguardi personali. Quando e soprattutto se, e il "se" è grande come una casa, mi si proprorrà eventualmente qualcosa che oggi non c'è, a quel punto, al momento opportuno farò le scelte che riterrò più giuste. In ogni caso, la scelta che ognuno di noi farà non sarà condizionata da ciò che Rossi ha detto» assicura Olivi.
«Io - continua l'assessore provinciale al lavoro - sono una persona responsabile e ho fatto ciò che è sempre meglio per le istituzioni. L'altra volta Panizza mi pare non si era dimesso e mi pare che sia di un partito non lontanissimo da Rossi».

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