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Imis, rata da 100 milioni

Entro venerdì si paga l'acconto

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Ancora cinque giorni di tempo per i cittadini e le imprese chiamati a pagare l'acconto Imis. La scelta di far versare la prima rata dell'Imposta municipale sugli immobili entro venerdì prossimo è stata presa dalla maggior parte dei Comuni. Tra i 137 municipi su 177 che hanno inviato le proprie decisioni in materia di Imis al portale del Consorzio dei comuni, in 125, da Trento a Ala, da Borgo a Cavareno, hanno scelto di dare ai propri residenti la possibilità di versare il dovuto in due rate. 
Chi paga e chi no.
Con l'abolizione dell'Imis sull'abitazione principale, escluse gli immobili che sono considerati di lusso e che ricadono nelle categorie catastali, A1, A8 e A9. Ciascun Comune, sulla base delle delibere Imis approvate dai consigli, ha stabilito aliquote e detrazioni diverse, così come ha deciso di assimilare all'abitazione principale alcune fattispecie. Andando sul portale del Consorzio dei comuni è possibile verificare come si comporta ciascuna amministrazione.
Detrazioni e esenzioni.
Per il 2017 e fino al 2019 sono stat conferemate le esenzioni dal pagamento Imis per le cooperative sociali e le onlus, mentre per i fabbricati rurali strumentali la deduzione d'imponibile per quest'anno è di 1.500 euro. Una novità per il 2017 e delegata alla facoltà decisoria dei singoli Comuni riguarda la possibilità di esentare le aree edificabili sature, ossa quelle che consentono solo l'ampliamento di fabbricati esistenti. Da quest'anno, poi, sono stati chiariti meglio i criteri per esentare le abitazioni di persone anziane ricoverate in Rsa. Tra le novità, il fatto che l'esenzione vale solo se l'abitazione rimasta libera a causa del ricovero era principale già al momento dell'ingresso nella struttura sanitaria.
Incasso attorno ai 200 milioni.
Dopo i 248 milioni di euro incassati nel 2015 per l'Imis, grazie alle cancellazioni del versamento su tutte le prime case (tranne quelle di lusso) e le riduzioni di aliquote su altre fattispecie immobiliari, come i cosiddetti imbullonati o le pertinenze, si è arrivati nel 2016 a una riduzione della pressione fiscale sui proprietari e sulle imprese di circa 30 milioni di euro. L'incasso per il 2016 infatti parla di 215 milioni di euro circa. Un taglio insomma di circa il 12% sul 2015 grazie in particolare ai 17,5 milioni di euro che, tra 2015 e 2016, sono stati cancellati dai proprietari di prima casa in Trentino. E per il 2017, con le nuove riduzioni previste nella finanziaria, si dovrebbe arrivare a un introito complessivo più basso.
Ravvedimento operoso.
Chi non provvederà al pagamento dell'acconto entro il 16 giugno, potrà farlo con ravvedimento operoso. Anche il ravvedimento deve essere fatto con il Modello F24, barrando la casella «Ravvedimento operoso» e indicando l'importo totale dell'imposta dovuta , della sanzione e degli interessi.

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