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A rischio i vitalizi degli ex consiglieri

con la legge proposta dal Pd

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Anche gli ex consiglieri regionali del Trentino e dell’Alto Adige rischiano che cali la mannaia sul loro vitalizio se dovesse essere approvato dal Parlamento il disegno di legge di Matteo Richetti (Pd) che prevede che la pensione dei parlamentari ma anche degli ex parlamentari sia calcolata con il sistema contributivo (che vuol dire in base a quanto versato, ovvero molto poco).

La proposta di legge Richetti non solo è retroattiva nei suoi effetti, perché andrà a incidere anche sugli ex deputati e senatori, che già percepiscono lauti vitalizi, ma all’art. 3 stabilisce «l’estensione della nuova disciplina alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano».

La norma prevede infatti che tutte le Regioni, compreso il Trentino Alto Adige, «entro sei mesi» dall’entrata in vigore della legge nazionale «adeguano la disciplina dei vitalizi e dei trattamenti previdenziali, comunque denominati, per i titolari di cariche elettive». Si precisa che l’obbligo di adeguarsi a quanto previsto per i vitalizi dei parlamentari e gli ex parlamentari anche per i consiglieri regionali, che nel nostro caso sono anche provinciali, costituisce «principio di coordinamento della finanza pubblica», che supera dunque le prerogative delle autonomie regionali anche di quelle speciali.

Ora, il disegno di legge è all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera, che martedì prossimo dovrebbe approvarlo, visto che la maggioranza dei favorevoli non manca, poi passerà all’aula. Se dovesse riuscire ad essere approvata anche dal Senato, prima della fine della legislatura, diventerebbe legge.

Una legge nazionale che va a tagliare i vitalizi degli ex parlamentari e obbliga le Regioni a fare lo stesso per gli ex consiglieri regionali andrebbe a dare man forte alla Regione trascinata in tribunale e davanti alla Corte costituzionale per aver deciso nel 2014 il ricalcolo al ribasso delle somme attualizzate e versate in anticipo agli ex consiglieri.

Il deputato del Pd, Matteo Richetti, che ha presentato il disegno di legge, ne sostiene la legittimità costituzionale anche per la parte che incide sui vitalizi degli ex parlamentari la cui associazione è già sul piede di guerra.

Per i consiglieri regionali/provinciali del Trentino e Alto Adige in carica la legge regionale del 2014 prevede una pensione complementare.

Andrà verificato come questo sia compatibile con la pensione su base contributiva stabilita dal disegno di legge nazionale se diventerà legge, che applica il sistema previdenziale vigente per i dipendenti pubblici, con età minima per ricevere la pensione innalzata ai 66 anni.

Anche per il calcolo del vitalizio per chi ha maturato il diritto ma ancora non riceve l’assegno la legge regionale oggi prevede in alcuni casi che si possa scendere a 60 anni.

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