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Dalla variazione di bilancio

ecco 126 milioni di euro

Rossi finanzia anche gli istituti di ricerca e dà una mano ai Comuni

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La prima commissione del Consiglio provinciale ha approvato oggi il disegno legge di variazione al bilancio di previsione 2017-2019 della Provincia autonoma di Trento che rende disponibili 126 milioni di euro. Le risorse derivano dalle maggiori entrate, per 70 milioni di euro, e da riduzioni di stanziamenti di spesa - fra risparmi e riprogrammazioni - su una pluralità di interventi, per 56 milioni di euro.
"Attraverso questa variazione di bilancio - ha spiegato il presidente Rossi - rendiamo disponibili per il 2018 delle risorse del 2017 che altrimenti rimarrebbero inutilizzate, contenendo in questo modo l'avanzo di amministrazione. Con questi fondi, per complessivi 126 milioni di euro, andremo a finanziare i nostri istituti di ricerca, Trentino Marketing, Informatica trentina e alcuni investimenti dei Comuni". Previsto inoltre un adeguamento di spesa per il personale.

L’incremento, per quanto riguarda le entrate, è dovuto principalmente all'andamento positivo sia delle devoluzioni di tributi erariali che dei tributi propri. Gli ulteriori incrementi derivano dalla presa d’atto dei maggiori accertamenti già registrati a bilancio, in parte compensati dalla riprogrammazione degli interventi finanziati con le risorse dei Fondi comunitari e relativi cofinanziamenti statali.
Le maggiori risorse saranno destinate a spese per il 2018, ma impegnabili entro l’anno 2017 e precisamente per Informatica Trentina (12 milioni di euro), Fondo investimenti minori dei comuni (23 milioni di euro), Trentino Marketing (18 milioni di euro), Interventi di edilizia universitaria (5 milioni di euro), Fondazione Mach (18 milioni di euro), Fondazione Kessler (30 milioni di euro) e Trentino Sviluppo (20 milioni di euro).  
Il disegno di legge prevede inoltre un adeguamento dei limiti di spesa di personale per il 2017 in relazione agli effettivi fabbisogni, tenuto conto che l’evoluzione delle uscite per pensionamenti e gli effetti delle deroghe concesse per l’assunzione del personale, difficilmente stimabili, hanno comportato una maggiore spesa di 4 milioni rispetto a quella inizialmente prevista. Si evidenzia come nel corso della presente legislatura si è registrata, al netto del rinnovo contrattuale, una riduzione della spesa di personale (14% per i dirigenti, 9% per i direttori e 4% per il comparto) e della spesa per straordinari (10%). Viene inoltre stabilita la possibilità di erogare i contributi in annualità anche annualmente e non solo semestralmente, e la possibilità che i singoli consorzi possano presentare domanda direttamente e non solo tramite la  propria associazione.

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