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Il Trentino Alto Adige

dice no allo ius soli

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Il consiglio regionale ha approvato ieri a larga maggioranza - 31 favorevoli, 16 contrari e 6 astenuti - una mozione presentata dall’ex Patt, Walter Kaswalder, e firmata anche da Rodolfo Borga e Massimo Fasanelli, con cui si impegna la giunta Kompatscher-Rossi a «manifestare a Governo e Parlamento la contrarietà della Regione Trentino Alto Adige» al disegno di legge già approvato dalla Camera e ora al Senato che punta a modificare le norme sulla cittadinanza introducendo lo «ius soli temperato» e lo «ius culturae». 

Decisivi per l’approvazione della mozione di Kaswalder, sostenuta da tutto il centrodestra, la destra tedesca, le civiche e il Movimento 5 Stelle, sono stati i voti della Svp, che allo stesso tempo ha votato contro un’altra mozione, presentata da Verdi e Pd, che al contrario era a sostegno della legge sullo «ius soli» ed è stata votata anche dall’Upt. Il Patt invece si è astenuto su entrambe le mozioni, segnando una spaccatura su un tema molto sensibile come quello della cittadinanza.
Al momento del voto il governatore Ugo Rossi, né il capogruppo Lorenzo Ossanna, erano in aula. Al termine della seduta però Ossanna ha motivato così la scelta del gruppo di astenersi: «Noi non siamo contrari a una legge sullo ius soli ma pensiamo che, come ha chiesto il Gruppo per le autonomie al Senato, vada modificato il disegno di legge. Non abbiamo votato come la Svp perché c’era la contro-mozione del Pd e di fronte alle due mozioni si creava un problema di maggioranza». 

Il presidente Rossi dichiara: «I valori sono importanti, ma anche la loro declinazione concreta ha la sua importanza. Non c’è contrarietà ai principi dello ius soli, ma è importante migliorare lo ius culturae. Astenersi non vuol dire approvare i contenuti della mozione». In ogni caso, anche se il Patt avesse votato la mozione del Pd, senza la Svp i numeri non sarebbero bastati per approvarla.  

Sta di fatto che nella mozione di Kaswalder che ora impegna Kompatscher ma anche Rossi a trasmettere la volontà del consiglio regionale al governo si legge che l’approvazione dello «ius soli» sarebbe una decisione «sciagurata, intempestiva e foriera di ulteriori flussi migratori». E ancora: «Questo gesto di accoglienza nei confronti dei clandestini che già invadono il nostro Paese non farà altro che incrementare gli sbarchi in Italia». Il consigliere regionale Riccardo Dello Sbarba (Verdi), primo firmatario dell’altra mozione, inorridisce per il fatto che la Svp possa aver votato a favore di queste parole: «È incredibile, hanno votato una mozione dove si dice chiaramente di non approvare lo ius soli». 

Il consigliere provinciale del Pd, Mattia Civico, è altrettanto sconcertato dal comportamento della Svp e del Patt: «Dispiace che il Patt si sia astenuto e ancor più dispiace il voto contrario della Svp. É vero che soffia un vento contrario, ma il nostro compito dovrebbe essere quello di soffiare in direzione opposta, non rafforzare con quel voto il nesso che non c’è tra ius soli e immigrazione. È una resa politica a una bugia».
«Riconoscere la cittadinanza a chi è nato in Italia - conclude Civico - significa semplicemente prendere atto che questo minori non hanno altra patria se non la nostra. Sono i compagni di scuola dei nostri figli, parlano la nostra lingua, sono nati e cresciuti nel nostro paese e dunque sono italiani né più né meno di tutti noi».

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